Distopia

Questa volta vi propongo un elenco di libri riguardanti un altro argomento che per me è di grande interesse: la distopia o anti-utopia. Secondo Wikipedia si tratta di «una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopìa ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) nella quale le tendenze sociali sono portate ad estremi apocalittici.»

Come sempre, le brevi descrizioni sono tratte da Webster, a volte abbreviate.

*

Juan Abreu, Garbageland, Mondadori: Garbageland è ambientato in un futuro apocalittico, dopo la cosiddetta Era del Riordino che ha instaurato un sistema capitalistico-teocratico e autoritario. Gran parte del mondo è sprofondato sotto l’oceano. Il resto è flagellato dal Sole Nudo che produce danni irreversibili. In questo mondo futuro i paesi caraibici sono divenuti un’enorme discarica del paese conosciuto come Terra Ferma (un tempo Stati Uniti). Gli abitanti di Cuba vivono in un mondo fatto di tunnel sotterranei dove hanno creato una comunità guidata da un certo Darma. Quando si avventurano in superficie, gli abitanti di Endig (il mondo sotterraneo) vengono inesorabilmente braccati dagli sbirri del potere.

Margaret Atwood, Il racconto dell’ancella, Tea, Ponte alle Grazie: In un mondo devastato dalle radiazioni atomiche, gli Stati Uniti sono divenuti uno stato totalitario, basato sul controllo del corpo femminile. Le poche donne in grado di avere figli, le “ancelle”, sono costrette alla procreazione coatta, mentre le altre sono ridotte in schiavitù. Della donna che non ha più nome e ora si chiama Difred, cioè “di Fred”, il suo padrone, sappiamo che vive nella Repubblica di Galaad, e che può allontanarsi dalla casa del padrone solo una volta al mese, per andare al mercato. Difred tenta in tutti i modi di non lasciarsi stritolare dalla pazzia che la circonda rifiutando ogni coinvolgimento emotivo e cercando di dimenticare il suo passato e la società precedente. Apparentemente rassegnata al suo destino, prega di restare incinta, unica speranza di salvezza, ma non ha del tutto perso il ricordo delle emozioni di prima…

Margaret Atwood, L’ultimo degli uomini, Ponte alle Grazie: La terra è sconvolta da una catastrofe planetaria, in cui si muove un unico sopravvissuto. A fargli compagnia ci sono alcuni esseri apparentemente umani ma creati artificialmente. Come si è giunti a tutto questo? Ce lo narra il protagonista, l’ultimo degli uomini, attraverso il racconto della sua vita che coincide con il processo di distruzione del pianeta e della razza umana.

Tullio Avoledo, La ragazza di Vajont, Einaudi: Il protagonista di questo romanzo si aggira tra le macerie di un mondo in rovina, devastato da una violenta pulizia etnica. Una lunga cicatrice gli attraversa il petto, e una memoria difettosa gli impedisce di mettere ordine nei suoi ricordi. Intorno a lui una realtà slittata, dove non esistono cellulari, l’uomo non ha mai camminato sulla luna e l’Africa è diventata un deserto radioattivo. Immerso nel silenzio della neve sorge Vajont: un paese nuovo, cotruito per accogliere gli sfollati della diga, e diventato negli anni ricettacolo di gente senza casa, di diseredati. Le giornate del protagonista sembrano ripetersi tutte uguali fino a quando un pomeriggio sulla corriera che lo porta all’ospedale, alla fermata di Vajont sale una giovane ragazza. È l’inizio di un amore impossibile e allo stesso tempo il momento della verità.

J.G. Ballard, Il condominio, Feltrinelli: Un elegante condominio in una zona residenziale, costruito secondo le più avanzate tecnologie, è in grado di garantire l’isolamento ai suoi residenti ma si dimostrerà incapace di difenderli. Il grattacielo londinese di vetro e cemento, alto quaranta piani e dotato di mille appartamenti, è il teatro della generale ricaduta nella barbarie di un’intera classe sociale emergente. Viene a mancare l’elettricità ed è la fine della civiltà, la metamorfosi da paradiso a inferno, la nascita di clan rivali, il via libera a massacri e violenza. Il condominio, con i piani inferiori destinati alle classi inferiori, e dove via via che si sale in altezza si sale di gerarchia sociale, si trasforma in una prigione per i condomini che, costretti a lottare per sopravvivere, danno libero sfogo a un’incontenibile e primordiale ferocia.

