[Incipit] Il gioco delle tre carte

Se questa era confusione, allora l’Italia doveva essere il paese più bello del mondo. Questo pensava Koichi Kawaguchi, appena sceso dal volo JL3476 che lo aveva preso in consegna all’aeroporto di Narita e lo aveva fatto atterrare, tra incomprensibili applausi degli italiani presenti sull’aereo, su una delle piste di Roma Fiumicino.
Koichi Kawaguchi era preoccupato perché era la prima volta che usciva dal Giappone, non solo per andare ad un congresso ma in generale, e gli avevano detto che l’Italia era un paese bellissimo, ma estremamente confusionario e disorganizzato. Per di più, Koichi era una persona apprensiva in modo quasi patologico. Quindi, l’idea di trovarsi da solo, in un aeroporto sconosciuto, in un paese di cui non conosceva la lingua, a dover prendere un volo interno che partiva solo due ore dopo l’atterraggio da Tokyo gli aveva messo addosso l’ansia da circa un mese.
E invece, era andata molto meglio del previsto.
Tanto per cominciare, già alla partenza da Narita aveva riconosciuto alcune persone che andavano al congresso. Pur non conoscendoli di persona, Koichi aveva visto alcuni ragazzi che tra i bagagli avevano appeso a tracolla un tubo di plastica portadisegni, il che li identificava immediatamente come persone che vanno ad un congresso scientifico.

Marco Malvaldi, Il gioco delle tre carte, Sellerio, Palermo 2008. 208 pagine, 12 euro.

* Marco Malvaldi su Wikipedia.
* Marco Malvaldi Fan Club.
* La trilogia del BarLume.
* Il libro sul sito dell’editore.

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