Libri da Cuba

 

L’Avana

Leonardo Padura Fuentes, Paesaggio d’autunno, Tropea: L’Avana, autunno del 1989. L’ex funzionario governativo Miguel Forcade Mier, da tempo in esilio negli Stati Uniti e da poco tornato a Cuba per visitare la famiglia, viene trovato morto. Il caso è affidato al tenente di polizia Mario Conde che farà così conoscenza con l’universo della corruzione amministrativa, con l’inganno e con il tradimento degli ideali rivoluzionari. Intanto un violento uragano – metaforico e reale come tutto in America Latina – si avvicina all’isola, pronto a portare devastazione e lutto.

Leonardo Padura Fuentes, Passato remoto, Net: La sparizione di Rafael Morin Rodriguez, dirigente di un’azienda legata al ministero dell’Industria di Cuba ed ex compagno di scuola del tenente Mario Conde, sembra destinata a restare un mistero: l’uomo apparentemente non aveva nemici, non è fuggito con un’amante, non ha tentato di lasciare l’isola. L’indagine è affidata al riluttante Conde, con l’ordine di trovare una veloce risoluzione senza disturbare troppo le alte sfere che Rodriguez era solito frequentare. Ma è proprio lì che le indagini finiscono per concentrarsi, dopo aver portato alla luce alcuni aspetti non proprio limpidi nella carriera del dirigente scomparso.

Leonardo Padura Fuentes, Il romanzo della mia vita, Tropea: Fernando Terry è un professore universitario cubano espulso dall’isola in seguito a una delazione. Dopo diciotto anni d’esilio in Spagna, decide di tornare un mese all’Avana sulle tracce di un antico manoscritto: Terry spera di ritrovare “Il romanzo della mia vita”, autobiografia del poeta romantico cubano José María Heredia sul quale sta scrivendo la tesi di dottorato. La narrazione si sviluppa intrecciando tre livelli temporali differenti: la breve, tortuosa esistenza di Heredia (1803-39), costretto a un esilio involontario negli Stati Uniti e in Messico; gli sforzi di suo figlio José de Jesús che si preoccupò di nascondere il romanzo per proteggere la reputazione del padre; e infine la ricerca di asilo politico di Terry.

Leonardo Padura Fuentes, La nebbia del passato, Tropea: L’Avana, estate del 2003. Sono trascorsi quattordici anni da quando il tenente Mario Conde, deluso dalla professione e dalla vita, si era dimesso dalla polizia. In questo periodo Cuba ha assistito a molti cambiamenti, e Mario Conde, con più anni e più cicatrici sulla pelle e nel cuore, si guadagna da vivere dedicandosi alla compravendita di libri usati. Il ritrovamento fortuito di una preziosa biblioteca lo mette nelle condizioni di concludere un affare per lui grandioso, in grado di sistemare, almeno per qualche tempo, le sue finanze sempre sull’orlo del tracollo. Ma, in un volume di questa biblioteca, appare la pagina di una rivista dove una cantante di bolero degli anni Cinquanta, Violeta del Rio, all’apice della carriera annuncia il suo ritiro dalla scene. Attratto dalla bellezza della donna e incuriosito da questa decisione misteriosa, Conde inizia a indagare per proprio conto, senza prevedere che risveglierà un passato turbolento che, come la favolosa biblioteca, è rimasto nell’ombra per più di quarant’anni.

Leonardo Padura Fuentes, L’uomo che amava i cani, Tropea: Nel 2004, alla morte della moglie, il giovane Ivan, aspirante scrittore e responsabile di una clinica veterinaria a L’Avana, ritorna con la mente a un episodio avvenuto nel 1977, quando conobbe un uomo misterioso che passeggiava sulla spiaggia in compagnia di due magnifici levrieri russi. Tra i due nacque una profonda amicizia, tanto che a ogni incontro “l’uomo che amava i cani” gli svelava dettagli sempre nuovi relativi all’assassinio di Trotskij. I contenuti di quelle rivelazioni sconvolgeranno l’esistenza di Ivan e i suoi giudizi su Cuba, ma ne faranno anche il depositario involontario delle verità sulla vita di Lev Davidovic Bronstejn, più noto come Trotskij, e su quella di Ramon Mercader, e sul modo in cui divennero la vittima e il carnefice di uno dei delitti più emblematici del Ventesimo secolo. Dall’esilio dell’acerrimo oppositore di Stalin – in Turchia, Francia, Norvegia e Centro America – al sofferto passato del suo omicida – la militanza nella Guerra civile spagnola e la dedizione assoluta alla causa sovietica – Leonardo Padura Fuentes racconta questi due protagonisti della storia con una prosa magistrale, e ne fa materia di quel romanzo che da tempo attendeva di essere scritto.