Robert H. Benson, Il padrone del mondo, Jaca Book: Robert Hugh Benson, con Il padrone del mondo (1907), ci porta in una realtà nella quale l’uomo ha raggiunto gli estremi confini del progresso materiale e intellettuale, dove tutto è meccanizzato e programmato per un unico grande progetto: il trionfo dell’Umanitarismo. L’eliminazione della guerra, l’abolizione dei rumori, la legalizzazione dell’eutanasia, l’adozione di cibi artificiali, l’uso dell’esperanto sono solo alcune tra le caratteristiche che fanno da naturale corollario al nuovo tipo di convivenza civile. (Da Itacalibri)

Ferdinand Bordewijk, Blocchi, Bompiani: Pubblicato per la prima volta nel 1931, Blocchi racconta la vita nello Stato Totalizzante del futuro, un mondo perfettamente squadrato che si sviluppa in una città fatta di grandi cubi, senza passato, senza critica, senza pensiero. L’arte, nella città dei cubi, è confinata nel luogo del “cattivo esempio”, l’uomo esiste solo come condizione limite, piegato e schiavizzato dal sistema. E quando un tentativo non di ribellione ma di discussione mette in crisi l’equilibrio dello Stato perfetto, la forza dei blocchi piega senza sforzo qualsiasi forma di pensiero libero.

Karin Boye, Kallocaina, Iperborea: Dalla sperimentazione del siero della verità che ha inventato, nascono in Leo Kall i primi dubbi sulla propria fedeltà al sistema, fino al progressivo rifiuto di aderire ai dettami di una società che ha eretto la diffidenza a regola dei rapporti umani, la paura a giustificazione della violenza, la delazione ad atto civico e il conformismo a legge universale. (Dal sito di Iperborea)

Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Mondadori: In un’allucinante società del futuro si cercano, per bruciarli, gli ultimi libri scampati a una distruzione sistematica e conservati illegalmente. (Mia recensione qui)

Bryher, Il posto, Isbn: Un villaggio di pescatori, apparentemente lontano dal mondo. Un ufficiale bussa alla porta dell’anziana vedova Lilian per comunicarle che deve andarsene di casa sua: lì ci costruiranno una strada. Così si presenta il “Movimento”, la rete di paura e fascismo che sta avvolgendo il Paese con il consenso della popolazione. Lilian e Robinson, un misterioso uomo d’affari in pensione, sceglieranno la fuga grazie ai buoni uffici degli impiegati del consolato e agli ultimi due posti sull’ultimo volo in partenza per la lontana e libera Avalon.

Anthony Burgess, Il seme inquieto, Fanucci: Ambientato in un’Inghilterra futura del XXI secolo, prima in una Londra di grattacieli che ha assorbito le città limitrofe e poi nelle primitive campagne circostanti, Il seme inquieto descrive una società autoritaria e militarista che per combattere l’aumento della popolazione e la scarsità di cibo scoraggia il matrimonio, la procreazione e i piaceri della carne, costringendo uomini e donne a bizzarre forme di travestimento e di dissimulazione. In fuga da una passività che cancella ogni realizzazione personale, i personaggi del romanzo scoprono realtà nuove, dall’orrore del cannibalismo organizzato a rituali neopagani di fertilità, lungo un itinerario di ricerca e maturazione che alterna momenti da “vaudeville” a situazioni drammatiche, eroiche, picaresche.

Samuel Butler, Erewhon, Adelphi: Erewhon, cioè Nowhere (In-nessun-posto) è un mondo solo apparentemente immaginario dove i malati vengono messi in prigione e processati; le vittime sono considerate immorali; i delinquenti vanno all’ospedale, ovvero sono curati a domicilio da medici dell’anima chiamati «raddrizzatori»; le scuole dell’Irragionevolezza insegnano la lingua ipotetica, e suprema istituzione del paese sono le mistiche Banche Musicali.

