Wladimir Kaminer, scrittore tedesco

Avevo annunciato delle idee nuove, eccone perciò subito una. Tanto tempo fa vi chiedevo dei suggerimenti per il blog, cercando di arricchirlo. Uno dei suggerimenti, della sempre preziosissima Francesca, riguardava la possibilità di parlare di autori che scrivono in lingue diverse dalla propria madrelingua. È passato molto tempo da quel suggerimento, ma l’idea ha continuato a ronzarmi in testa finché è maturata.

L’interculturalità mi pare stia diventando un fenomeno sempre più complesso e interessante, ormai diffusissimo da noi così come altrove. E parlo proprio di interculturalità, di culture che si mescolano, contaminandosi l’una con l’altra – cosa ben diversa dal multiculturalismo, dove le varie culture si limitano invece a convivere l’una accanto all’altra, senza mischiarsi. La letteratura, com’è ovvio, non resta esente da questo fenomeno: nascono così voci nuove, che hanno imparato a parlare, a leggere e a scrivere in un’altra lingua, ma che hanno deciso di esprimersi in una lingua diversa, per le più svariate ragioni.

Naturalmente, esponente ante litteram di questo felice pot-pourri linguistico e culturale è stato uno scrittore che, come sapete, io tanto amo: Elias Canetti. Ma coglierò l’occasione per parlare un po’ più approfonditamente della sua particolare esperienza un’altra volta.

Wladimir Kaminer

Ed ecco a voi Wladimir Kaminer, a una lettura all'Università di Bielefeld nel 2008 (foto da Wikipedia)

Oggi, a mò di introduzione a questa nuova rubrica interculturale, voglio riportarvi un brano di Wladimir Kaminer. Chi è costui? Un simpatico ragazzo russo, nato nel 1967 a Mosca e trasferitosi a Berlino nel 1990, poco prima della riunificazione delle due Germanie. Kaminer arriva in Germania quasi per caso, senza sapere una parola di tedesco, ma lì resta e lì ancora vive con la moglie Olga, anche lei russa e anche lei scrittrice. Ed è proprio a Berlino che Kaminer inizia a scrivere, pertanto la scelta della lingua è quasi obbligata: sceglie il tedesco, la lingua della sua nuova patria (ha anche acquisito la cittadinanza tedesca), perché è il suo mezzo di comunicazione, senza il quale non potrebbe farsi capire dalla gente che lo circonda.

Ecco quindi il brano; ve lo riporto in tedesco, perché il libro non è tradotto in italiano, e tenterò quindi io una traduzione, chiedendo venia ai germanofoni se faccio errori (anzi, fatemelo notare).

*

Seit fünf Jahren mache ich den Job eines deutschen Schriftstellers, und trotzdem fragen mich die Leser in der Provinz jedes Mal, warum ich nicht auf Russisch schreibe. Weil hier niemand Russisch versteht, erkläre ich. Damit sie mich im Original lesen können, damit wir miteinander sprechen können. Ich bin ein deutscher Autor, ich habe keine einzige Zeile in einer anderen Sprache verfasst. Hier sind meine Bücher und hier mein Pass. Das Publikum lächelt und weigert sich beharrlich, mich als deutschen Autor zu akzeptieren. Mal stellt es mir unauffällig eine Flasche Wodka aufs Lesepult, mal einen Samowar. Oder es will mir seine Lieblingsmatroschkas schenken.

Da: Wladimir Kaminer, Ich bin kein Berliner. Ein Reiseführer für faule Touristen, Goldmann, München 2007.

*

Da cinque anni lavoro come scrittore tedesco e nonostante questo i lettori, in provincia, mi chiedono ogni volta perché non scrivo in russo. Perché qui nessuno capisce il russo, spiego. Perché mi possano leggere in originale, perché possiamo parlare l’uno con l’altro. Sono un autore tedesco, non ho scritto nemmeno una riga in un’altra lingua. Ecco i miei libri ed ecco il mio passaporto. Il pubblico sorride e si rifiuta ostinatamente di accettarmi come autore tedesco. Una volta mi viene messa senza dare nell’occhio una bottiglia di vodka sul leggio, un’altra volta un samovar. Oppure mi vogliono regalare le loro matriosche preferite.

*

Per sapere qualcosa di più su Wlamir Kaminer potete leggere qui. Oppure, se sapete il tedesco, leggete qui. Qui potete leggere qualche brano dai suoi libri, sempre in tedesco. Per ora sono stati tradotti quattro suoi libri in italiano, li trovate qui.

