Johan Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

Johan Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin? (tit. originale Buzz Aldrin, hvor ble det av deg i alt mylderet?), Iperborea, Milano 2008. Traduzione di Maria Valeria D’Avino. 464 pagine.

E la primavera del 1979 decisi: sarei scomparso là fuori nella folla, sarei stato il numero due, uno che si rendeva utile invece di cercare di farsi notare, che faceva quello che gli chiedevano di fare.

Mattias, più o meno trentenne, giardiniere, vive a Stavanger insieme a Helle, con cui è fidanzato da dodici anni. Il suo mito è Buzz Aldrin, il secondo uomo sulla Luna dopo il più celebre Neil Armstrong. Perché se c’è una cosa che davvero Mattias vuole è essere secondo, scomparire nella folla, non farsi notare. Il guaio è che finirà per essere secondo anche in amore, e tutta la sua vita gli si sgretolerà tra le mani.

Un giorno va alle isole Faroe insieme ai suoi amici, che hanno una band e devono suonare a Tórshavn. E alle Faroe finisce per restare, in circostanze che non vi svelo perché vi farei perdere la gioia della lettura – anche se in realtà di gioia in questo romanzo ce n’è poca.

È infatti un romanzo che io ho trovato molto triste, quasi deprimente, sebbene non sia esente da momenti di spensieratezza, potremmo dire. Ma in generale è cupo e oppressivo, seppure si vede la luce in fondo al tunnel. Eppure mentre si legge si sta saldamente nel tunnel, e la luce è solo un puntino lontano. Sarà che mi ha ricordato episodi non proprio piacevoli della mia vita, ma è comunque difficile da portare avanti, sebbene si voglia andare avanti nella lettura per vedere cosa succede.

Ma è un romanzo molto bello, anche molto delicato, volendo. Sulla malattia mentale, sulla disgregazione dell’io, della personalità e della vita che scivola come sabbia tra le mani, sull’essere il numero due, una ruota dell’ingranaggio, sul voler scomparire in un’epoca in cui tutti vogliono apparire.

Una bella scoperta da uno scrittore norvegese giovanissimo, Harstad è del 1979 e aveva solo 26 anni quando pubblicò questo romanzo. Mi sento di consigliarlo, ma solo se non avete paura delle storie tristi, perché a tratti vi farà venire il magone. Se volete, qui potete leggere l’incipit in formato pdf.

[Questo post è pubblicato anche sul blog delle letterature altre.]

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4 pensieri su “Johan Harstad, Che ne è stato di te, Buzz Aldrin?

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