Mariana Enriquez, Quando parlavamo con i morti

Mariana Enriquez, Quando parlavamo con i morti (tit. originale Cuando hablábamos con los muertos), Caravan Edizioni, Roma 2014. Traduzione di Simona Cossentino e Serena Magi. 100 pagine.

È con estremo piacere che ho fatto la scoperta di questa bella e piccola casa editrice romana che ha reso possibile ai lettori italiani la lettura di questo gioiellino. Non conoscevo Mariana Enriquez ed è stata una bella scoperta.

Un libro brevissimo, tre racconti che si leggono in un soffio e che lasciano un brivido anche nelle calde giornate estive.

Partono come racconti normali, queste tre narrazioni, e poi si modificano, nel corso della lettura, fino a comprendere in sé un’aura di sovrannaturale che fa rabbrividire. Questi racconti sono una perversione del normale, che non c’entra niente con l’horror, a parer mio. Narrano piuttosto una realtà a due passi dal normale, una realtà possibile in un’altra dimensione, una verità parallela.

Nel primo racconto, che dà il titolo al libro, delle ragazzine giocano a parlare con i morti e vogliono parlare con le anime di alcuni desaparecidos per sapere che fine abbiano fatto i genitori di una di loro. Ma a un certo punto succede una cosa strana…

Nel secondo racconto abbiamo una donna gravemente sfigurata dalle ustioni, che è stata bruciata dal marito affinché non potesse essere più di nessun altro. A questa donna seguiranno altre donne bruciate dai compagni, finché poi quella dei roghi non diventerà qualcosa di più sottile e le donne finiranno per bruciarsi da sé, non per uccidersi ma per mostrare le proprie cicatrici, come si dice in un brano.

L’ultimo racconto, infine, il più lungo, narra la storia di una donna e un uomo che lavorano con i bambini scomparsi: questi bambini finiranno per tornare, ma niente sarà più come prima.

Racconti di donne, di violenza, di abusi, di scomparse. Racconti che vale la pena leggere, e che oltretutto sono scritti molto bene, ricalcando il linguaggio quotidiano di persone giovani o relativamente giovani. Consigliato.

* Il libro sul sito della casa editrice.
* Una recensione.
* L’autrice su Wikipedia (in inglese).

[Questa recensione è pubblicata anche sul blog delle letterature altre.]

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