Leonardo Padura Fuentes, Maschere, Net: Estate 1989. Nella periferia dell’Avana viene scoperto il cadavere di un travestito avvolto in una strana tunica rossa. Le indagini sull’assassinio vengono affidate al tenente Mario Conde che, seguendo le tracce della vittima, finisce col perdersi in un mondo dominato dal travestitismo e dalle maschere, dove nulla è mai ciò che pare essere.

Leonardo Padura Fuentes, Addio Hemingway, il Saggiatore: Il tenente Mario Conde ha lasciato la polizia per dedicarsi alla sua grande passione: la scrittura. Ma un ciclone che si abbatte su Cuba lo spinge a indossare di nuovo i panni dell’investigatore, questa volta privato. Le piogge hanno danneggiato la dimora habanera di Ernest Hemingway, ora casa-museo, e hanno riportato alla luce il cadavere di un uomo morto quarant’anni prima, apparentemente ucciso da due colpi di fucile. Tutti i sospetti ricadono sullo scrittore, nei suoi ultimi anni preda di crisi creative e manie di persecuzione. Il Conde, coinvolto nell’indagine da un suo vecchio collega, non riesce a sottrarsi al compito ingrato e si sente quasi in dovere di salvare la memoria del suo mito letterario da un’accusa tanto infamante.

Leonardo Padura Fuentes, Venti di Quaresima, Tropea: In un’afosa domenica pomeriggio, il tenente Mario Conde sta tornando a casa dopo una visita all’amico di gioventù Carlos il Magro – che magro non è più quando rimane folgorato da una visione ultraterrena: una donna stupenda risplende sotto il sole primaverile. Si chiama Karina, fa l’ingegnere, è separata dal marito, ama il jazz e suona il sassofono. Per il detective, inguaribile romantico, è amore a prima vista. Ma quando il maggiore Rangel lo convoca per affidargli un nuovo caso, la realtà lo riporta con i piedi per terra. Una giovane professoressa, che insegnava nel liceo frequentato anni prima dal Conde, è stata uccisa brutalmente. L’investigatore si trova così a indagare su un mondo corrotto, dove, perfino in una scuola, l’arrivismo, il traffico di droga, i favori sessuali e gli interessi personali rivelano il lato oscuro della società cubana. Fra le mura del vecchio liceo, il Conde viene assalito dai ricordi, sopiti da tempo, che lo portano a confrontare le illusioni giovanili con la dura realtà del presente. Troverà conforto solo fra le braccia di Karina, tumultuosa come i venti che si abbattono sull’Avana nel periodo di Quaresima.

José Lezama Lima, Racconti, Einaudi: I racconti di José Lezama Lima fanno parte di quell’infaticabile ricerca – letteraria, poetica, antropologica – che caratterizza l’intera opera del grande poeta, saggista e narratore cubano. Allo stesso modo come i tradizionali principî del romanzo vengono sistematicamente violati e violentati da Lezama Lima in Paradiso (1966) e in Oppiano Licario (1977), anche questi racconti si scontrano con qualsiasi criterio di classificazione, rompono ogni schema, dilagano e ignorano – con un barocco visionario – gli assiomi classici e qualsiasi decalogo legiferato riguardo il genere. In ogni angolo di queste pagine sta in agguato la sorpresa, gli indizi di quell’invisibile universo in espansione che l’autore-narratore ci offre nel corso di quella sua violentissima battaglia con la parola scritta.
Il volume raccoglie i racconti messi insieme nel 1987 dall’edizione postuma Cuentos (Letras cubanas, l’Avana) e comprende Fuggitivi (1946), Il cortile viola (1941), Per un finale presto (1944), Il gioco delle decapitazioni (1944) e Granchi, rondini (1946), cui si è aggiunto, a mo’ di appendice, l’Autoritratto poetico del 1968.

