Libri dalla Germania

Reichstag, Berlino

Heinrich Böll, E non disse nemmeno una parola, Mondadori: E non disse nemmeno una parola è la cronaca del fuggevole incontro, dopo quindici anni di matrimonio, tra due ex coniugi: Fred, che ha abbandonato la casa non sopportandone la soffocante atmosfera di miseria, e sua moglie Kate, che è rimasta tenacemente al suo posto, accanto ai bambini. Il romanzo, considerato da molti il capolavoro di Heinrich Boll, descrive le poche indimenticabili ore che i due trascorrono insieme e che culminano con il tentativo di Fred di riconquistare l’amore della moglie.
La vicenda, pura ed essenziale, si svolge entro lo squallido scenario di una città tedesca dell’immediato dopoguerra, tra le torri di una cattedrale gotica, le baracche di una fiera e le tristi stanze di un modesto albergo, dove, fra discorsi e ripensamenti, Fred e Kate riscoprono un duplice passato di tenerezza e di lotte, di incontri e di separazioni, facendo maturare il destino di una nuova convivenza.
Il primo capitolo: http://leggere.librimondadori.it/heinrich-boll-e-non-disse-nemmeno-una-parola/
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2013/11/23/heinrich-boll-und-sagte-kein-einziges-wort-germania/

Heinrich Böll, Opinioni di un clown, Mondadori: Con pantomime teatrali, con telefonate e incontri, un clown lancia accuse feroci all’opulenta società della Germania occidentale, che sembra aver smarrito ogni valore. Un libro del ’63, che suscitò polemiche e dibattiti.

Tutti i libri di Heinrich Böll: http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_B%C3%B6ll#Opere

Friedrich Schiller, I masnadieri – Don Carlos – Maria Stuarda, Garzanti: L’opera di Schiller fu per tutto l’Ottocento la vera opera “classica” della letteratura tedesca, veicolo dei valori positivi della borghesia in ascesa che ne fece il “suo” autore. Altrettanto importante fu la sua influenza sulla letteratura di tutta l’Europa, da Coleridge e Carlyle a Constant e Puškin; e fu infine fecondissimo anche il suo rapporto con la musica, dall’inno Alla gioia, musicato da Beethoven nel finale della Nona Sinfonia, alle numerose opere che Verdi trasse dai suoi drammi. Nei testi qui raccolti emergono i temi principali del teatro schilleriano: l’attacco alle istituzioni sociali del suo tempo, il passaggio dalla rivendicazione della libertà politica alla coscienza della più impegnativa libertà morale d’ogni individuo, lo scontro inesorabile del mondo reale e di quello ideale.

Friedrcih Schiller, Wallenstein, Garzanti: Wallenstein, personaggio noto della Guerra dei Trent’anni, avventuriero e generale di avventura, si mette al servizio dell’imperatore Ferdinando II, salvandolo da una situazione disastrosa. Il successo che gli porta gloria e denaro, l’imperatore lo abbandona perché insospettito dalla sua sfrenata ambizione. Wallenstein trama contro l’imperatore e questi si vendica facendolo uccidere.

Tutti i libri di Friedrich Schiller: http://it.wikipedia.org/wiki/Friedrich_Schiller#Opere

Johann Wolfgang von Goethe, I dolori del giovane Werther, Garzanti: Il Werther è il più famoso romanzo d’amore della letteratura tedesca, e tra i più letti e conosciuti della narrativa europea. In forma epistolare rispecchia la storia vera dell’innamoramento del giovane Goethe per Lotte Buff, riplasmata artisticamente nell’amore impossibile e infelice tra Werther e Carlotta, che diventerà moglie fedele di Alberto. Ma, anche se i riferimenti autobiografici imprimono forti vibrazioni emotive alla vicenda, il Werther rappresenta molto di più. A lungo si è discettato per dimostrare che si tratta di un’opera romantica, religiosa, filosofica, sociale, e persino politica; insomma di un documento letterario, ma anche morale, sulle condizioni in cui versava la borghesia in Germania pochi anni prima dello scoppio della Rivoluzione francese.

Johann Wolfgang von Goethe, Le affinità elettive, Garzanti: «Non ho mai sentito parlare con tanto entusiasmo, con tanta cautela, come di questo romanzo, e i librai non sono mai stati assaltati in tale maniera: era come essere in una bottega di fornaio, in tempo di carestia». Così, nel 1810, scriveva Marianne von Eybenberg a Goethe. Il successo delle Affinità elettive fu in effetti immediato e travolgente, nonostante la sua intrinseca complessità. Il titolo stesso allude a una specularità tra fenomeni fisici e psichici, tra natura e spirito, tanto da far riconoscere nello scambio di attrattive incrociate tra le due coppie del romanzo Eduard-Charlotte e Ottilie-Capitano il comportamento che in natura hanno alcuni elementi di attrarsi reciprocamente e altri di respingersi. Al di là dei presupposti scientifici, Le affinità elettive costituisce una proposta narrativa straordinaria: uno squisito romanzo che racconta la fisiologia della società del suo tempo.

