Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento (Spagna)

Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento (tit. originale La sombra del viento), Mondadori, Milano 2006. Traduzione di Lia Sezzi.

Il libro parte bene, con una visita di Daniel undicenne e suo padre al Cimitero dei Libri Dimenticati, il posto dove vanno a finire i libri in qualunque modo dimenticati, perché possano continuare a vivere. L’idea è bellissima e mi sono convinta a leggerlo proprio per questo, perché pensavo che fosse una storia di questo posto magico.

In realtà invece è la storia di Daniel Sempere che, al Cimitero dei Libri dimenticati, prende un romanzo di un tale Julián Carax dal titolo L’ombra del vento, se ne appassiona e da quel momento deciderà di voler sapere tutto sull’autore. L’idea poteva anche non essere male, in effetti, ma è un libro che va avanti per pagine e pagine (più di 400) in maniera ingarbugliatissima e pedante. Il finale inoltre si estende per pagine e pagine in un modo veramente insopportabile. Tanto che mi sarebbe piaciuto di più senza questo finale lunghissimo, inverosimile e incasinato. Alla fine non riuscivo più ad andare avanti nella lettura.

Insomma, una buona idea sviluppata male, e il romanzo è molto lontano dall’essere un libro sull’amore per la letteratura come avevo pensato all’inizio, se non altro perché non ha niente di letterario (è intrattenimento puro). Peccato, un’occasione sprecata.

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3 pensieri su “Carlos Ruiz Zafón, L’ombra del vento (Spagna)

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