I miei voti per gli Oscar di Finzioni

Vi segnalavo che su Finzioni si possono votare le proprie case editrici preferite (fino al 1° novembre). Così, giusto per vostra curiosità, vi voglio indicare i miei voti:

Migliore selezione dei titoli: alla fine ho votato Adelphi, perché da tempo immemore penso che vorrei leggere tutti i libri che pubblica, o quasi. Però avevo pensato anche a e/o e a Zandonai. Inoltre, la questione è spinosa, perché dipende di che tipo di case editrici parliamo. Ci sarebbe stata anche ubulibri, casa esclusivamente teatrale con un ottimo catalogo.

Migliore grafica di copertina: ho votato Zandonai, di cui mi sono innamorata negli ultimi mesi. Prima di questa scoperta, si sarebbero contese la partita I Sognatori e Neri Pozza.

Migliore carta, impaginazione ed editing: Sellerio. Non la amo particolarmente come casa editrice, ma come carta non la batte nessuno. L’editing lascia un po’ a desiderare in quasi tutte le case editrici che conosco, purtroppo. Anche Marsilio e Forum sono ottime, comunque.

Miglior rapporto qualità/prezzo: questo è stato il punto veramente difficile. I libri, in generale, non costano affatto poco, e se costano poco, spesso, è perché la qualità non è altissima. Alla fine ho votato quella che mi era venuta in mente per prima, forse per una questione di tempistica: Las Vegas, piccolissima casa editrice che ho scoperto al Pisa Book Festival, e che conoscevo per sentito dire da Liblog. Libri belli, ben fatti, quasi tutti a 10 euro (alcuni a 12). Parlo della qualità dell’oggetto, ho inteso la domanda in questo modo. Sul contenuto non posso dire, perché ho preso un loro libro che devo ancora leggere (e chissà quando ci riuscirò). Resta da dire che ci sono altre case che si difendono bene, comunque.

Migliore casa editrice in generale: per me resta Adelphi. È una domanda un po’ così, come dicevo riguardo al primo punto, perché dipende da cosa si intende. Per la narrativa, che resta il mio genere prediletto, è sicuramente Adelphi, che mi piace anche come qualità dell’oggetto-libro, come grafica, come impaginazione e tutto il resto. Però sarà diverso per la saggistica, o per il teatro, per la poesia, e così via.

*

Due note a margine, che non c’entrano niente: vi invito a votare quello che scrivo, mi serve per capire se vi piace o no. Sotto ogni post ci sono delle stellette, votate liberamente: WordPress è una magia, ma non mi permette di sapere chi ha votato cosa e che voto ha espresso, io vedo solo la media dei voti, come la vedete voi. Perciò sentitevi liberi. E poi: se ne avete voglia, buttate di tanto in tanto un occhio al taccuino. Può darsi che ci sposti le segnalazioni, almeno alcune. Poi ci sono stralci di letture, segnalazioni di cose trovate in rete.

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6 pensieri su “I miei voti per gli Oscar di Finzioni

  1. Amfortas

    Beh la penso come te su Adelphi, anche perché pure io prediligo la narrativa. Quando ho tempo vado a visitare le altre case editrici che non conosco.
    Ora spero di essere capace di votare…Wordpress attira molto anche me, però sono un troglodita dell’informatica, accidenti!
    Ciao Marina.

  2. Marina Autore articolo

    @Lars: sì, hai ragione. Ci avevo pensato, in effetti, ma preferisco comunque Sellerio.

    @Amfortas: tranquillo, anche io sono impedita eppure con WordPress riesco benissimo 😉 Questo naturalmente a patto che tu non voglia personalizzare troppo il template, perché allora devi conoscere i css – io mi fermo all’html di base.

  3. Roberto R. Corsi

    voterò
    1. Esuvia Edizioni!!
    (non ghignare: penso agli autori ospitati prima di me nella collana di poesia, nove penne di gran qualità)
    2. Zandonai
    (mi trovi consenziente)
    3. Sellerio
    (hai copiato da me 🙂 chi era il feticista che sgualciva la carta Grifo Vergata in libreria?? c’è però da osservare che: a) ultimamente la congiuntura ha fatto sì che si passasse alla Palatina… b) non è da trascurare la considerazione “etica” che è stata già fatta secondo cui la “miglior” carta è quella riciclata)
    4. Liber Liber!!
    (voto provocatorio ma che rappresenta il futuro; inoltre “a millelire morti” non vedo in giro un prezzo equo per un libro cartaceo, considerando anche l’iva al 4% anziché al 20%)
    5. Einaudi
    (mi spiace votare una major ma statisticamente tre libri su cinque che leggo sono loro, segno che per quel che cerco è la migliore).

    ciao

  4. Marina Autore articolo

    @Roberto: quando mi hai scritto via sms di non ridere ho capito subito che c’era di mezzo Esuvia, conosco il mio pollo 😉
    Sì, su Sellerio ho copiato, lo ammetto, però non essendo io una feticista della carta non mi veniva in mente altro (salvo Crocetti, come ha suggerito Lars). Sono d’accoro sulla carta riciclata, comunque.
    Anche a me Einaudi piace molto, anche se ultimamente sta (com’è logico) seguendo una politica berlusconiana che non mi piace affatto…

  5. Roberto R. Corsi

    [a beneficio dei lettori ignari delle nostre ciarle, precisiamo che Esuvia est editrice rispettabilissima che però ha la “macchia” di aver pubblicato un mio libro (di qui il ghigno) :-D]

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