Le intermittenze delle morte

[Siccome mi dispiace che questo blog sia fermo, ho deciso di rivitalizzarlo con gli spunti di lettura. Nel frattempo, ho aggiornato le pagine dei link. Inoltre, chi vuole mi può trovare fra la pagine del Tropico del Libro. Buone letture.]

Il giorno seguente non morì nessuno. Il fatto, poiché assolutamente contrario alle norme della vita, causò negli spiriti un enorme turbamento, cosa del tutto giustificata, ci basterà ricordare che non si riscontrava notizia nei quaranta volumi della storia universale, sia pur che si trattasse di un solo caso per campione, che fosse mai occorso un fenomeno simile, che trascorresse un giorno intero, con tutte le sue prodighe ventiquattr’ore, fra diurne e notturne, mattutine e vespertine, senza che fosse intervenuto un decesso per malattia, una caduta mortale, un suicidio condotto a buon fine, niente di niente, zero spaccato.  Neppure uno di quegli incidenti automobilistici tanto frequenti nelle occasioni festive, quando l’allegra irresponsabilità e l’eccesso di alcol si sfidano reciprocamente sulle strade per deciderà chi riuscirà ad arrivare alla morte al primo posto. Il passaggio dell’anno non aveva lasciato dietro di sé il solito rigagnolo calamitoso di morti, come se la vecchia atropo dalla dentatura digrignata avesse deciso di inguainare la forbice per un giorno.

Da: José Saramago, Le intermittenze della morte (tit. originale As Intermitências da Morte), Einaudi, Torino 2005-2006. Traduzione di Rita Desti. 205 pagine. 10 €.

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