Libri dalla Francia

Anatole France, Il delitto di Sylvestre Bonnard, Sylvestre Bonnard“A Christmas Tale…”
La definizione, proposta a vario titolo dai commentatori, suona assolutamente congrua per Il delitto di Sylvestre Bonnard, così lontano dalle cupe atmosfere del naturalismo trionfante al tempo della sua prima pubblicazione. Il protagonista ci appare in pantofole e vestaglia all’apertura dell’azione, la Vigilia di Natale, intento a contendere al gatto Amilcare il miglior posto accanto al caminetto acceso. Otto anni dopo, sarà la vigilia di San Silvestro a vedere lo scioglimento del dramma che si recita nella prima parte dell’opera, un dramma nel quale l’amore per i libri ha un ruolo determinante. Così determinante che è sembrato interessante e piacevole completare questa edizione del romanzo con un erudito e brillante saggio di Joseph Rosenblum che identifica e scheda i preziosi volumi realmente esistenti che figurano nella immaginaria biblioteca di Bonnard.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2013/12/31/anatole-france-il-delitto-di-sylvestre-bonnard-francia/

Anatole France, L’isola dei pinguini, Isbn: Anno mille, più o meno. Un vecchio monaco quasi cieco sbarca su un’isola bretone popolata da pinguini. Scambiandoli per esseri umani, li battezza tutti. Per rimediare all’errore, Dio e i santi decidono di concedere ai volatili «un’anima, però di piccola taglia». Peccato che dalla conversione in poi, i pinguini sviluppino avidità e invidia, prepotenza e conformismo, ambizioni e pudori (il primo pinguino vestito viene violentato da un diavolo travestito da prete). A partire da questo antefatto, Anatole France traccia la storia di Pinguinia come controcanto amaro, rivelatore e irresistibilmente comico, dell’evoluzione dell’Europa dal Medioevo fino alla Rivoluzione industriale. Uno dei migliori romanzi satirici del Novecento, capace di fare arrabbiare i cattolici e infuriare i borghesi, amato da Conrad, Benjamin e Jung. Pubblicato per la prima volta nel 1908, è stato per lungo tempo considerato il capolavoro di Anatole France e paragonato a classici come La fattoria degli animali di Orwell e Il mondo nuovo di Huxley.

Anatole France, La rivolta degli angeli, Meridiano Zero: Su Parigi piovono angeli. Ogni giorno qualche puro spirito, disgustato dalla monotonia della beatitudine, abbandona il cielo, s’incarna e vive come un parigino di inizio ‘900 (è questa l’epoca del romanzo). Non sono messaggeri divini, ma personaggi alla Wim Wenders: hanno deciso, come i suoi angeli sopra Berlino, che è più interessante cavarsela da soli sulla terra piuttosto che durare eternamente nella contemplazione divina. Un avido banchiere, un musicista bohémien, un’anarchica affascinante: sono tutti angeli, anche se nessuno fra gli uomini lo sospetta. È una sorta di invasione degli ultracorpi, pacifica fino a quando Arcade, bellissimo angelo custode, non concepisce un folle progetto: rovesciare Dio, ripetere l’impresa tentata da Lucifero prima che il tempo avesse inizio. Sono stati i libri a perdere Arcade: ne ha divorati a migliaia nella biblioteca del suo custodito, il giovane aristocratico Maurice d’Esparvieu. Tanta scienza gli ha insegnato che il mondo non è la valle di lacrime descritta dai preti e ha suscitato in lui un’inestinguibile sete di vendetta contro il Dio uno e trino. Ma a Parigi è difficile pensare solo alla guerra: ci sono troppe belle donne disponibili ad avventure galanti; ci sono i loro innamorati da sfidare a duello; c’è la polizia da cui scappare, perché per un angelo è facile essere scambiato per un rivoluzionario…

Emile Zola, Teresa Raquin, Garzanti: La disperazione non si era mai abbattuta con tanto furore su un essere umano. La sinistra verità bruciò con l’impeto in un lampo negli occhi della paralitica e s’insediò in lei con la ferocia senza scampo della folgore. Se avesse potuto alzarsi in piedi, vomitare l’orrore che l’afferrava alla gola, maledire gli assassini del figlio, avrebbe sofferto meno. Invece, dopo aver ascoltato, dopo aver compreso, era condannata a rimanere immobile, chiusa nel silenzio, a custodire quel dolore scoppiante: non aveva scampo.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/01/16/emile-zola-therese-raquin/

