[Incipit] La visita della vecchia signora

Suono di un campanello di stazione, prima che si levi il sipario. Poi la scritta: Güllen. Evidentemente il nome della piccola cittadina abbozzata nello sfondo, in rovina, cadente. Anche l’edificio della stazione è squallido; sul muro un orario mezzo strappato, un quadro degli scambi arrugginito, porta con la scritta: Vietato l’ingresso. Poi al centro la desolata via della stazione. Anch’essa solo abbozzata. A sinistra una piccola costruzione, nuda, con tetto di tegole, manifesti a brandelli sul muro privo di finestre. Sulla sinistra un cartello: Donne; a destra: Uomini. Il tutto immerso in un bruciante sole d’autunno. Davanti alla casetta, una panca, su cui siedono quattro uomini. Un quinto, che come gli altri è ridotto assai male in arnese, sta scrivendo con vernice rossa su di uno striscione, evidentemente per un corteo: Benvenuta Claretta. Rombo di un espresso che passa a tutta velocità. Davanti alla stazione il capostazione che saluta. Gli uomini sulla panca mostrano, girando la testa da sinistra a destra, di seguire con lo sguardo il treno che passa.

IL PRIMO La «Gudruna», Amburgo-Napoli.
IL SECONDO Alle undici e ventisette passa l’«Orlando Furioso», Venezia-Stoccolma.
IL TERZO L’unico divertimento che ancora ci resta: guardar passare i treni.
IL QUARTO Cinque anni fa, la «Gudruna» e l’«Orlando Furioso» fermavano a Güllen. Ed anche il «Diplomatico» e la «Loreley», tutti treni espressi di grande importanza.
IL PRIMO D’importanza mondiale.
IL SECONDO Ora non si fermano più neanche gli accelerati. Solo due da Kaffigen, e quello dell’una e tredici da Kalberstadt.
IL TERZO Rovinati.
IL QUARTO Le officine Wagner fallite.
IL PRIMO Bockmann, bancarotta.
IL SECONDO Le acciaierie Posto-al-Sole han dovuto chiudere.
IL TERZO Viviamo del sussidio di disoccupazione.
IL QUARTO Della minestra di carità.
IL PRIMO Viviamo?
IL SECONDO Vegetiamo.
IL TERZO Crepiamo.
IL QUARTO Tutta la città.

Friedrich Dürrenmatt, La visita della vecchia signora (tit. originale Der Besuch der alten Dame), Einaudi, Torino 1989. Traduzione di Aloisio Rendi. 81 pagine, 10 euro.

* Friedrich Dürrenmatt su Wikipedia.

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Un pensiero su “[Incipit] La visita della vecchia signora

  1. amitraua

    Una desolante e surReale scenetta divenuta quanto mai Reale trent’anni dopo, almeno in Italia. Ironia e assurdo descrivono situazioni inattuali prossime o remote dal divenir attualissime.

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