Libri da Capo Verde

 

Spiaggia Chaves, Boa Vista

Germano Almeida, L’isola fantastica, Cavallo di Ferro: In uno stile ironico e carico di senso dell’umorismo, come del resto tutta la sua prosa, Germano Almeida tratteggia in questo splendido romanzo il ritratto vivo di un popolo, le sue antiche credenze e tradizioni, la sua storia intrisa di magia e popolata di miti in cui vivi e morti convivono, dei e demoni consolano e tormentano l’uomo. Tributo personale dello scrittore alla sua terra natale, L’Isola fantastica si apre con la morte di un uomo che darà adito al racconto di tante altre storie che si intrecceranno tra di loro. Con questo romanzo, l’autore lancia il suo feroce atto di accusa contro ogni falsa morale, pubblica e privata.
La mia recensione: https://sonnenbarke.wordpress.com/2014/05/30/germano-almeida-lisola-fantastica-capo-verde/

Germano Almeida, I due fratelli, La Nuova Frontiera: André, un giovane emigrante capoverdiano tornato nel suo paese, è costretto a uccidere il fratello per difendere il suo onore e quello della sua famiglia. Un omicidio necessario per la comunità ma, al tempo stesso, doloroso e incomprensibile per chi, come André, dopo gli anni trascorsi in Europa, è ormai irreparabilmente a disagio tra usanze e valori che non condivide più. In costante equilibrio tra comicità e dramma, Germano Almeida ricostruisce le varie fasi del processo per fratricidio, svelando non solo il conflitto tra moralità individuale e responsabilità pubblica, ma anche il disorientamento di chi è costretto a giudicare un uomo colpevole secondo i principi di una giustizia esotica in Africa, ma innocente agli occhi della sua gente.

Jorge Canifa Alves, Il bacio della sfinge, Fuoco: Perché un turista entra a Capo Verde con la puzza sotto il naso? Forse non conosce questa terra e allora è bene raccontargliela prima… ondeggiando tra fantasia e realtà! Ecco che Il Bacio della Sfinge diventa un’occasione per raccontare il mondo capoverdiano dentro e fuori l’arcipelago, da diversi punti di vista: quello fantasy dove un pirata cerca di salvare una forchetta dall’annegamento; quello reale dove un giovane immigrata, appena arrivata in Italia, si nutre di tè e biscotti perché non riesce a mangiare “italiano”; quello sportivo dove un gruppo di giovani della seconda generazione compie l’impresa storica di vincere un importante torneo di calcio; quello fiabesco fatto di animali parlanti, di aereo-tram volanti e di un regno fatto di “bionde bollicine”. Il libro diventa occasione anche per parlare di grandi temi come l’inquinamento ambientale in Africa, l’emigrazione e l’immigrazione, l’intolleranza razziale verso i Rom.
La sfinge è così un bacio per tutte le età, per tutti quelli che vogliono conoscere l’altro (in questo caso “capoverdiano”) nel suo dolore, nel suo divertimento… nel suo essere vivo!

Jorge Canifa Alves, Claridade, Fuoco: Poggiato nel pieno dell’Oceano Atlantico, l’Arcipelago di Capo Verde, dieci piccole isole a due passi dalle coste africane, offre una natura incontaminata e ritmi di vita ormai da noi dimenticati.
Capo Verde, da oltre cinquecento anni è un crocevia di popoli che si incontrano, si raccontano, si fondono e vivono insieme creando da questa moltitudine una propria identità originale.
Disabitate prima dell’arrivo dei portoghesi nel 1460, le isole capoverdiane nei secoli successivi hanno rappresentato l’arrivo oltre che dei coloni europei, anche di schiavi africani, commercianti arabi e indiani, navigatori genovesi e mercanti ebrei. L’insieme di tutte queste tradizioni si è fuso in una nuova cultura originale: il creolo.
Se fino alla seconda metà del XIX secolo l’Arcipelago ha rappresentato la base di partenza di tutto il commercio degli schiavi verso le Americhe, il venir meno di questo a partire dal 1875, gettò le Isole in un periodo di sottosviluppo economico, che in parte si è protratto sino ad oggi. A tale realtà viceversa è corrisposto un fervore intellettuale che ha visto il suo apice con la nascita della Rivista Claridade.
Un piacevole approfondimento ed un interessante spunto di riflessione per posare gli occhi su una terra che non è soltanto un eden turistico, ma anche un laboratorio di sperimentazioni culturali.

Jorge Canifa Alves, Kronos 90, Freccia d’OroKronos ‘90 è una selezione di poesie scritte, la maggior parte, negli anni ’90. Comprende tre quadri di tre colori differenti: il bianco, il grigio e il nero. Questo trittico è composto da quattro temi: una selezione de “Le Nuvole”; da “L’Onda” e “Le Tentazioni” ed, infine, da “VersAFRICAndo”.
“Il “grigio” continuerà ad avere una parte molto importante in me e nelle mie opere perché sono convinto che il mondo di domani avrà quest’anima: grigia, creola, meticcia, perché rappresenta la libertà, di aver in sé due colture al prezzo di una, due culture che puoi coltivare insieme, ma anche separatamente, senza rompere gli equilibri dell’animo, forse disorientando le anime ignoranti.”

Jorge Canifa Alves, Racconti in altalena, Edizioni dell’Arco: Vivo nella città Caput Mundi non perché domini il mondo ma perché in essa si incontra il mondo. Da quando vivo nella capitale romana (dal novembre 1996), non ho fatto altro che incontrarmi con cittadini provenienti da ogni parte del globo. Con molti di loro sono cresciuto artisticamente parlando, con altri sono cresciuto come uomo. È una cosa meravigliosa avere amici con cui non condividi niente: si hanno più storie da raccontarsi, più voglia di ascoltarsi. È una cosa meravigliosa avere amici con cui puoi condividere il bel gioco dell’altalena: con una spinta sei lì, in una parte sconosciuta del mondo, poi torni indietro verso il tuo territorio di partenza, e un attimo dopo sei in un altro contesto culturale. Non avere una mentalità chiusa, non fermare l’altalena è il segreto per una pacifica convivenza, il segreto che permette di continuare il gioco dell’altalena.

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