Amélie Nothomb, Acido solforico (Belgio)

Amélie Nothomb, Acido solforico (tit. originale Acide Sulfurique), Guanda, Parma 2008. Traduzione di Monica Capuani. 131 pagine.

Comincio questo mio giro del mondo partendo dal Belgio.

Amélie Nothomb o si ama o si odia. Io ho provato a leggere Stupore e tremori, non ce l’ho fatta e l’ho odiata. Ho letto Metafisica dei tubi e l’ho amata. E altrettanto l’ho amata con questo Acido solforico. Non so dunque ancora bene quale sia il mio giudizio su questa scrittrice così prolifica, dovrei leggere qualcos’altro ma molto spesso l’idea di leggere un libro della Nothomb mi spaventa.

Ma veniamo al libro in questione.

«Venne il momento in cui la sofferenza altrui non li sfamò più: ne pretesero lo spettacolo.» Così inizia il romanzo.

Una troupe televisiva va in giro per Parigi a reclutare protagonisti per il nuovo reality show dal titolo inequivocabile, “Concentramento”. Per essere reclutati non servono requisiti particolari, basta essere vivi e umani. Le persone vengono dunque scelte praticamente a caso, caricate su una camionetta e poi spedite al campo di concentramento/palcoscenico con dei treni merci. Arrivate lì vengono tatuate con un numero e sottoposte a lavori forzati, picchiate, vessate, insultate e infine mandate a morire, ma davvero e non per finta. Vi ricorda qualcosa? Nel frattempo gli spettatori, che sono tantissimi, guardano amabilmente il programma, forse facendo finta che la morte e le angherie non siano vere. Accanto ai prigionieri ci sono i kapò, che vengono scelti sulla base di precisi test attitudinali.

Protagoniste indiscusse sono Pannonique, ovvero la prigioniera CKZ 114, e la kapò Zdena. La prima, sorta di eroina per il resto dei prigionieri, è colei che contribuisce a mantenerli in vita e a dare loro quel poco di speranza e dignità. La seconda è una nullità, da tutti ritenuta tale, che ha accettato di fare la kapò solo perché in quella maniera veniva riconosciuta da qualcuno; è un essere spregevole e completamente privo di morale.

Sarebbe un peccato raccontare di più di così, perché si perderebbe tutto il gusto della lettura. Lettura che peraltro impegna una, al massimo due serate, come tutti i romanzi della Nothomb.

Lo stile è come al solito asciutto, tagliente, forse troppo. Mai come in questo caso si sarebbe sentita l’esigenza di sviluppare un po’ di più la trama e i personaggi, o allora di rendere il tutto ancora più scarno fino a renderlo teatrale.

Il tema è la critica del reality show e della TV spazzatura: chi è più colpevole, gli organizzatori, i kapò o gli spettatori? Pannonique non ha dubbi, sono gli spettatori ad essere più colpevoli di tutti. Non i politici che non impediscono questo scempio, non i kapò che infieriscono sulle vittime, non gli organizzatori che hanno ideato questo spettacolo di morte, ma proprio loro, gli spettatori, che non si sanno ritrarre di fronte a uno spettacolo che fa loro venire l’acquolina in bocca, che non sanno dire di no e rifiutarsi di guardare questa apoteosi del reality spazzatura. Nessuno infatti spegne la TV, arriveremo a un punto in cui lo share sarà del 100%, cose mai viste prima nel mondo della televisione. La stampa tuona indignata, ma tutti guardano “Concentramento”. La morte in diretta, quale spettacolo di sublime terrore.

Di discorsi se ne potrebbero fare tanti, ma trovo che siano tutti stati affrontati molto bene in alcune recensioni che si trovano online, perciò non mi ripeterò, ma mi limiterò come al solito a segnalare qui sotto alcune cose interessanti da leggere.

Il libro è consigliato ha chi ha lo stomaco forte e a chi non ha paura dello stile e del modo della Nothomb.

Da leggere:

* Sito su Amélie Nothomb.
* Il libro sul sito dell’autrice, con l’incipit e varie recensioni.
* Intervista e recensione su La Frusta.
* Una recensione veramente bella su Lankelot.

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4 pensieri su “Amélie Nothomb, Acido solforico (Belgio)

  1. Harshad

    “[…]molto spesso l’idea di leggere un libro della Nothomb mi spaventa.”

    Vero, verissimo! Io, oltre a questo, ho letto Igiene dell’assassino e Le catilinarie, entrambi davvero angoscianti. Questo Concentramento dei tre è quello che mi è piaciuto meno (non che mi sia dispiaciuto, intendiamoci), forse perché paradossalmente è il più “favolistico” ed esagerato. Di solito la Nothomb ha bisogno di molto meno per colpire!

  2. Marina Autore articolo

    Sì sì, il libro è sicuramente esagerato, e a suo modo lo è anche Metafisica dei tubi. Non so come sia la Nothomb di solito, come ho scritto, ho letto solo 2 e mezzo dei suoi romanzi, ma questo mi è piaciuto molto anche perché vira verso il distopico, genere che io amo molto.

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