Philip K. Dick, Blade Runner, Fanucci: Nel 1992 la Guerra Mondiale ha ucciso milioni di persone, e condannato all’estinzione intere specie, costringendo l’umanità ad andare nello spazio. Chi è rimasto sogna di possedere un animale vivente, e le compagnie producono copie incredibilmente realistiche: gatti, cavalli, pecore. Anche l’uomo è stato duplicato. I replicanti sono simulacri perfetti e indistinguibili, e per questo motivo sono stati banditi dalla Terra. Ma a volte decidono di confondersi tra i loro simili biologici. A San Francisco vive un uomo che ha l’incarico di “ritirare” gli androidi che violano la legge, ma i dubbi intralciano a volte il suo crudele mestiere, spingendolo a chiedersi cosa sia davvero un essere umano.

Philip K. Dick, La svastica sul sole, Fanucci: Stati Uniti d’America, 1962. La schiavitù è di nuovo legale, i pochi ebrei sopravvissuti si nascondono dietro falsi nomi, la California è asservita al Giappone. Vent’anni prima l’asse ha vinto la seconda guerra mondiale, e si è spartito l’America. Sul resto del mondo incombe una realtà da incubo: il credo della superiorità razziale ariana ha soffocato ogni volontà o possibilità di riscatto. L’Africa è ridotta a deserto, vittima di una soluzione radicale di sterminio, mentre l’Italia ha ottenuto solo le briciole dell’immenso potere dell’Europa.

Philip K. Dick, Rapporto di minoranza e altri racconti, Fanucci: Il racconto che dà il titolo all’antologia descrive una polizia del futuro che arresta i criminali prima che questi commettano i loro reati. In questi racconti, influenzati dalla repressione maccartista, dall’isteria nucleare, da una forte consapevolezza politica e sociale, Dick si interroga sulla condizione umana, sulla violenza e la repressione esercitata dalle autorità, sul militarismo e la paranoia, ergendosi a cantore di un’umanità debole e spesso indifesa che è la vera protagonista delle sue opere.

Annalisa Ferruzzi, Ineffabili teste d’uovo, Aìsara: Cinque intellettuali à la page, accusati di essere “eversori dell’intelligenza legalizzata”, vengono sottoposti a terapia psichiatrica: la dottoressa Ortensia Schiavo d’Ambra, incaricata dallo Stato, deciderà se potranno essere reintegrati o se dovranno finire ai lavori forzati. I retroscena della terapia vengono svelati attraverso lo sguardo di Erma, la segretaria discreta e silenziosa. Forse troppo.

William Gibson, La notte che bruciammo Chrome, Mondadori: Una società in cui assassine professioniste con protesi incorporate, tecnocrati e yakuza sono al servizio delle multinazionali, tutti alla ricerca di un’affermazione personale, costi quel che costi. Un mondo degradato e immiserito, in cui la nuova cultura dei computer e delle realtà virtuali sostituisce tutti i valori, dove non sembra più esserci spazio per concetti come amore, lealtà, benessere, amicizia.

William Golding, Il signore delle mosche, Mondadori: Un gruppo di ragazzi inglesi, sopravvissuti a un incidente aereo, resta abbandonato a se stesso su un’isola deserta e si trasforma in una terribile tribù di selvaggi sanguinari dai macabri riti. (Da IBS)

Leslie P. Hartley, Giustizia facciale, Liberilibri: In una immaginaria Inghilterra di un non molto lontano futuro, dopo le devastazioni prodotte dalla Terza guerra mondiale, si è instaurato un regime politico-sociale egualitario in cui ogni pulsione individualista viene condannata e repressa. Si è decretato che il popolo potrà vivere felice solo se si cancelleranno i connotati personali psicologici e fisici che caratterizzano i singoli individui. Ogni diversità individuale potrebbe infatti generare moti di invidia nell’animo del prossimo, e questo vale anche per la bellezza del volto che alcune donne posseggono in misura superiore ad altre… (Dal sito di Liberilibri) (Mia recensione qui)

Michel Houellebecq, La possibilità di un’isola, Bompiani: In un futuro inquietante, dominato da cloni che sembrano aver pagato l’immortalità con la perdita della capacità di ridere, piangere e provare emozioni autentiche, due misteriosi personaggi, Daniel24 e Daniel25, trovano i diari del loro “originale”, Daniel1, vissuto ai nostri giorni. La lettura commuoverà molto Daniel25 che conoscerà così la sofferenza, distruggendo il sogno dell’immortalità dei suoi creatori.

