Big Sur

Ma chi non abbia mai avuto il delirium tremens anche soltanto nei primi stadi non può capire che non si tratta tanto di una sofferenza fisica quanto di un’angoscia mentale indescrivibile a quelle persone ignoranti che non bevono e accusano i bevitori di irresponsabilità… L’angoscia mentale è tanto intensa che senti di aver tradito la tua stessa nascita, le fatiche anzi no le doglie del parto di tua madre quando ti generò e ti mise al mondo, hai tradito ogni fatica di tuo padre per nutrirti e crescerti e farti forte e mio Dio persino prepararti alla “vita”, provi un rimorso così profondo da identificare te stesso con il demonio e Dio sembra remoto deciso ad abbandonarti alla tua malata stupidità… Ti senti malato nell’accezione più ampia del termine, respiri senza crederci, malatomalatomalato, la tua anima geme, ti guardi le mani impotenti come se fossero in fiamme e tu non potessi far niente per spegnerle, guardi il mondo con occhi spenti, hai sulla faccia un’espressione di incalcolabile afflizione come un angelo costipato su una nuvola… In effetti è proprio uno sguardo canceroso quello che lanci al mondo, attraverso cuscinetti di lana grigio-bruni che hai sugli occhi… Hai la lingua bianca e disgustosa, i denti sono macchiati, i capelli sembrano essersi inariditi durante la notte, hai enormi cisposità agli angoli degli occhi, muco nel naso, bava agli angoli della bocca: in breve proprio quella odiosità nauseabonda e ben nota a chiunque sia passato accanto a un ubriaco in città nelle Boweries del mondo… Ma non si prova alcun piacere, la gente dice: « Oh be’ è ubriaco e contento lasciamogli smaltire la sbornia ». Il povero ubriacone sta piangendo… Piange per la madre e il padre, per il fratello maggiore e il migliore amico, piange invocando aiuto… Cerca di tirarsi su di morale spostando una scarpa più vicina al proprio piede e non riesce a fare neppure questo come si deve, lascerà cadere la scarpa o rovescerà qualcosa, combinerà invariabilmente qualcosa che lo farà piangere di nuovo. Vuole nascondere la faccia tra le mani e gemere implorando pietà ma sa che non c’è pietà… Non soltanto perché non la merita ma perché non esiste alcunché di simile… Alza gli occhi infatti al cielo azzuro e non c’è altro lassù se non vuoto spazio che gli fa una gran smorfia… Guarda il mondo, il mondo gli tira fuori la lingua e una volta tolta tale maschera lo sta fissando con occhi rossi infossati proprio come i suoi… Può anche vedere la terra muoversi ma non c’è alcun senso di alcun genere particolare da attribuire a ciò… Un suono sommesso inatteso alle sue spalle lo fa ringhiare di rabbia… Tirerà e strapperà la sua povera camicia macchiata… Gli andrebbe di strofinare la faccia in qualcosa che non è.

I calzini sono spesse stanche umide melme… La barba sulle gote prude a causa del sudore che scorre e irrita la bocca torturata… C’è una sensazione contorta di non-più, di mai-più, agh… Quello che ieri era bello e pulito si è irrazionalmente inesplicabilmente trasformato in un gran vaso da notte squallido pieno di merda… I peli sulle dita lo fissano come peli di tomba… La camicia e i calzoni gli si sono incollati addosso come se dovesse essere ubriaco in eterno… La sofferenza del rimorso gli affonda dentro come se qualcuno la stesse pigiando dall’alto… Le graziose nubi bianche nel cielo offendono soltanto i suoi occhi… La sola cosa da fare è voltarsi e giacere a faccia in giù e piangere… La bocca è talmente disseccata che non c’è neppure modo di digrignare i denti… Manca addirittura la forza di strapparsi i capelli.

Da: Jack Kerouac, Big Sur (tit. originale Big Sur), Mondadori, Milano 1966. Traduzione di Bruno Oddera. 205 pagine.

(Se volete qui c’è una bella recensione)

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3 pensieri su “Big Sur

  1. marzia

    Oh, il caro vecchio Kerouac.
    Inutile dirti che me lo fecero studiare, ma non questo del post in dettaglio.
    🙂
    BUONE VACANZE

  2. mdn

    ps, mari I’ll write u as soon as I can, I’m fine btw, hope u’r ok as well, miss u…and yep, I miss Tuscany as well, believe it or not!

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