[Incipit] Una sposa conveniente

07.20
«Centouno anni, un mese e quattro giorni…»
Juliette controllava il calendario ogni mattina alla stessa ora. Subito dopo aver finito il suo caffè di cicoria.
«…e ancora viva!» aggiungeva con un ghigno di trionfo. Negli ultimi vent’anni, la sua scommessa era stata di «arrivare» al centesimo compleanno.
Da quando aveva raggiunto la meta, si sentiva in una strana condizione di sopravvivenza, o meglio di «rinvio». Ogni nuova ora le sembrava insperata, cosa non sempre facile da vivere, né per lei né per gli altri abitanti della piccola frazione di Pouligeac, data la sua propensione a esagerare sempre un po’. Juliette aveva la tendenza a finire le frasi con: «Se ci sono ancora», o: «Finché sono ancora viva», e, se uno le diceva: «A domani», lei rispondeva immancabilmente: «Forse».
Da quel particolare compleanno, festeggiato in solitudine, le capitava di vagheggiare una longevità alla Jeanne Calmant. poco tempo prima, aveva scoperto su una rivista che l’ex decana dei francesi beveva ogni giorno un bicchiere di Porto.
«Cosa rischio, eh?…»
Si era messa a cercare la chiave che apriva la parte bassa della credenza per tirar fuori una vecchia bottiglia. Nonostante la veneranda età, Juliette aveva ancora una memoria eccellente, anche se un po’ più precisa circa i fatti anteriori al 1950 che riguardo a quelli posteriori al 2000. Soltanto nel momento in cui lo assaggiò si ricordò che quel Porto già iniziato era rimasto per più di cinquant’anni in fondo a quel mobile e che quel vino, anziché «prolungarla», come diceva lei, rischiava di darle il colpo di grazia. Rimise a posto la bottiglia e nascose di nuovo la chiave.
Juliette non buttava via mai niente.
Ciò poteva far pensare a un’avarizia atavica tipica del posto, dato che i contadini cevennati non avevano fama di grande prodigalità, ma in realtà era imputabile all’antico, secolare retaggio di quel cantuccio dimenticato di montagna che per lungo tempo aveva conosciuto soltanto la miseria e la fatica improba su una terra ingrata.

Elsa Chabrol, Una sposa conveniente (tit. originale L’heure de Juliette), Frassinelli, Milano 2010. Traduzione di Francesco Bruno. 303 pagine.

* Una recensione con intervista.
* La mia recensione al libro.
* Jeanne Calment, l’essere umano più longevo, vissuta fino a 122 anni.

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