Aldous Huxley, Il mondo nuovo, Mondadori: Aldous Huxley prefigura, in questo romanzo, una società pianificata in nome del razionalismo produttivistico, votata all’assoluta perfezione. (Mia recensione qui)

P.D. James, I figli degli uomini, Tea, Mondadori: Siamo nel 2021, ma già da tempo l’umanità è diventata sterile e sembra avviata alla fine. Gli Stati di tutto il mondo stanno preparando la loro testimonianza per una posterità a cui sono in pochi a credere, mentre l’Inghilterra è retta da un carismatico dittatore che governa con dispotico egualitarismo. I vecchi sono incoraggiati a suicidarsi, i criminali esiliati e abbandonati, gli immigrati soggetti a una sorta di schiavitù. (Da IBS)

Alfred Kubin, L’altra parte, Adelphi: Che cos’è Perla, la città artificiale in cui Alfred Kubin, grande disegnatore e maestro del fantastico, ha ambientato il suo unico romanzo? È un mosaico di ruderi, di antichità, di avanzi decrepiti e corrosi del passato, tratti dai più famosi angoli del mondo. Una quinta perfetta per la sua popolazione di nevrastenici e nostalgici in fuga dal proprio tempo – ma anche il dominio di un sovrano inafferrabile che tiene sotto il suo incantesimo uomini e cose, accomunandoli in un unico, allucinante disegno. (Dal sito di Adelphi)

Luciano Ligabue, La neve se ne frega, Feltrinelli: Il mondo è pulito. Le risorse rispettate. I bisogni soddisfatti. Un soffice rigore governa l’esistenza. Tutto secondo i diritti e i doveri del Piano Vidor. Siamo in un altrove temporale e nel migliore dei mondi possibili, sia pur a fronte di un controllo totale. Il Piano Vidor ha a cuore il benessere e la felicità delle coppie e infatti DiFo e Natura sono felici, secondo programma. Lavorano, fanno l’amore, frequentano amici, si lasciano intrattenere dalle forme di spettacolo consentite. Ma questo tempo, apparentemente così simile al nostro, è segnato da una profonda alterazione socio-biologica che ha a che fare con il mistero del nascere, del venire al mondo. I protagonisti sono destinati a imbattersi in quel mistero…

Jack London, Il tallone di ferro, Feltrinelli: Il Tallone di Ferro è uno dei più allucinanti e veridici affreschi della società dominata dal profitto, dipinta nella sua durezza senza scampo, nella sua oppressione generalizzata, nei suoi inevitabili sbocchi di violenza e massacro. London, già nel 1907, prevede la prima guerra mondiale, pur illudendosi che l’Internazionale socialista sarebbe riuscita a evitarla, e gli esiti che avrebbe avuto, vale a dire la svolta fascista.

Alan Moore, David Lloyd, V for Vendetta, varie edizioni: Una storia possente e spaventosa sulla perdita di libertà e di identità in un mondo totalitario. Sullo sfondo di un’Inghilterra dell’immediato futuro che ha ceduto al fascismo, quest’opera cattura perfettamente sia la soffocante natura della vita in un autoritario stato di polizia, che la potente redenzione dello spirito umano che vi si ribella contro.

Murakami Haruki, La fine del mondo e il paese delle meraviglie, Einaudi, Baldini e Castoldi: In una piccola e spettrale città chiusa dentro mura che la separano dal resto del mondo, vivono abitanti privi dell’ombra e dei sentimenti, tranquilli al riparo di ogni emozione. Tra di loro, un nuovo arrivato ha il compito di leggere “i vecchi sogni” nel teschio degli unicorni, unici animali del luogo, cogliendo frammenti di memorie e di un’altra vita, di un’altra possibile dimensione. In parallelo, in un’asettica disumana e futuribile Tokyo, un uomo sarà coinvolto da uno scienziato tanto geniale quanto sconsiderato in un esperimento a rischio della vita che lo porterà a calarsi nei sottosuoli della città, in lugubri voragini animate da creature mostruose e maligne, metafore delle paure che agitano la coscienza di tutti. Ed è proprio lì, nel buio fondo della mente, che si troverà la chiave dell’enigma, la soluzione del mistero che lega i personaggi dei due mondi, che sono in realtà l’uno il riflesso dell’altro. Sarà possibile lo scambio tra le due dimensioni, il passaggio in entrambi i sensi, o il viaggio sarà senza ritorno?

