Tutti i giorni

Terézia Mora, Tutti i giorni (tit. originale Alle Tage), Mondadori, 2009. Traduzione di Margherita Carbonaro. 441 pagine, 22 €.

Tutti i giorni inizia quasi dalla fine. Quasi, perché la vera fine sarà un ulteriore breve passaggio che, chissà, forse poteva essere evitato per lasciare il racconto in sospeso. Tre donne trovano un uomo appeso a testa in giù in un campo giochi abbandonato. Quell’uomo è Abel Nema, traduttore da dieci lingue. Attraverso una serie di contui balzi all’indietro e in avanti veniamo a conoscenza della sua storia. Abel viene da un Paese dell’Est spaccato dalla guerra – l’ex Jugoslavia, si intuisce, sebbene non venga mai nominata. In seguito a un incidente domestico diventa quello che è ora, un’ameba, come recita l’estratto in quarta di copertina. Sopravvive, più che vivere: non ha desideri, necessità, pretese, nulla di nulla. Vive nella più completa abulia, dandosi da fare soltanto per imparare in laboratorio le sue dieci lingue. Che le impari proprio in laboratorio è importante perché, pur essendo un poliglotta straordinariamente dotato, Abel non comunica. Si è trasferito in un altro Paese, nella città di B., e lì vegeta, impotente preda di un unico vizio che non svelo. È scappato dal suo Paese subito dopo la maturità, dopo aver scoperto di non essere corrisposto (anzi) dal ragazzo che ama, un suo compagno di scuola. Nel corso degli anni a B. gli succedono varie cose, senza che lui le cerchi: si trova a vivere in una comune di musicisti ubriaconi, finisce per sposarsi per poter ottenere il passaporto. Tutto ciò che gli accade è da lui passivamente subito.

Questa più o meno è la storia di Abel Nema, ricostruita mettendo insieme i vari flashback e flashforward di una scrittura sincopata e schizofrenica: nel senso che il punto di vista e persino la parola passano da un personaggio all’altro anche all’interno di una stessa frase, che può essere iniziata in prima persona e conclusa in terza o viceversa. Uno stile difficile da seguire, ma che costituisce forse il tratto più caratteristico di questo strano romanzo. La trama non è certo ciò che importa Terézia Mora: è statica e quando si muove lo fa esclusivamente per inerzia, sembra accadere di tutto eppure in fondo non accade niente.

Ciò che è interessante è inoltre la psicologia: cosa c’è dentro un genio linguistico? come si può vivere sospesi fra dieci lingue, culture, identità diverse? a che cosa può condurre tutto questo? C’è da dire che l’autrice stessa vive fra due lingue, due culture, due identità, in quanto ungherese che vive in Germania e scrive in tedesco. Mora è infatti nata in Ungheria e appartiene alla minoranza di lingua tedesca. Ha anche vinto la borsa di studio Adelbert von Chamisso nel 2000 e il premio dal medesimo nome nel 2010: premio e borsa di studio sono conferiti dalla Robert Bosch Stiftung ad autori di altra madrelingua che scrivono in tedesco.

In buona sostanza non ho ben capito se il romanzo mi sia piaciuto o meno, certo è che si tratta di un’opera ambiziosa, concepita fuori da ogni sema e scritta ottimamente. La scrittura secca e puntuta mi ha un po’ ricordato Herta Müller. Ogni tanto si ha una sensazione un po’ strana a leggere in traduzione italiana un libro scritto in tedesco da un’ungherese, soprattutto se si tiene conto che è un romanzo sulle lingue. Comunque complimenti a Mondadori per avere osato una pubblicazione così particolare.

Chi sapesse il tedesco può leggere qui un lungo estratto in lingua originale. Segnalo inoltre il sito dell’autrice e due recensioni in italiano, su Nazione Indiana e sull’Indice dei libri del mese.

Annunci

6 pensieri su “Tutti i giorni

  1. francesca

    Sarei curiosa di sapere, se hai tempo, modo e fortuna di ritrovarli nel testo, come la traduttrice ha reso in italiano le lingue Kajkavisch, Cavakisch, Stovakisch e Ijekawisch 🙂

  2. Marina Autore articolo

    Ho provato a cercare la traduzione delle lingue che mi dicevi, Francesca, ma non l’ho trovata… mi dispiace!

  3. francesca

    Grazie lo stesso, Marina, e scusami per il ritardo (non avevo attivato la notifica via e-mail e mi sono dovuta accontentare della mia memoria, con i risultati che si vedono :-)) .

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...