Kunzang Choden, Il viaggio di Tsomo (Bhutan)

Kunzang Choden, Il viaggio di Tsomo. Romanzo dal Bhutan (tit. originale The Circle of Karma), O barra O edizioni, Milano 2009. Traduzione di Lara Maconi. 367 pagine, 19,50 euro.

Il viaggio di Tsomo è il primo romanzo bhutanese scritto direttamente in inglese (perché l’autrice ha studiato in India e negli Stati Uniti, e l’inglese è dunque la lingua in cui è stata educata) e quindi il primo a essere tradotto in italiano. È ambientato in Bhutan e nell’India del nord, nella regione del Darjeeling e anche a Delhi. O barra O come al solito ci fa conoscere una letteratura poco nota, quella dell’Estremo Oriente. Una letteratura che io non amo moltissimo, ma che ho imparato ad apprezzare di più con questo romanzo.

Fin da piccola a Tsomo era stato predetta una vita fatta di viaggi, ma sua madre non aveva preso molto sul serio questa cosa perché dove mai avrebbe potuto viaggiare una donna bhutanese? Il Bhutan viene rappresentato infatti come una nazione poco sviluppata, dove la condizione femminile è molto dura: la donna non conta praticamente niente e non ha praticamente diritti. Ad esempio, a Tsomo non viene insegnato a leggere e a scrivere, educazione destinata invece ai suoi fratelli. Tsomo però vorrebbe tanto imparare, non tanto per l’alfabetizzazione in sé quanto perché vorrebbe dedicare la sua vita alla religione, e allora avrebbe bisogno di sapere leggere e scrivere per poter recitare correttamente le preghiere. La religione di cui parliamo è naturalmente quella buddhista tibetana, vista la zona da cui proviene il romanzo. Tsomo dunque non imparerà mai a leggere né a scrivere, ma impara comunque alcune preghiere ascoltando gli insegnamenti del padre, un religioso laico che insegna a vari studenti. E le previsioni dell’astrologo si riveleranno veritiere, perché la sua vita sarà un viaggio continuo fra il Bhutan e l’India settentrionale, dove risiederà per moltissimi anni spostandosi in vari villaggi. Una vita fatta di amore, di amicizia, di privazioni continue, di duro lavoro, e alla fine anche di religione, perché infine Tsomo riuscirà a farsi monaca.

Un libro molto bello che ci fa vedere da vicino la condizione della donna nella regione himalayana, ma anche l’arrivo del progresso sotto forma di costruzione delle strade e di apparizione delle macchine che sembrano inizialmente oggetti quasi demoniaci. Ma è anche un viaggio nel buddhismo tibetano, senza voler essere un libro pedagogico, tutt’altro. Semplicemente, leggendo della vita di Tsomo veniamo a conoscenza di alcuni importanti insegnamenti buddhisti, sebbene l’autrice certamente non ci voglia insegnare niente, ma solo farci conoscere la cultura e la religione della sua terra. E ci riesce benissimo. Un libro molto consigliato per chi voglia conoscere un po’ più da vicino la cultura himalayana.

* Una recensione.
* Il libro sul sito dell’editore italiano.
* Un’intervista all’autrice.
* Un’altra intervista.

[Questa recensione è pubblicata anche sul blog delle letterature altre.]

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