Vergogna

J.M. Coetzee, Vergogna (tit. originale Disgrace), Einaudi, Torino 2000. Traduzione di Gaspare Bona. 229 pagine, 10 euro.

Ultimamente sono insofferente nei confronti dei libri che dovrebbero essere, a detta di molti, bellissimi, ma che non mi emozionano. Di questo libro, in particolare, ho sentito parlare per anni da una persona che mi diceva trattarsi di un capolavoro assoluto. Per qualche motivo però non mi ero mai sentita attratta da questo romanzo e l’ho lasciato per diverso tempo ad aspettare nella mia libreria. Poi l’altro giorno mi sono decisa a prenderlo in mano, ma è solo servito a confermare la mia insofferenza.

Intendiamoci, il libro è scritto bene. Veramente bene. Per questo la mia valutazione complessiva è sostanzialmente positiva, anche se per nulla entusiastica. Ma non mi ha appassionato.

Intanto il protagonista è così insopportabile che verrebbe voglia di abbandonare il libro solo per quello. Un vecchio bavoso che va dietro alla ragazzine e sostanzialmente a tutto quello che respira. Che intreccia una relazione con una sua studentessa che di lui ha voglia quanto di farsi prendere a schiaffi, di fatto, e un giorno va a casa di lei e di fatto la violenta ma dice pure che “non è stupro, non proprio”. E dopo si permette pure di parlare dello stupro subito dalla figlia. Già solo per questo il libro sarebbe dovuto volare dalla finestra, ma ho voluto dargli una possibilità. Poi sì, parla della condizione attuale del Sudafrica, dove gli stupri sono all’ordine del giorno e l’odio fra bianchi e neri è ancora ben presente. Ma ogni tanto ci sono queste irritantissime elucubrazioni del protagonista intorno al proprio ombelico, sul suo amato Byron, sull’opera che sta scrivendo. Cose che non c’entrano niente con la storia.

Insomma, il voto complessivo è positivo solo per la scrittura. Poi mi si dica pure che non capisco niente, non mi importa.

Una bella recensione sulla Frusta.

Questa recensione partecipa alla sfida delle letterature altre ed è pubblicata anche sul relativo blog.

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Un pensiero su “Vergogna

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