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7 pensieri su “Wladimir Kaminer, scrittore tedesco

  1. Marion

    Cara Marina,

    ho letto con piacere il tuo blog e specialmente il link di intercultura. Mi chiamo Marion e sono dell’Alto Adige, per se una zona un po interculturale. Studio letteratura comparata all’universitá di Innsbruck e sto scrivendo la tesi su Wladimir Kaminer. La letteratura migratoria in Germania é ormai diventata un’arte per se con grande successo come si puó vedere da Kaminer che solamente in Germania ha venduto quasi 3 millioni di libri. Lo considero un tema importantissimo, perché ormai le frontieri europei e nazionali si sono aperti e viviamo sempre di piú quell’interculturalitá. Il successo di lui rispecchia il comportamento della societá, in Germania si nota un cambiamento nelle teste delle persone. Stanno iniziando a capire, che lo “straniero” non é un pericolo ma che puó anche arrichire la propria cultura.
    Ho incontrato Kaminer a Berlino e mi ha invitato a girare un po con lui per la Germania e di accompagnarlo quando legge davanti alla gente. La gente ama sentirlo leggere, perché l’umorismo dei suoi libri si sente ancora di piú dal vivo, quando inizia di parlare col suo accento russo. Secondo me, assomiglia un po Dario Fo: é dolce, spiritoso, fa ridere peró allo stesso momento é molto politico, racconta da una posizione di sinistra e decostruisce l’establishment. è un gran scrittore con un cuore ancora piú grande.
    Finora sono stati tradotti solo 4 libri in italiano, invece ne ha scritto 15 fino al giorno di oggi e anche quest’anno ne esce un altro.

    Perdonami se il mio italiano non é perfetto.

  2. Marina Autore articolo

    Ciao Marion,
    scusami per il ritardo con cui ti rispondo, ma sono giorni piuttosto frenetici.
    Quello che dici mi interessa moltissimo, sto guardando con grande interesse alla letteratura della migrazione, è un ambito di ricerca in cui mi piacerebbe lavorare. Spero che un giorno non troppo lontano anche in Italia si arrivi a capire che lo “straniero” non è pericolo ma arricchimento. Purtroppo per il momento non si vede traccia di questa svolta, anzi.
    Ripassa pure quando vuoi, è un piacere incontrare persone come te, seppure solo virtualmente.
    (E il tuo italiano è praticamente perfetto!)

  3. simona

    quasi quasi il suo libro non tradotto in italiano potrei proporlo come argomento di tesi magari traducendolo -….vorrei sapere maggiori informazioni sull’autore ….se sapete qualcosa…

  4. Marina Autore articolo

    Ciao Simona!
    Ti consiglio intanto di dare un’occhiata al sito Russendisko, specialmente alla parte dedicata a Wladimir. Lì trovi anche la lista dei libri pubblicati in Germania. In italiano, come dicevo nel post, ne sono stati tradotti quattro, tutti per Guanda: Küche totalitär, Die Reise nach Trulala, Militärmusik e Russendisko. Quello da cui ho tratto la citazione, Ich bin kein Berliner, non è stato per ora tradotto, anche perché per certi versi sarebbe difficile, dato che cerca di rendere lo spirito berlinese a volte anche attraverso la lingua.
    Mi sembra comunque molto interessante la tua idea di proporlo per la tesi, prova a sentire che ne pensa il tuo relatore e se vuoi qualche informazione più specifica chiedimi pure: se posso, sarò felice di aiutarti!
    Buon lavoro!

  5. simona

    ciao marina venerdi parlerò con il mio relatore..ti ringrazio per le tu informazioni molto preziose e per la tua disponibilita…stavo dando un occhiata ai libri anche perche voglio capire meglio un po la sua esperienza attraverso le sue opere.cosi mi faccio anche un idea!
    a presto!!

  6. Babyjan

    Ciao!
    Ho trovato questo post cercando informazioni su Kaminer, perché sto traducendo un suo libro come tesi di laurea 🙂 È un personaggio davvero interessante, mi piacerebbe moltissimo incontrarlo prima o poi! Il mondo ha bisogno di autori come lui! Grazie per le preziose informazioni 😉

  7. giulyrwuly

    Ciao Babyjan, quale libro hai tradotto per la tesi? Io dovrò cominciare a breve a pensare alla tesi e mi piacerebbe tradurre qualcosa di Kaminer..consigli??

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