Il freddo

L’innocenza reclama il suo candore
(sotto un bosco una luna o l’atteso),
l’innocenza è muta (pesce, aspettami),
qui in questa muraglia ci sono le lettere.
Accarezzare seni di madreperla,
una scatola respira e tutto duole,
accarezzare quest’occulta cenere,
sotto il carminio le tue labbra che sospirano.

Non si evadono l’anime come fogli,
quella carta piegata ai bordi,
per la quale più duole se sorridono
quando la luce fugge senza notarsi.

*

El frío

La inocencia reclama su candor
(bajo un monte una luna o lo esperado),
la inocencia está muda (pez, aguárdame),
aquí en esta muralla están las letras.
Acariciar unos senos de nácar,
una caja respira y duele todo,
acariciar esta oculta ceniza,
bajo carmín tus labios suspirando.

No se evaden las almas como pliegos,
ese papel doblado por los bordes,
per lo que más duele si sonríen
cuando la luz escapa sin notarse.

Da: Vicente Aleixandre, Spade come labbra, (tit. originale Espadas como labios), Guanda, Milano 1977. A cura di Sebastiano Grasso. Testo originale a fronte.

Vicente Aleixandre, poeta spagnolo (1898-1984), ha vinto il Nobel per la letteratura nel 1977.

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10 pensieri su “Il freddo

  1. marzia

    Per il mio percorso accademico questa poesia è uno zuccherino.
    Credo di aver versi dello stesso autore in archivio.:)
    Ma al tuo percorso,invece, credo sia familiare quest’altra..
    😉
    Non ti dico l’autore perchp lo intuisci. 😀
    Der Panther
    Im Jardin des Plantes, Paris

    Sein Blick ist vom Vorübergehn der Stäbe
    so müd geworden, dass er nichts mehr hält.
    Ihm ist, als ob es tausend Stäbe gäbe
    und hinter tausend Stäben keine Welt.

    Der weiche Gang geschmeidig starker Schritte,
    der sich im allerkleinsten Kreise dreht,
    ist wie ein Tanz von Kraft um eine Mitte,
    in der betäubt ein großer Wille steht.

    Nur manchmal schiebt der Vorhang der Pupille
    sich lautlos auf -. Dann geht ein Bild hinein,
    geht durch der Glieder angespannte Stille –
    und hört im Herzen auf zu sein.

  2. marzia

    ¿Cuándo fue?
    No lo sé.
    Agua del recuerdo
    voy a navegar.
    Pasó una mulata de oro,
    y yo la miré al pasar:
    moño de seda en la nuca,
    bata de cristal,
    niña de espalda reciente,
    tacón de reciente andar.

    Quando fu? Non lo so.
    In acqua del ricordo
    vo a navigare.
    Passò una mulatta d’oro
    ed io la guardai passare:
    fiocco di seta sulla nuca
    gonna lunga di cristalli,
    fanciulla dalla schiena fresca
    tacco di fresca andatura

    tratto da “Agua del recuerdo” di Nicolas Guillén

  3. Marina Autore articolo

    @Marzia: per l’orrore e il dispiacere del signore che commenta al numero 3, non sono mai riuscita a leggere più di tre elegie duinesi, ma le altre poesie di Rilke mi piacciono, in particolare quella che citi era in programma nell’ultimo esame di letteratura tedesca che ho dato. (Ma sai anche il tedesco? Caspita!)
    Di letteratura spagnola conosco veramente poco… Molto bella la poesia di Nicolas Guillén che citi, grazie!

    @Roberto: quale, Aleixandre o una di quelle che ha citato Marzia? 🙂

  4. marzia

    Di poesia spagnola ( sempre se ti piace avventurartici) ti consiglio Gongora che continua a piacerti molto.
    Anni fa curavo una ribrica di poesia “on line”. Non mi pagavano chiaramente ma mi ci divertivo: era P.B.ossia prima dell’avvento dei blog…;)

    Soneto

    “Mientras por competir con tu cabello,
    oro bruñido al sol relumbra en vano;
    mientras con menosprecio en medio el llano
    mira tu blanca frente el lilio bello;
    mientras a cada labio, por cogello.
    siguen más ojos que al clavel temprano;
    y mientras triunfa con desdén lozano
    del luciente cristal tu gentil cuello:
    goza cuello, cabello, labio y frente,
    antes que lo que fue en tu edad dorada
    oro, lilio, clavel, cristal luciente,
    no sólo en plata o vïola troncada
    se vuelva, mas tú y ello juntamente
    en tierra, en humo, en polvo, en sombra,
    en nada”.

    Sonetto

    Finchè nel gareggiar coi tuoi capelli
    Oro brunito splende al sole invano,
    finchè con sprezzo guarda in mezzo al piano
    la tua candida fronte i gigli belli
    e inseguono, per coglierlo, il tuo labbro
    più occhi che il garofano precoce,
    finchè vince sul lucido cristallo
    superbamente il gentile tuo collo
    godi collo, capelli, labbra e fronte,
    prima che quel che nell’età dorata
    fu oro, giglio, garofano, cristallo
    non solo argento e viola disfiorata
    divenga, ma con esso insieme tu
    terra, polvere, fumo, ombra, nulla.

    🙂

  5. Marina Autore articolo

    Grazie Marzia! Gongora lo conosco ovviamente per fama, ma non ho mai letto niente di suo.

    Di poesia spagnola mi ero interessata un po’ diversi anni fa, non ho letto tantissimo, ma soprattutto Aleixandre, Jiménez (che mi piace tantissimo), Salinas e un po’ di Garcia Lorca e Machado. Poco, comunque.

    Scrivevi su Bombacarta? Ma dai, che bello! Qua passa ogni tanto Tonino Pintacuda, che era il direttore di Bombasicilia 🙂 (e ora di Pupi di Zuccaro, se ti interessa trovi il link tra le riviste)

  6. marzia

    Ero quasi certa che ti sarebbe piaciuto Gongora.
    Per la cronaca: lui e Quevedo sono i tuoi esiti più eclatanti del Siglo de oro. Ok? 😀
    La signora delle pulizie ( ora assunta come badante di mia suocera..) è cubana e da un pò mi esercito di tanto in tanto nella lingua di Cervantes, sebbene in SudAmerica non si usi certo il castigliano puro. Ma noi chiudiamo un occhio , vero? 😉
    In quanto a Bombacarta ritrovai ( mò non rammento dove) Tonino , che frequentai via mail.
    Frequentavo anche Patty Piperita ( conosci?) ed altri.
    All’epoca vedevo una chiara differenza nel gruppo, ossia tra chi aveva la possibilità di incontrarsi e chi era “costretto” al solo contatto web.
    Mi sentii, io e da altri, discriminata e me ne andai, rimanendo delusa prima di tutto del gesuita siciliano, creatore di Bc.
    Con il sennò di poi ho rivisto la vicenda: il web con mail al seguito “istigata” a queste incomprensioni.
    Scusami la lungaggine.
    😀

  7. Marina Autore articolo

    Non conosco Patty Piperita…

    Ti posso dire una cosa: il web suscita spessissimo incomprensioni. Questo lo dico anche per me 🙂

    PS. Io non so lo spagnolo, provai tantissimo tempo fa a studiarlo, ma non sono costante nello studio individuale, perciò mollai presto. Quindi anche se tu facessi errori non me ne accorgerei 😉

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