Libri da Haiti

Citadelle Laferrière

Marie Vieux-Chauvet, Amore rabbia follia, Bompiani: “A sentire padre Paul, l’istruzione mi ha rovinato la vita.
La mia intelligenza sonnecchiava e io l’ho svegliata, ecco la verità.
Per questo motivo ho deciso di tenere un diario.
Ho scoperto in me doti insospettate.
Credo di saper scrivere.
Credo di saper pensare. Sono diventata arrogante.
Ho preso coscienza di me.”
Sullo sfondo di una Haiti progressivamente oscurata dalla dittatura militare, l’amore, la follia, le competizioni familiari e le gelosie si insinuano nelle menti e nelle famiglie come le uniche possibilità di fuga, riscatto o sogno. In una famiglia, tre sorelle – Claire, Félicia, e Annette – si fanno travolgere dalla passione per uno stesso uomo. In un’altra, la figlia modello, anima bella e idealista, è costretta a prostituirsi in cambio della salvaguardia dei propri cari dalla violenza dei militari. In un’altra ancora, René si chiude in casa con due amici, André e suo fratello Jacques, a bere e a rievocare il passato. Si disegna così un quadro di amore, gelosia, morte e follia, che è un grido di rivolta contro l’ordine sociale e sessuale.

Lyonel Trouillot, Teresa in mille pezzi, epoché: All’età di trent’anni, Teresa si scopre investita dal suo doppio, di cui subisce l’assoluta tirannia. L'”altra” Teresa agisce ben presto sulla giovane donna come uno specchio rovesciato che le rivela tutto ciò che non riesce a essere e tutto ciò di cui il suo ambiente la priva. In tal modo, frantuma in mille pezzi un universo di cui sono rimessi in causa tutti i punti di riferimento. Ritratto disturbante di una donna disturbata, questo libro è una metafora di tutte le prigioni, affettive o politiche che siano.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2006/08/11/teresa-in-mille-pezzi-2/

Lyonel Trouillot, Bicentenario, Edizioni Lavoro: «A quelle e a quelli che sono scesi in strada». Questa la dedica di Lyonel Trouillot a quanti, ad Haiti, nel periodo a ridosso del 1° gennaio 2004, bicentenario della nascita della Repubblica, la prima repubblica nera del mondo, hanno protestato contro la violenza, i soprusi, la corruzione ancora dilaganti nel paese. Ed è proprio una di queste manifestazioni, quella organizzata nel dicembre 2003 dagli studenti, il fulcro di Bicentenario. Alternando sapientemente la grande Storia – con le sue imponenti scene di massa, il corteo, gli scontri, gli striscioni, gli slogan –, alla storia privata di uno dei partecipanti, il protagonista Lucien, che affiora da ricordi e monologhi, e del fratello più piccolo, che conosciamo attraverso le sue azioni e affermazioni violente, Trouillot racconta non solo la marcia di protesta di uno studente haitiano, le sue ultime due ore di vita, ma anche la marcia bisecolare di un intero popolo.
La costruzione magistrale, precisa come il meccanismo di un orologio, in cui la stessa anticipazione, fin dalle prime battute, della morte del protagonista nulla toglie alla suspense del racconto, unita allo stile, essenziale e altamente evocativo, fanno di questo romanzo la testimonianza più alta della tormentata storia di Haiti, isola dimenticata.

Lyonel Trouillot, I figli degli eroi, Atmosphere Libri: In una bidonville della capitale haitiana, una famiglia sopravvive grazie ai soldi che la madre di Corazón invia al figlio dagli Stati Uniti. Joséphine, l’umile moglie di Corazón, votata al martirio e alla preghiera, è regolarmente picchiata dal compagno. I loro figli sono Mariéla, la maggiore, e Colin; i due ragazzi tentano di sfuggire alla claustrofobia e alla promiscuità dell’angusto tugurio in cui vivono con i genitori. Corazón non manca mai di appropriarsi dei soldi destinati alla famiglia sperperandoli nell’alcool, e impedendo così ai figli di frequentare la scuola. Passa il suo tempo a raccontare di immaginari incontri di boxe, che in realtà non ha mai visto né vissuto. Si inventa di lavorare come meccanico in un’officina, ma un giorno i due ragazzini scoprono che il padre non è altro che l’uomo di fatica del padrone dell’officina, che lo tiranneggia e lo umilia. Al culmine di una crisi domestica, lo uccidono, ma l’atto non è intenzionale. Poi si danno alla fuga. Vagabondano per la città, appropriandosi di spazi fino allora sconosciuti. Riescono persino a godere di una giornata di libertà sulla collina che domina la capitale. Ma la notizia del delitto si diffonde rapidamente, ben presto vengono riconosciuti, bloccati dalla folla, e separati.