Miguel Barnet, Le Regine dell’Avana, Einaudi: I racconti del volume Le Regine dell’Avana – novità assoluta per il pubblico italiano – prendono spunto da figure femminili che, come dice l’autore stesso, «regnarono e tutt’ora regnano all’Avana e fanno parte dell’olimpo personale dello scrittore».
Fátima è un travestito, che racconta in prima persona la propria vita, mescolando i propri ricordi a quelli della città: ricordi dei bassifondi della capitale nella Cuba rivoluzionaria, dove il protagonista si muove fra turisti e spettacoli di travestiti, militari, gente comune, riti magici, puttane, guaritori…
Miosvatis è invece una misteriosa figura femminile che ci viene raccontata solo attraverso il fidanzato tedesco, una vecchia vicina chiacchierona e la diseredata sorella.
Nella seconda parte del volume, Barnet tratteggia poi le «regine» dei tempi passati, attraverso piccoli ritratti: Rachel, corista del teatro Alhambra, testimone del periodo repubblicano; la zia Sunsita, vitale, amante della propria libertà e nemica delle convenzioni del tempo; la vecchia domestica negra Petrona che, non accettando il trasloco dal quartiere del Cerro al Vedado, alla morte del capofamiglia decide di perdersi nelle strade della capitale; Ágata, amante dei versi del poeta Gustavo Sánchez Galarraga; la triste Milagros, sconfitta dalla vita, e la vecchia Elvira, che vive accompagnata dalle statuine della Miracolosa e di santa Bárbara.
Fátima, il racconto che apre il volume, ha ricevuto, recentemente (dicembre 2006), uno dei massimi riconoscimenti dedicati agli autori latinoamericani: il Premio Juan Rulfo di Radio France Internacional.

Senel Paz, Nel cielo con i diamanti, Giunti: Un duetto di voci adolescenti che si alternano, si interrogano e si rispondono con tenerezza scoppiettante di comicità: il nuovo, esuberante e attesissimo romanzo di Senel Paz è non solo un ritratto di Cuba negli anni ’70, ma anche quello di un’intera generazione, con le canzoni dei Beatles come colonna sonora. Arnaldo e David, i due ragazzi di campagna che grazie a una borsa di studio statale si trasferiscono in un convitto dell’Avana per continuare gli studi, cercano di comprendere un mondo in continua, vertiginosa trasformazione, che oscilla in equilibrio miracoloso tra le immagini sacre venerate dalle nonne e le gigantesche icone della Rivoluzione. E il racconto della loro educazione sentimentale, sessuale e politica ha il sapore di un Decamerone in salsa caraibica, punteggiato di esilaranti sorprese. Fino a un incontro imprevisto nella gelateria Coppelia, che ci proietta in un’altra famosa opera di Senel Paz, Fragola e cioccolato

Zoé Valdés, Il Nulla quotidiano, Giunti: Un romanzo di formazione, un’educazione sentimentale a Cuba di intensa forza espressiva e di cruda verità. Un libro importante, generazionale, un libro che chiedeva di essere scritto e che può provocare ogni tipo di reazioni, ma non certo l’indifferenza. Patria, nata l’anno della Rivoluzione, ”viene dall’isola che aveva voluto costruire il paradiso”. La trama segue gli avvenimenti di una giornata qualsiasi, i ricordi scaturiscono dalla casualità degli incontri, lentamente i pezzi si compongono, la sua storia e quella della sua generazione vedono la luce.

Juan Abreu, Garbageland, MondadoriGarbageland è ambientato in un futuro apocalittico, dopo la cosiddetta Era del Riordino che ha instaurato un sistema capitalistico-teocratico e autoritario. Gran parte del mondo è sprofondato sotto l’oceano. Il resto è flagellato dal Sole Nudo che produce danni irreversibili. In questo mondo futuro i paesi caraibici sono divenuti un’enorme discarica del paese conosciuto come Terra Ferma (un tempo Stati Uniti). Gli abitanti di Cuba vivono in un mondo fatto di tunnel sotterranei dove hanno creato una comunità guidata da un certo Darma. Quando si avventurano in superficie, gli abitanti di Endig (il mondo sotterraneo) vengono inesorabilmente braccati dagli sbirri del potere.

Daína Chaviano, L’isola degli amori infiniti, Mondadori: Miami, 1994. Cecilia, giornalista di origine cubana, ascolta da Amalia, un’anziana dal fare enigmatico, una storia nata in nel lontano passato; una vicenda fatta di sentimenti e passioni, in cui i destini in apparenza distanti di tre famiglie – appartenenti alle tre etnie del popolo cubano: cinese, africana e spagnola – si incrociano per le strade di un’Avana misteriosa e magica.
Cecilia rimane incantata, rivive dolori, battaglie e illusioni dei protagonisti del racconto, fino a scoprire che anche lei è destinata a farne parte…
L’isola degli amori infiniti è una saga familiare che affascina per la sua originalità e i suoi toni quasi da favola. Un romanzo in cui culture, credenze e usanze diverse si mischiano sull’onda di un sentimento universale: l’amore.

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