Amélie Nothomb, Acido solforico, Guanda, Voland: Un nuovo reality show dal nome chiaro e inequivocabile: Concentramento, basato proprio su regole che ricordano il momento più terribile della storia dell’umanità. Per le strade di Parigi si aggira una troupe televisiva con il compito di reclutare i concorrenti che, volenti o nolenti, vengono caricati su vagoni piombati e internati in un campo all’interno del quale altri interpretano il ruolo di kapò. Parte così il gioco, che vede, come da copione classico, l’occhio vigile delle telecamere registrare puntualmente e precisamente la vita di tutti i giorni, e il momento di massima audience si registra quando i telespettatori, da casa, decidono l’eliminazione-esecuzione dallo show di un concorrente attraverso il televoto…

George Orwell, 1984, Mondadori: L’azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c’è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un’esistenza “sovversiva”.

George Orwell, La fattoria degli animali, Mondadori: Gli animali della fattoria Manor decidono di ribellarsi al padrone e di instaurare una loro democrazia. I maiali Napoleon e Snowball capeggiano la rivoluzione che però ben presto degenera. Infatti Napoleon, dopo aver bandito Snowball, introduce una nuova costituzione: “Tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri”. La dittatura e la repressione fanno riappacificare gli animali con gli uomini che ormai non appaiono più agli ex rivoluzionari molto diversi da loro.

Ayn Rand, Antifona, Liberilibri: La vicenda si svolge in una società dove, in nome dell’uguaglianza, all’individuo è stato sottratto ogni spazio di libertà.
Il processo di collettivizzazione ha realizzato non solo l’esproprio dei beni privati, ma anche quello della persona stessa. Il nome, il pensiero, i sentimenti di ognuno sono proprietà collettiva, appartengono ai “nostri fratelli”. La presa di coscienza del valore della diversità e dell'”egoismo” da parte dei protagonisti consentirà di abbattere questa mostruosa società di uguali. (Dal sito di Liberilibri) (Mia recensione qui)

José Saramago, Cecità, Einaudi: In una città qualunque, di un Paese qualunque, un automobilista è fermo al semaforo, in attesa del verde, quando si accorge di perdere la vista. All’inizio pensa si tratti di un disturbo passeggero, ma non è così. Gli viene diagnosticata una malattia sconosciuta: un “mal bianco” che avvolge le vittime in un candore luminoso, simile a un mare di latte. Non si tratta di un caso isolato: è l’inizio di un’epidemia che colpisce progressivamente tutta la città e l’intero Paese. I ciechi vengono rinchiusi in un ex manicomio e costretti a vivere nel più totale abbrutimento da chi non è stato ancora contagiato. (Mia recensione qui)

Rupert Thomson, Divided Kingdom, Isbn: Nel giorno della Riorganizzazione, i bambini sono stati strappati alle madri, le famiglie smembrate e la memoria si è perduta. Il nuovo sistema politico si fonda sulla teoria medioevale degli umori. Collerici, malinconici, flemmatici e sanguigni sono stati deportati nei quattro quartieri dai confini invalicabili in cui il Regno è stato diviso. Per limitare i conflitti, il simile dovrà convivere con il simile. Da adulto uno di questi bambini perduti ricostruisce l’avventuroso e doloroso percorso che lo conduce ad accettare il proprio passato negato. Allo stordito conformismo dell’infanzia, seguono un’improvvisa ribellione e una fuga che lo lascia senza fiato.

Sebastiano Vassalli, 3012, Einaudi: La storia è ambientata in un lontano futuro. Siamo nel 5000 e l’autore racconta una vicenda di duemila anni prima. In questo secolo, gli uomini, stanchi di guerre e sconvolgimenti, entrano in un lungo periodo di pace e solidarietà. E’ finalmente la pace universale. In questo stato di beatitudine, le energie creative degli uomini si intorpidiscono, e sempre più cadono sotto la manipolazione dei mass-media. In breve: imbarbariscono. Ma anche nei tempi più oscuri qualche coscienza resta vigile: si costituiscono sette che lottano contro questa universale apatia, si profila la figura di un capo. Il sogno dei dissidenti è generare contrasti e diversità; creare insomma i presupposti di nuove guerre. Le sole, pare, che siano in grado di rimettere in moto la Storia.