Tutti i libri di Johann Wolfgang von Goethe: http://it.wikipedia.org/wiki/Johann_Wolfgang_von_Goethe#Opere

Theodor Storm, Novelle, BUR: L’ampiezza dell’opera narrativa (46 novelle) pone Storm (1817-1888) fra i maestri della prosa tedesca. La sua produzione si colloca nell’atmosfera nordica e brumosa dello Schleswig Holstein, una regione al confine con la Danimarca e ne subisce l’influenza culturale, linguistica e poetica. Giudice nella natia Husum, autore di una raccolta di Poesie, Storm è stato a lungo ritenuto uno scrittore provinciale. La sua scrittura si caratterizza per la cifra fortemente evocativa, elegiaca e poetica, e tuttavia non priva anche di una dimensione di critica sociale che era costitutiva della sua formazione illuministica e delle sue aspirazioni progressiste e democratiche.

Heinrich von Kleist, I racconti, Garzanti: Trascurato dai suoi contemporanei, Kleist è considerato da tempo una delle più originali personalità dell’epoca romantica, che da un lato egli rappresenta tipicamente e dall’altro contraddice e supera. Nei suoi personaggi si scatenano le stesse potenze irrazionali che agitarono ed esaltarono la sua esistenza. In una prosa altamente drammatica, quasi scolpita in un rilievo bronzeo, Kleist dà vita a personaggi e situazioni impregnati di quasi patologica sofferenza, di titanica ribellione, di lotta contro un destino sentito e vissuto come assurdo.

Heinrich von Kleist, Pentesilea, Marsilio: Si legge spesso che Pentesilea è la più kleistiana delle opere di Kleist; di sicuro la più sconcertante, non a caso riscoperta e rappresentata soltanto un secolo dopo dalla sua pubblicazione (1808).
Le ragioni del lungo esilio dal teatro non sono state solo quelle legate alla difficoltà di mettere in scena donne armate, battaglie, cavalli e guerrieri, e neppure lo stesso giudizio critico di Goethe, pur gravido di conseguenze personali per Kleist.
Piombata come un meteorite nel mezzo del classicismo weimariano, la tragedia minacciava in realtà il canone convenuto e l’intero progetto neoumanistico, ogni idea di ordine e riconciliazione. Al complesso edificio etico-estetico che proprio Goethe e Schiller avevano elaborato in risposta al caos della rivoluzione francese, e ai loro modelli consolatori e salvifici diversamente ripresi dal mondo antico, con Pentesilea Kleist opponeva l’immagine di una grecità arcaica, alterando significativamente parecchi dati del mito. Tremila versi di passione e furore, dismisura e sfida di ogni regola.
Pentesilea che, alla fine di tanti serrati duelli, sbrana Achille per amore non poteva non fare paura ai suoi lettori, e ancor più ai suoi improbabili spettatori. Faceva paura l’enigma, la ferinità e l’ambiguità dell’eros, l’assimilazione cannibalica dell’Altro, lo strazio del maschio. Facevano paura le Amazzoni, il mitico esercito di donne armate, la cui separatezza veniva a ricordare fantasmi e tragedie lontane. Soltanto le avanguardie storiche del primo Novecento, al termine del lungo percorso che aveva portato a Freud e alla scoperta dell’inconscio, avrebbero riconosciuto in Kleist un grande precursore e posto fine al lungo ostracismo di Pentesilea dalle scene tedesche.

Tutti i libri di Heinrich von Kleist: http://it.wikipedia.org/wiki/Heinrich_von_Kleist#Opere

Alfred Döblin, Berlin Alexanderplatz, BUR: “In questo libro ineguagliabile, epico e insieme espressionista c’è tutta Berlino com’era sul finire degli anni Venti. Ma Berlin Alexanderplatz sfugge alle categorie, sorprende ogni volta che lo si rilegge. Nelle sue pagine c’è così tanta energia che sembra scritto domani. Anche per questo la storia di Franz Biberkopf, ‘il cobra’, appena uscito di prigione e terrorizzato all’idea di essere nuovamente libero, resta unica, di una bellezza disperata e assoluta.”

Tutti i libri di Alfred Döblin: http://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_D%C3%B6blin#Opere

Thomas Mann, I Buddenbrook, Mondadori: La decadenza finanziaria e morale di una famiglia commerciale di Lubecca attraverso quattro generazioni. Una saga appassionante e drammatica, il romanzo con cui il grande scrittore tedesco (1875- 1955) si impose all’attenzione del pubblico e della critica.

Thomas Mann, Tonio Kröger, Mondadori: Il dissidio tra arte e vita borghese, tra creatività e normalità in uno dei capolavori brevi del grande narratore tedesco (1875-1955).

Tutti i libri di Thomas Mann: http://it.wikipedia.org/wiki/Thomas_Mann#in_italiano

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