The Handmaid’s Tale

Margaret Atwood, The Handmaid’s Tale, Seal Books, 1985. 402 pagine.

Questo è il libro più bello che abbia letto nell’ultimo anno. Superato da nessuno. Ho sentito dire molte volte “il libro più terribile che abbia mai letto”. Lo è. Una distopia agghiacciante, ma di quelle fatte veramente bene.

Siamo negli ex Stati Uniti, ora Repubblica di Gilead, intorno agli anni Ottanta del Novecento (lo stesso periodo in cui Atwood scrive). La Repubblica di Gilead è un regime teocratico.

La protagonista e voce narrante è Offred, ma questo non è il suo vero nome, significa solo “di Fred”, “of Fred”, ed è in questo modo che è formato il nome di tutte quelle della sua specie. Le ancelle, vestite completamente di rosso, con un solo particolare bianco: le “ali” ai lati del viso, che impediscono loro di vedere e di essere viste. Ogni ancella prende il nome del suo proprietario, perché l’ancella è una schiava: una schiava del sesso.

In questa società infatti molte donne sono diventate sterili (non gli uomini: è reato dire che gli uomini possano essere sterili) e i bambini che nascono sono spesso deformi o nascono morti, a causa delle radiazioni e dell’incredibile inquinamento chimico presenti nell’aria. Per questo i Comandanti e le loro Mogli si devono affidare alle Ancelle, schiave che vengono “scopate” (non copulate, non violentate, perché tutto questo implicherebbe due persone mentre questo atto implica solo il Comandante) nel corso di una cerimonia nella quale anche la Moglie è presente. Il Comandante scopa, l’Ancella, completamente vestita eccetto per la parte strettamente interessata, non si muove. L’Ancella non viene violentata, perché ha avuto una, seppur flebile, possibilità di scelta. Poteva infatti scegliere di essere mandata nelle Colonie, insieme alle “Unwomen”, le non-donne (non so come abbiano reso questo termine nella traduzione italiana), dove sarebbe stata destinata a morte certa, messa a raccogliere i rifiuti tossici.

Offred ha invece deciso di andare avanti, di sopravvivere comunque. Ci racconta la storia del presente, nella famiglia del Comandante di cui è schiava, le piccole trasgressioni come ad esempio parlare con una compagna mentre vanno al mercato, le grandi privazioni come il divieto di leggere, tanto che anche i negozi non hanno nomi, perché le Ancelle non ne siano sviate, ma solo figure. Ci racconta anche del passato, della vita subito prima l’uccisione del presidente, di come le cose sono diventate quelle che sono. E racconta in una maniera potentemente bella, la Atwood dà mostra di una scrittura assolutamente perfetta.

Terribile, questo libro, per tanti particolari della vita quotidiana nella Repubblica di Gilead, che non voglio raccontare per non togliere il gusto della lettura a chi lo volesse leggere.

È una distopia, come tale non piacerà a tutti, è anche un libro pesantissimo, un vero pugno allo stomaco, ma va letto, lo consiglio a tutti, perché è bellissimo e perché come tutte le distopie ci svela quello che potremmo essere se portassimo agli estremi certe nostre idee.

* Una recensione molto consigliata per chi sa l’inglese.
* Il sito dell’autrice.
* Margaret Atwood in italiano.
* Una recensione in italiano (il libro in italiano si intitola Il racconto dell’ancella, ma se potete leggetelo in inglese perché perdereste un sacco di giochi di parole e giochi sulle parole).
* Il film tratto dal libro.

Questa recensione partecipa alla sfida delle “letterature altre” ed è pubblicata anche sul relativo blog.

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7 pensieri su “The Handmaid’s Tale

  1. orukov

    ho acquistato il libro domenica subito dopo aver letto la tua recensione. E sono stata cosi´ fortunata da accaparrarmi un pezzo della biblioteca di Norimberga, una ristampa del 98. Per ora posso solo dirti di essere stata totalmente catturata dalla protagonista. E dal suo modo di raccontare la vita. Quella nuova e quella vecchia.
    Grazie.
    Un abbraccio
    MG

  2. Marina Autore articolo

    Grazie a te, MG. Mi fa piacere di averti convinta ad acquistare e leggere questo libro. Fammi sapere poi cosa ne pensi, se ti va.

  3. orukov

    Ciao Marina, ho finito il libro due giorni fa. Giudizio estremamente positivo per la narrazione e la “compostezza” emotiva della narratrice che sembra davvero quasi appiattita in una dimensione spersonalizzante… La grande delusione e´ stata il finale. Effettivamente ero curiosa in merito al “dopo” e mi sono sentita beffata nel vedere che il cerchio si chiudeva in quel modo 🙂
    Grazie del consiglio. Andro´ in fallimento a furia di acquistare tutti i libri che recensisci 🙂

  4. Marina Autore articolo

    Ah ah, oddio, non voglio essere responsabile del fallimento di nessuno!
    In effetti il finale ha deluso anche me, secondo me si poteva tagliare tranquillamente e il libro sarebbe stato ancora migliore. Però resta lo stesso uno dei libri più belli che io abbia letto ultimamente.

  5. orukov

    Beh la bancarotta per libri mi sembra una cosa estramamente dignitosa 😉 ieri ho acquistato anche l´ultimo che hai recensito. Ormai prima di fare acquisti passo qui. Buon sabato e buon relax!

  6. Pingback: Libri dal Canada | Sonnenbarke

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