Louis-Philippe Dalembert, La matita del buon Dio non ha la gomma, Edizioni Lavoro: Nell’universo suggestivo di Port-au-Prince, capitale di Haiti, il narratore, ormai adulto, va alla ricerca delle proprie origini, ricordando, immaginando e ricreando luoghi e personaggi che hanno segnato la sua infanzia, negli anni Sessanta. Figure reali e personaggi storici, luoghi mitologici e leggendari si confondono in questo romanzo di formazione e di riflessione sul valore del tempo e della memoria. L’enigmatico titolo, derivato da un detto popolare creolo, sarà svelato man mano nel corso del romanzo.

Louis-Philippe Dalemebert, Ballata di un amore incompiuto, Frassinelli: Aprile 2009: in Italia la terra trema. In un paese dell’Abruzzo, una coppia mista, Azaka e Mariangela, aspetta con gioia l’arrivo del primo figlio. Sotto lo sguardo di rimprovero degli uni, contrari alla presenza di stranieri nella regione, e la curiosità benevola degli altri. Se le scosse tendono a inasprire le tensioni, rammentano anche ad Azaka un episodio traumatico della sua infanzia: un altro sisma, all’altro capo del mondo, durante il quale lui rimase sepolto sotto le macerie. È la storia che si ripete? Ovunque si trovi, deve temere l’ira della Terra? Domande che per il momento rifiuta di porsi: prestò sarà padre, la gioia non gli sfuggirà di mano… Tra cronaca quotidiana e commedia dell’arte, Ballata di un amore incompiuto ci fa rivivere i terremoti dell’Aquila e di Haiti, dove l’autore si è trovato coinvolto. Come spesso accade in Louis-Philippe Dalembert, umorismo e forza vitale dominano in tutto il corso del racconto.

Dany Laferrière, Come far l’amore con un negro senza far fatica, Dalai: Un appartamentino malridotto e romanticamente disordinato in un quartiere popolare di Montreal, due aitanti giovanotti molto neri arrivati da poco da Haiti, dischi di Charlie Parker, Miles Davis e Coltrane a tutto volume, ecco il setting di Come far l’amore con un negro senza far fatica. Chi racconta la storia batte a macchina su una vecchia Remington appartenuta a Chester Himes, sognando di diventare un autore famoso. Il suo amico e compagno Bouba è molto pigro e passa la maggior parte del tempo disteso su un divano sfondato a compulsare le opere complete di Freud e il Corano. Infatti Allah è grande ma Freud è il suo profeta. Inoltre il mondo ha bisogno di filosofi affamati, dormiglioni impenitenti e pensatori senza potere. La loro tranquilla esistenza è animata da un viavai di bellissime ragazze candide come la neve che, spinte dalla curiosità e dall’impegno, desiderano mettersi alla prova facendo l’amore con un rappresentante di una razza oppressa. I due amici sono più che disponibili a compiere un atto tanto politicamente corretto.

Kettly Mars, L’ora ibrida, epoché: Un ragazzo giovane e bello si vende nei quartieri eleganti della città, sfruttando il fascino che esercita su uomini e donne per sopravvivere in un paese, quello di Haiti, che sembra non perdonare la povertà. A fargli compagnia, il ricordo della madre, idealizzata fino all’ossessione. Un incontro sconvolgente farà vacillare le sue certezze.

Gary Victor, Il mistero delle campane mute, Edizioni Lavoro: Davvero insolito l’incarico dell’ispettore Azémar, inviato dalla capitale di Haiti in una cittadina sperduta dell’isola: ritrovare, a tre giorni dalla festa del santo patrono, i suoni scomparsi delle campane della chiesa.
Goffo e perso dietro i fumi dell’alcol, Azémar si immerge in una realtà dominata dalla violenza, popolata di donne inquiete, politici corrotti, sacerdoti dal passato oscuro. A contatto con una natura debordante e protagonista, scoprirà i sentieri infidi della magia vudù e, dopo morti e sofferenze personali, riuscirà a far luce sul mistero.
Alternando dialoghi di grande effetto a pagine di forte tensione poetica, Gary Victor dà vita a un noir originale, percorso dal filo dell’ironia, che regala al lettore un favoloso e dolente viaggio tra le ferite aperte della società haitiana.

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