Libri dalla Croazia

 

Parco Nazionale dei Laghi di Plitvice

Marica Bodrožić, È morto Tito, Zandonai: La morte di Tito, osservata da una prospettiva infantile, è l’evento da cui prende origine questa intensa raccolta di racconti, tuttavia Marica Bodrožić sa sottrarsi con sapienza a ogni luogo comune e vincolo politico, a ogni testimonianza forzata sulla perdita della patria o sul sanguinoso disgregarsi della Jugoslavia, consacrandosi al poetico, malgrado tutto – per riprendere la celebre affermazione di Danilo Kiš, amatissimo maestro, la cui influenza è qui palpabile.
Marica Bodrožić riesce a dar voce con sorprendente naturalezza alla meraviglia e allo sgomento di una bambina che osserva gli abitanti dei villaggi dalmati, l’aspro paesaggio che li circonda e la spietatezza del loro destino. A catturare il suo sguardo consapevole e innocente al tempo stesso, attento a ogni vibrazione segreta, sono uomini perduti e donne abbandonate, creature alla ricerca di un’identità e di una casa, emigrati per i quali la scrittrice riesce a costruire una dimora di parole, un luogo dove riecheggi la loro unicità, una casa dove essi possano, almeno per un momento, fraternizzare e incontrarsi. È la lingua stessa a diventare la protagonista di questi racconti, grazie a una potenza lirica e uno stile raffinato che non tradiscono mai la profonda capacità di percepire e amare il reale.

Marica Bodrožić, La memoria delle libellule, Zandonai: Il viaggio in treno verso l’uomo che ama si rivela per Nadežda un viaggio iniziatico alla scoperta della propria vulnerabilità. È il corpo, sono gli oggetti a narrare: le fossette sulle guance raccontano la benedizione di una felicità non sperata, le mani da marinaio di Ilja sono frastagliate e attraenti come le coste della Jugoslavia unita, il grande album dove il padre ripone con ossessivo scrupolo le libellule uccise rivela un inquietante segreto.
A spingere Nadežda verso Ilja, un happily married man, è forse proprio la rivolta contro quel padre violento e la fuga da una giovinezza trascorsa in un piccolo villaggio della Dalmazia – come se l’amore fosse un farmaco per dimenticare nel presente ciò che un tempo l’ha ferita.
Ne La memoria delle libellule Marica Bodrožić si fa attenta indagatrice della psiche e dei suoi tranelli, in un intenso monologo interiore a più voci nel quale il lirismo di una lingua immaginifica si unisce a una profonda umanità.

Ivan Aralica, La caduta di Magnum, Argo: Ecco quattro racconti di uno scrittore ai confini degli imperi, una scrittura al limitare di mondi e culture differenti, una narrazione che intreccia la storia con la favola. Comune filo conduttore di questi “romanzi in miniatura” è il rapporto fra l’individuo e il potere: Anuska e Jusuf Maskovic sotto la dominazione ottomana, Agron Varro ed Entela al tempo dell’impero romano, sono esponenti di un’umanità tragica e forte, caratteri suggestivi di immagini magiche, simboli potenti, allegoria profetica della condizione umana.

Ivan Aralica, La conchiglia, Edizioni Cento Autori: Dal più grande scrittore croato vivente, un racconto per la prima volta pubblicato in Italia, che solleva il velo su una pagina della nostra storia recente di cui certo non si può andare fieri.

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