Massimo Turcato, Adriel

Massimo Turcato, Adriel, I Sognatori, Galatone (LE) 2014. 190 pagine.

Il mio amico mi ha spiegato che “Adriel” viene dall’aramaico e significa “Dio è il mio aiuto”. Secondo la tradizione rabbinica Adriel era uno degli angeli della morte che, per ordine del Signore, portavano nel mondo la vendetta divina.

Il romanzo si apre in India negli anni Novanta. Un uomo è gravemente malato, la moglie chiama il dottore e si scopre che l’uomo è stato contagiato dal virus dell’AIDS in seguito a una trasfusione con sangue infetto. Qualcuno ha speculato sulle trasfusioni per emofiliaci, qualcuno molto in alto. Ma non tutti sono disposti ad accettare che la giustizia faccia il suo corso, e qualcuno decide di arruolare un sicario particolare, Adriel.

Adriel, come l’angelo del Signore dallo stesso nome, porta nel mondo la vendetta divina. È un sicario, è vero, ma uccide solo chi si è macchiato di crimini atroci, come in questo caso.

Turcato ci racconta la storia di come Adriel perverrà a uccidere i tre responsabili della contaminazione di sangue con il virus dell’AIDS, ma ci narra anche la storia di Adriel stesso. Come è giunto a fare questo mestiere particolare, com’è la sua vita, chi è.

Il romanzo non è propriamente un thriller, ma piacerà agli amanti del genere. È però senz’altro un romanzo dove la tensione si taglia a fette, e che richiederà di essere letto tutto d’un fiato (la brevità lo consente). Tra l’altro, se andate sulla pagina che l’editore dedica al libro, potrete scaricarne un corposo assaggio, addirittura la metà, e poi decidere se acquistarlo o meno. Io ve lo consiglio.

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