Under the Skin

Michel Faber, Under the Skin, Canongate, Edinburgh 2000. 296 pagine.

Ho letto questo libro in completa innocenza e ignoranza. Sapevo solo che ce l’avevo da un po’ nella lista dei desideri, ma non ricordavo perché né di cosa parlasse. L’ho trovato in e-book a pochi euro e l’ho preso. È il primo libro che leggo di Faber. Tutto qua.

Inizio a leggere e trovo una specie di pin-up che va in giro con la sua macchina a raccogliere autostoppisti, ma solo quelli ben piazzati, belli muscolosi ma non grassi, degli altri non sa che farsene. Il primo capitolo sembra parlare di sesso. Mi annoio subito e penso di smettere, ma qualcosa mi fa andare avanti, qualcosa mi dice che non può essere così semplice. E infatti non lo è.

Se leggete in giro troverete l’intera trama del libro, state lontanissimi per esempio da Wikipedia che svela proprio tutto. Io non voglio dirvi l’intera trama del libro, vorrei che voi ci arrivaste vergini e ignoranti come ci sono arrivata io, per quanto potete.

L’unica cosa che posso dire è che è un libro che non accetta categorizzazioni. È un horror? Lo sembra. È un libro di fantascienza? Probabilmente lo è. È un’allegoria? Senz’altro. È solo grande letteratura? Chissà, solo la storia saprà dirlo. Ci ho messo un po’ di tempo per elaborarlo, una volta finito. Per capire se mi era piaciuto o no. Ero oscillante fra “fa schifo” ed “è bellissimo”. Forse solo la grande letteratura permette di oscillare così fra due giudizi estremi. Sotto la pelle (il titolo italiano, tradotto da Einaudi) è un libro che non lascia indifferenti. O lo ami o lo odi. Alla fine ho deciso che lo amo, ma potrei odiarlo fra pochi giorni.

Forse non è un libro tanto smart, non sono un’esperta di fantascienza (tutt’altro), ma non mi sembra particolarmente originale, oltre a lasciar intravedere molto spesso cosa verrà dopo. Butta indizi qua e là, ma sono indizi così facilmente decifrabili da sembrare messi lì apposta per essere decifrati subito. Però ha il pregio di essere scritto benissimo. E penso che vada letto in lingua originale, quando possibile, perché è una lingua ricca e corposa, veramente inventiva. L’autore, peraltro, è di origine olandese, cresciuto in Australia e ora vive in Scozia.

Non so se mi sento di consigliarlo. Però sappiate che non tornerete indietro, se lo leggerete. E fatemi sapere che ne pensate, se lo leggete, ché sono curiosa.

Qualche link:

* Alcuni estratti su TecaLibri.
* Il primo capitolo, in inglese.
* Una recensione.
* Una recensione, in inglese, che svela parecchio ma è molto bella.
* Michel Faber su Wikipedia.
* Il film tratto dal libro.

[Questa recensione partecipa alla sfida delle letterature altre ed è pubblicata anche sul relativo blog.]

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Un pensiero su “Under the Skin

  1. Pingback: Libri ambientati in Scozia | Sonnenbarke

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