Il volo

Horacio Verbitsky, Il volo (tit. originale El vuelo), Fandango, Roma 2008. Traduzione di Claudio Tognonato. 205 pagine.

Questo è un libro assolutamente necessario se si vuole capire qualcosa di più sulla sorte dei desaparecidos argentini. È molto duro, se pensiamo che l’intervistato stesso, Scilingo, dice che i militari dell’ESMA hanno fatto cose peggiori dei nazisti. Ma va letto.

Un giorno Horacio Verbitsky, famoso giornalista argentino ed ex montonero incontra in metropolitana Adolfo Scilingo, capitano di corvetta all’epoca della dittatura di Videla. Scilingo gli dice di essere stato all’ESMA e di volergli parlare. Ha inizio così una delle interviste più famose della storia del giornalismo, punteggiata dai commenti storici di Verbitsky.

Scilingo non è propriamente pentito, benché dica di portarsi dentro come un enorme peso quello che è accaduto, in realtà sembra più che altro seccato perché ad alcuni dei suoi ex compagni è stata concessa una promozione mentre ad altri è stata negata: la sua logica è “eravamo tutti responsabili, dunque tutti o nessuno”. Verbitsky racconta tuttavia che, nel corso degli anni, Scilingo ha dovuto far ricorso ad alcool e psicofarmaci per superare il trauma causato da quei voli a cui ha preso parte: il trauma sembra però causato dal fatto di aver messo in fallo un piede e rischiato di cadere dall’aereo piuttosto che dai voli stessi.

I voli, dicevamo: ormai sono cosa nota a tutti, ma nel 1995, quando è uscito il libro, non se ne parlava ancora così apertamente, né tantomeno erano stati mai ammessi da alcun militare. In pratica, uno dei metodi favoriti per l’eliminazione dei “sovversivi” consisteva nell’addormentarli con due dosi di anestetico, caricarli su un aereo e poi buttarli vivi dallo stesso. Il tutto facendo credere ai sequestrati che sarebbero stati trasferiti in un altro luogo e che perciò avrebbero dovuto essere “vaccinati”. Come dice Verbitsky, si negava ai condannati il diritto stesso di sapere che erano destinati a morire.

La cosa più agghiacciante è che tutti i militari e perfino la gerarchia ecclesiastica erano al corrente di questo metodo disumano di privazione della vita, e che il clero aveva persino affermato che si trattava di una morte cristiana, in quanto in questo modo i prigionieri non avrebbero sofferto. Come dice Scilingo, non avrebbero potuto fucilare i prigionieri senza il benestare del papa, ed ecco dunque la morte “cristiana”.

Un libro agghiacciante dall’inizio alla fine, la cui lettura va per forza alternata con qualcosa di più leggero, ma comunque da leggere assolutamente.

Alcuni link:

* Horacio Verbitsky su Wikipedia.
* Il blog di Verbitsky sul Fatto Quotidiano.
* Il libro sul sito della casa editrice.
* Una recensione.
* Alcuni brani.

Questa recensione partecipa alla sfida anobiiana delle “letterature altre” ed è pubblicata anche sul relativo blog.

 

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2 pensieri su “Il volo

  1. orukov

    ho comprato questo libro mesi fa. Nutrivo enormi aspettative e lo considero una lettura “necessaria” per mettere a nudo una verita´ troppe volte nascosta. Ma la scrittura non mi ha coinvolta. Mi rendo conto che c´e´ un´intenzione ben precisa: documentare. Pero´ davvero ho fatto una fatica per mandarlo giu´ 🙂

  2. Marina Autore articolo

    Sì, lo capisco. La scrittura non è bella né coinvolgente. Come dici tu, è una lettura necessaria, documentaristica, ma non ha pretese di essere qualcosa in più di questo. Secondo me è comunque già tanto.

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