[Incipit] Il re muore

Sala del trono, vagamente malandata, vagamente gotica. Al centro della scena, contro la parete di fondo, alcuni scalini conducono al trono del Re. Da un lato e dall’altro del palcoscenico, verso il proscenio, due troni più piccoli: sono i troni delle due Regine, mogli del Re. Sulla destra, in fondo, una piccola porta introduce negli appartamenti del Re. Sulla sinistra, in fondo, un’altra piccola porta. Sempre a sinistra, verso il proscenio, una grande porta. Tra quest’ultima e la piccola porta, una finestra ogivale. Un’altra piccola finestra sulla destra; una piccola porta verso il proscenio, dal medesimo lato. Accanto alla grande porta una vecchia guardia regge un’alabarda.
Prima che si apra il sipario, mentre il sipario si apre e poi ancora per qualche istante, si ode una musica ironicamente regale, che si ispira ai «Levers du Roi» del XVII secolo.

GUARDIA (annunciando) Sua Maestà il Re Bérenger I. Viva il Re! (Manto di porpora, corona in testa, scettro in mano, il Re entra dalla piccola porta di sinistra, attraversa la scena a passo spedito ed esce dalla porta di destra in fondo).
(Annunciando) 
Sua Maestà la Regina Margherita, prima moglie del Re, seguita da Juliette, donna di faccende e infermiera delle Loro Maestà. Viva la Regina! (Margherita, seguita da Juliette, entra dalla porta di destra in primo piano ed esce dalla porta grande).
(Annunciando) 
Sua Maestà la Regina Maria, seconda moglie del re, prima nel suo cuore, seguita da Juliette, donna di faccende ed infermiera delle Loro Maestà. Viva la Regina! (La Regina Maria, seguita da Juliette, entra dalla grande porta di sinistra ed esce con Juliette dalla porta a destra in primo piano. Maria sembra più bella e più giovane di Margherita. porta corona e manto di porpora. E gioielli. Il suo manto, di stile più moderno, ha l’aria di uscire da una grande sartoria. Entra, dalla porta in fondo a sinistra, il Medico).
(Annunciando)
Sua Sommità il Signor Medico del Re, chirurgo, batteriologo, boia e astrologo di corte. (Il Medico arriva in mezzo al palcoscenico, poi, come se avesse dimenticato qualcosa, ritorna sui propri passi ed esce dalla medesima porta. La Guardia resta silenziosa qualche istante. Ha l’aspetto affaticato. Appoggia l’alabarda contro il muro, si soffia sulle mani per riscaldarle) Eppure a quest’ora dovrebbe far caldo. Riscaldamento, accenditi. Niente da fare, non funziona. Accenditi, riscaldamento. Il radiatore resta freddo. Non è colpa mia. Mi ha tolto la delega del fuoco senza avvertirmi. Ufficialmente, almeno. Con loro, non si sa mai. (Precipitosamente riprende l’arma. La Regina Margherita riappare dalla porta in fondo a sinistra. Corona in testa, manto di porpora un po’ sciupato. È senza età, con un aspetto piuttosto severo. Si ferma in mezzo al palcoscenico, verso la ribalta. È seguita da Juliette). Viva la Regina!
MARGHERITA (a Juliette, guardandosi attorno) Che polvere! E quante cicche in terra!
JULIETTE Vengo dalla stalla, Maestà, ho munto la vacca. Non ha quasi più latte. Non ho avuto tempo di mettere in ordine il living-room.
MARGHERITA Questo non è il living-room, è la sala del trono. Quante volte debbo dirtelo?
JULIETTE D’accordo, la sala del trono, se Sua Maestà preferisce. Non ho avuto tempo di mettere in ordine il living-room.
MARGHERITA Fa freddo.
GUARDIA Ho tentato di accendere il fuoco, Maestà. Non funziona. I radiatori non vogliono saperne. Il cielo è coperto, le nuvole hanno l’aria di non volersene andare. Il sole è in ritardo. Eppure io stesso ho udito il Re ordinargli di apparire.
MARGHERITA Toh! Il sole non ascolta già più.
GUARDIA Questa notte ho udito un piccolo scricchiolio. C’è una crepa nel muro.
MARGHERITA Di già? Andiamo in fretta. Non me l’aspettavo così presto.
GUARDIA Ho cercato di tapparla con Juliette.
JULIETTE M’ha svegliato nel cuore della notte. Dormivo così bene.
GUARDIA È di nuovo riapparsa. Dobbiamo ancora tentare?
MARGHERITA Non ne vale la pena. È irreversibile. (A Juliette) Dov’è la Regina Maria?
JULIETTE Starà ancora facendo toeletta.
MARGHERITA Naturalmente.
JULIETTE Si è svegliata prima dell’alba.
MARGHERITA Ah! Incredibile!
JULIETTE L’ho udita piangere in camera sua.
MARGHERITA Ridere o piangere: tutto quello che sa fare. (A Juliette) Andate a cercarmela.

Eugène Ionesco, Il re muore (tit. originale Le Roi se meurt), Einaudi, Torino 1963. Traduzione di Gian Renzo Morteo. 76 pagine, 8 euro.

* Una recensione.
* Il teatro dell’assurdo su Wikipedia.
* Un sito su Ionesco (alcune pagine, come la biografia, sono anche in italiano).

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