La scoperta della currywurst

La scoperta della currywurstUwe Timm, La scoperta della currywurst (tit. originale Die Entdeckung der Currywurst. Novelle), Le Lettere, Firenze 2003. Traduzione di Matteo Galli. 201 pagine, 14 €.

La currywurst è una pietanza tipica che chiunque sia stato a Berlino o Amburgo conosce senz’altro. O in qualunque altra parte nella Germania del nord, del resto. Un würstel tagliato a fettine e condito con una salsa fatta di ketchup e curry. Quanto di meno letterario ci sia al mondo, si potrebbe pensare. E invece Uwe Timm è riuscito a imbastirci quella che lui chiama una novella, in realtà un romanzo vero e proprio.

Il narratore, alter ego dello stesso Timm, è un amburghese che decide di scoprire il vero inventore della currywurst. Secondo lui si tratta di Lena Brücker, una signora che aveva un chiosco ad Amburgo, da cui lui andava sempre a mangiare la deliziosa currywurst. C’è chi dice sia nata a Berlino, ma lui è convinto che sia stata proprio Lena a inventarla, subito dopo la seconda guerra mondiale. E così va a farle visita nella casa di cura per anziani in cui ormai la vecchia signora si trova, e le chiede di raccontargli la storia.

Di fatto, il libro ha due narratori: l’alter ego di Timm e la signora Brücker, che gli racconta la storia dal suo punto di vista. Lena è ormai cieca eppure, durante tutte le conversazioni con il suo amico, la troviamo a lavorare un maglione coi ferri. E mentre lavora racconta, un racconto lucido e mai appannato dalla vecchiaia, fermandosi magari ogni tanto per preparare il caffè.

Dovrebbe essere il racconto della scoperta della currywurst, invece diventa il racconto di un periodo delicatissimo per la Germania, la fine della guerra, narrata da chi l’ha vissuta in prima persona. Lena Brücker ha circa quarant’anni, il marito – un donnaiolo incallito – è chissà dove, un figlio è al fronte, l’altra figlia è lontana. Così Lena non ha problemi a ospitare in casa sua Bremer, un giovane disertore che potrebbe quasi essere suo figlio. E il suo racconto è dunque quello di una storia d’amore, ma anche quello della capitolazione di Amburgo, della scoperta degli orrori perpetrati dai nazisti (una delle pagine più belle e toccanti) e, soltanto infine, della scoperta accidentale della currywurst.

Matteo Galli nella postfazione parla di «estetica del quotidiano» e in effetti è una definizione che calza a pennello: Timm mette al centro della sua narrazione fatti quotidiani come la creazione della currywurst o il lavoro di un maglione, e attraverso questi racconta una storia, che a sua volta si intreccia con la Storia con la “S” maiuscola. Dice anche, Galli, che la currywurst di Timm è un po’ la madeleine amburghese, e anche questo è vero.

Io sono stata attratta dal titolo strano e dallo scrittore, che conoscevo solo di nome. Devo dire che ho fatto bene a lasciarmi portare dall’istinto: un buon libro, molto piacevole da leggere. Forse la lettura può essere un po’ appesantita dalle numerose note del traduttore e germanista Matteo Galli, ma in fondo servono a far comprendere meglio il testo, e ci si può venire a patti. Consigliato.

Per i germanofoni:

* il sito di Uwe Timm
* le prime pagine del libro

Inoltre:

* La scoperta della currywurst a fumetti, disegnata da Isabel Kreitz e tradotta in italiano per la Black Velvet
* il film tratto dal libro (credo solo in tedesco)

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3 pensieri su “La scoperta della currywurst

  1. Pingback: Berlino, il museo del würstel al curry: Deutsches Currywurst Museum | In Germania

  2. Pingback: Uwe Timm, Rennschwein Rudi Rüssel | Sonnenbarke

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