Camilla Läckberg, Schneesturm und Mandelduft

Camilla Läckberg, Schneesturm und Mandelduft (tit. originale Snöstorm och Mandeldoft), List, Berlin 2012. Traduzione di Max Stadler.

Questo libro, che non è tradotto in italiano, è il primo che leggo di Camilla Läckberg, e probabilmente sarà anche l’ultimo. L’ho comprato in tedesco quando stavo in Lussemburgo un giorno che c’era un’offerta sul Kindle Store, e comunque non è stato strano leggerlo in tedesco anche se l’originale è in svedese.

Dico che probabilmente sarà anche l’ultimo libro che leggo di Läckberg perché, sebbene sia stato una lettura piacevole per qualche ora (è brevissimo, poco più di 100 pagine), non mi ha davvero convinta.

Siamo a Fjällbacka, dove sono ambientati tutti i romanzi di Läckberg. È Natale, c’è una tempesta di neve in corso e i protagonisti si trovano su un’isola per festeggiare il Natale in famiglia. Siamo nella più classica delle situazioni da giallo, perché dall’isola non si può più né andare né tornare a causa della tempesta di neve, e quindi l’assassino deve essere per forza uno degli ospiti della casa. Sì, perché il vecchio Ruben Liljecrona, ricchissimo magnate svedese, viene assassinato proprio durante la cena di Natale con del cianuro (da qui l’odore di mandorle del titolo). Per fortuna insieme alla famiglia c’è il poliziotto Martin Molin, fidanzato di Lisette, il quale si troverà suo malgrado a investigare sul caso.

Bella la caratterizzazione della ricca famiglia svedese, con le piccole e grandi manie di ogni componente, ma a parte questo tutto il resto mi ha lasciato tiepida. Il colpo di scena finale è debolissimo e comunque è troppo à la Conan Doyle, anche se lo è esplicitamente. Ha senso se prendiamo il romanzo come un omaggio esplicito al grande autore di Sherlock Holmes, ma comunque non mi è piaciuto. Inoltre manca completamente la caratterizzazione del personaggio del poliziotto, che forse (non so se sia così o meno) è presente negli altri romanzi dell’autrice dove magari è caratterizzato meglio, ma qui è davvero evanescente.

Insomma, una delusione, anche se mi ha fatto piacevolmente compagnia perciò non me la sento di massacrarlo, però come dicevo non mi fa venire molta voglia di leggere altro della stessa autrice.

* Una recensione (in tedesco).
* Il sito di Camilla Läckberg (in inglese).

[Questa recensione è pubblicata anche sul blog delle letterature altre.]

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