Emile Zola, Il ventre di Parigi, Garzanti: I famosi mercati generali parigini, Les Halles, sono il grande protagonista del romanzo, «un gigantesco ventre di metallo, inchiavardato, saldato, fatto di legno, vetro e ferro». Questa moderna “natura morta”, livida di odori penetranti, di montagne di cibo, di sensazioni violente, scena di duri contrasti tra opulenza e miseria, fa da contorno alle vicende di due fratelli. Uno è un rivoluzionario radicalgiacobino, rinchiuso alla Cayenne per tentativi insurrezionali e rientrato clandestinamente a Parigi; dall’Impero ha avuto solo deportazione e fame. L’altro è un agiato charcutier delle Halles, impegnato nell’ascesa sociale; l’Impero lo ha soggiogato, schierandolo nella piccola borghesia mercantile, corrotta dal denaro e dall’arrivismo.

Tutti i libri di Emile Zola: http://it.wikipedia.org/wiki/%C3%89mile_Zola#Opere

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, Bompiani: Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano.)

Tutti i libri di Antoine de Saint-Exupéry: http://it.wikipedia.org/wiki/Antoine_de_Saint-Exup%C3%A9ry#Opere

Jean-Paul Sartre, La nausea, Einaudi: Dopo aver viaggiato a lungo, Antoine Roquentin si stabilisce a Bouville, in uno squallido albergo vicino alla stazione, per scrivere una tesi di dottorato in storia. La sera, si siede al tavolo di un bistrot ad ascoltare un disco, sempre lo stesso: Some of These Days. La sua vita ormai non ha più senso: il passato è abitato da Anny, mentre il presente è sempre più sommerso da una sensazione dolce e orribile, insinuante, che ha nome Nausea. Un romanzo trasgressivo e ricchissimo, sempre attuale, che ci restituisce il disagio del mondo in agonia alla vigilia della Seconda guerra mondiale. Il libro più libero di Sartre, il più disinteressato e il più appassionato insieme.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2006/01/27/la-nausea-2/

Jean-Paul Sartre, Il muro, EinaudiIl muroLa cameraErostratoIntimitàInfanzia di un capo: cinque racconti che mettono a nudo il coraggio e la viltà di fronte alla vita.
Morte, follia, impotenza, perversione e menzogna: è intorno a questi temi che si snodano le esistenze dei protagonisti del libro. Il muro della cella contro cui vanno a sbattere i pensieri di tre condannati a morte, le pareti delle stanze che chiudono tragici misteri sessuali e delittuosi, il gesto clamoroso di Erostrato contro il mondo, l’inutile ricerca di una nuova vita di Lulù e infine la tormentata coscienza di Lucien Fleurier sono i tanti frammenti di una realtà allucinata. Uscito per la prima volta nel 1947 in Italia, dove fu denunciato per oltraggio al pudore e sequestrato, Il muro è considerato l’opera di narrativa più inquietante di Jean-Paul Sartre.

Tutti i libri di Jean-Paul Sartre: http://it.wikipedia.org/wiki/Jean-Paul_Sartre#Opere

Marcel Proust, Alla ricerca del tempo perduto, Newton Compton: Alla ricerca del tempo perduto è uno dei grandi capolavori della letteratura del Novecento. Attraverso le pagine di  quest’opera monumentale, articolata in sette romanzi (Dalla parte di SwannAll’ombra delle fanciulle in fioreI GuermantesSodoma e GomorraLa PrigionieraAlbertine scomparsa e Il Tempo ritrovato), ci viene rivelata un’intera società, nell’arco di tempo che va dal 1880 al 1920. Protagonista assoluta è l’aristocrazia, colta nel momento in cui si conclude la sua splendida parabola. Tutti i personaggi sono sostanzialmente dei vinti, a ognuno il tempo ha sottratto qualcosa. Soltanto la memoria sembra sopravvivere alla sua tirannia e solo nell’arte è possibile trovare un compenso al disordine del mondo.

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