L’ibisco viola

Chimamanda Ngozi Adichie, L’ibisco viola (tit. originale Purple Hibiscus), Fusi Orari 2006. Traduzione di Maria Giuseppina Cavallo. 258 pagine, 15 euro.

Kambili, quindici anni, e suo fratello Jaja, diciassette, vivono a Enugu, in Nigeria, insieme ai loro ricchissimi genitori. Il padre, Eugene, è uno degli uomini più in vista del paese, possiede diverse fabbriche e anche un giornale, lo Standard, che è l’unico a dire come stanno veramente le cose. La Nigeria è un paese corrotto, sull’orlo della guerra civile, dove c’è appena stato un golpe a cui solo lo Standard, fra tutti gli organi di informazione, ha osato contrapporsi. Eugene ha anche ricevuto un premio da Amnesty World per il suo impegno nei diritti umani. Eugene è un uomo esemplare, amato e ammirato da tutti, prima fra tutti sua figlia Kambili.

A casa, però, le cose stanno un po’ diversamente. Eugene è un cattolico fondamentalista, per cui le donne che portano i pantaloni commettono peccato, chi non osserva il digiuno prima della messa commette peccato, e così via. Addirittura impedisce ai propri figli di vedere il nonno (suo padre!) per più di 15 minuti all’anno perché è pagano e potrebbe contaminarli con la propria impurità. Ma non solo: Eugene è anche un uomo estremamente violento, che punisce ogni trasgressione alla sua rigida morale cattolica con calci, pugni e punizioni corporali di ogni tipo. Arriva addirittura a far abortire più volte sua moglie a causa delle botte, e un giorno quasi uccide Kambili prendendola a calci.

Tutto questo sullo sfondo di una Nigeria sempre più allo sfascio, dove nelle case normali (non certo in quella di Kambili e Jaja) manca spesso l’elettricità, la benzina, l’acqua.

Un giorno la zia Ifeoma, sorella di Eugene, riesce a convincere suo fratello a far andare i bambini da lei per qualche giorno, e da lì cambierà tutto. Lì i ragazzi scopriranno che è possibile un mondo dove regnano l’allegria e il rispetto reciproco e la loro vita cambierà per sempre.

«La sfida di Jaja ora mi sembrava come l’ibisco viola sperimentale di zia Ifeoma: raro, con un sottofondo fragrante di libertà, un tipo di libertà diversa da quella che la folla aveva invocato a Government Square dopo il colpo di stato agitando rami verdi. Una libertà di essere, di fare.»

Questo libro, pubblicato in italiano da Fusi Orari, la casa editrice di Internazionale, nel 2006, è stato poi ripubblicato da Einaudi nel 2012. È il romanzo d’esordio di Chimamanda Ngozi Adichie, ed è stato detto che si tratta del miglior debutto dopo Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy.

Il libro è in effetti molto bello, scritto in maniera davvero toccante anche se a tratti dura. Avrei però preferito leggerlo in inglese, per coglierne meglio lo spirito e per non venire offesa da traduzioni bizzarre quali “disse con un inglese divertito” (a funny English, forse?).

* Il sito ufficiale di Chimamanda Ngozi Adichie (in inglese).
* Un sito non ufficiale sulla scrittrice (in inglese).
* Adichie su Wikipedia (in inglese) con link a vari racconti pubblicati in rete.
* Il libro sul sito di Fusi Orari.
* Il libro sul sito di Einaudi, dove è possibile scaricare l’incipit.
* La recensione di Mangialibri.
* Un’altra bella recensione.

Questa recensione partecipa alla sfida delle “letterature altre” ed è pubblicata anche sul relativo blog.

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3 pensieri su “L’ibisco viola

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