Che tu sia per me il coltello

3 aprile

Myriam,

tu non mi conosci e, quando ti scrivo, sembra anche a me di non conoscermi. A dire il vero ho cercato di non scrivere, sono già due giorni che ci provo, ma adesso mi sono arreso.

Ti ho vista l’altro ieri al raduno del liceo. Tu non mi hai notato, stavo in disparte, forse non potevi vedermi. Qualcuno ha pronunciato il tuo nome e alcuni ragazzi ti hanno chiamato “professoressa”. Eri con un uomo alto, probabilmente tuo marito. È tutto quello che so di te, ed è forse già troppo. Non spaventarti, non voglio incontrarti e interferire nella tua vita. Vorrei piuttosto che tu accettassi di ricevere delle lettere da me. Insomma, vorrei poterti raccontare di me (ogni tanto) scrivendo. Non che la mia vita sia così interessante (non lo è, e non mi lamento), ma mi piacerebbe darti qualcosa che altrimenti non saprei a chi dare. Intendo qualcosa che non immaginavo si potesse dare a un estraneo. Inutile dire che questo non comporta obblighi da parte tua, non devi far nulla (sono quasi certo che non mi risponderai). Ma se, malgrado tutto, un giorno vorrai farmi sapere che leggi le mie lettere, troverai sulla busta il numero della casella postale che ho affittato questa mattina e che è destinata solo a te.

Se mi devo spiegare, allora è tutto inutile: non sentirti in dovere di rispondere, probabilmente mi sono sbagliato sul tuo conto. Ma se tu sei quella che ho visto stringersi nelle braccia con un cauto sorriso, credo che capirai.

Yair W

Da: David Grossman, Che tu sia per me il coltello (tit. originale Shetehi Li HaSakin), Mondadori, Milano 1999. Traduzione di Alessandra Shomroni.

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7 pensieri su “Che tu sia per me il coltello

  1. jacopo

    ancora una volta mi trovi perplesso.
    notevole esercizio di stile, ma contenuto un po’ povero secondo me

  2. Marina Autore articolo

    Caro Jacopo, è “solo” uno spunto di lettura. Lessi questo libro tanti anni fa, su consiglio di un’amica che l’aveva trovato bellissimo. Io lo trovai carino, ma niente di che: al di sotto delle aspettative. Però tempo fa ho pensato che avrei voluto rileggerlo, per vedere se era realmente così, ma non ne ho ancora avuto il tempo finora. Lo farò prima o poi.

    Di solito negli spunti di lettura mi permetto di “suggerire” libri che mi sono piaciuti, ma a volte posso semplicemente indicare libri che, anche se non ho li apprezzati particolarmente, possono essere degni di nota per qualcun altro.

    Non è che deve piacere sempre a tutti, quello che scrivo e che suggerisco, vorrei far notare.

  3. jacopo

    quello che hai scritto è tutto vero e giusto, e infatti la mia voleva solo essere una piccola opinione… non mi aspettavo nemmeno che mi rispondessi!! =D

    bisogna dare il giusto peso ai commenti, specialmente ai miei =)

  4. Denise

    Questo libro non l’ho letto ma di Grossman vi consiglio di sicuro Qualcuno con cui correre. Delicato e bellissimo… e non solo perché fra i personaggi principali c’è un cane (femmina).

  5. Marina Autore articolo

    @Denise: grazie del consiglio! Io ho letto solo questo, ma sono sempre in tempo a rimediare 🙂

  6. Pingback: Che tu sia per me il coltello | Sonnenbarke

  7. Pingback: David Grossman, Che tu sia per me il coltello (Israele) | Letterature altre

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