Kurt Vonnegut, Piano meccanico, Feltrinelli: In un futuro non troppo lontano, dopo l’ultima guerra, l’America vive nel benessere grazie all’impiego su vasta scala della meccanizzazione. La società è divisa in due. Da un lato un pugno di tecnici e manager, che proprio durante l’ultima guerra hanno imparato a produrre senza le maestranze richiamate sotto le armi. Dall’altro tutti coloro che il basso quoziente d’intelligenza condannava a un lavoro manuale che oggi non esiste più. L’americano medio vive una vita senza scopo. È un rottame, uno scarto del processo industriale e più nessuno sembra aspettarsi da lui un gesto di ribellione.

Carl-Henning Wijmark, La morte moderna, Iperborea: Come ridurre i costi di mantenimento degli anziani e degli altri membri improduttivi della nostra società? Il benessere sociale è una conquista che richiede sacrifici, per quanto estremi. Ecco il tema di un curioso colloquio in cui medici, politici, economisti e teologi membri del progetto USTAU (Ultimo Stadio della vita Umana) tentano di “pianificare in modo responsabile l’avvenire di milioni di persone”, compreso il loro auspicabile decesso: “Tutti noi nasciamo alla stessa età, perché non dovremmo anche morire alla stessa età?”. Una soluzione finale garbata, rispettosa del benessere comune ed economicamente efficiente, una vera “eutanasia sociale”. Nelle parole di questi illuminati architetti sociali traspare un significativo ribaltamento nel rapporto tra istituzioni e individuo: se la “medicalizzazione” della società ha rifiutato la morte, questa “deve diventare di nuovo naturale”. Il cittadino, assimilato biologicamente al “corpo” dello Stato, dovrà inserirsi docilmente nel ciclo di produzione e smaltimento che governa la società dei consumi.

Evgenij Zamjatin, Noi, Feltrinelli, Lupetti: Nella città di vetro e di acciaio dello Stato Unico gli individui sono ridotti a numeri e vivono nel rigoroso rispetto dell’autorità del Benefattore, garante assoluto di una felicità “matematicamente” calcolata. Non esistono né vita privata né intimità. Le pareti degli edifici sono trasparenti, e anche il tempo dell’amore è scandito da orari e modalità rigorose.

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5 pensieri su “Distopia

  1. francesca

    Ilium, New York, is divided into three parts.
    In the northwest are the managers and engineers and civil servants and a few professional people; in the northeast are the machines; and in the south, across the Iroquois River, is the area known locally as Homestead, where almost all of the people live.
    If the bridge across the Iroquois were dynamited, few daily routines would be disturbed. Not many people on either side have reasons other than curiosity for crossing.
    During the war, in hundreds of Iliums over America, managers and engineers learned to get along without their men and women, who went to fight. It was the miracle that won the war – production with almost no manpower. In the patois of the north side of the river, it was the know-how that won the war. Democracy owed its life to know-how.
    Ten years after the war – after the men and women had come home, after the riots had been put down, after thousands had been jailed under the antisabotage laws – Doctor Paul Proteus was petting a cat in his office. He was the most important, brilliant person in Ilium, the manager of the Ilium Works, though only thirty-five. He was tall, thin, nervous, and dark, with the gentle good looks of his long face distorted by dark-rimmed glasses.
    Kurt Vonnegut, Player piano, page 1, Dial Press Trade Paperbacks
    (così, per dare l’atmosfera)

  2. Marina Autore articolo

    Grazie a entrambi 🙂

    (Un po’ di atmosfera fa sempre bene, Francesca. È bello il libro?)

    (Ora vi faccio una sorpresa, Harshad)

  3. francesca

    (lo dico a denti stretti perché con Vonnegut perdo ogni barlume di obiettività: no, non è tra i suoi migliori, è un po’ imbrigliato in un racconto a tesi. Trovo che dia il meglio di sé nelle grandi trovate di molti altri romanzi, ma – sempre a denti stretti – non qui).

  4. Pingback: Evgenij Zamjatin, Noi (Russia) | Sonnenbarke

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