Madre Courage e i suoi figli

Der Feldwebel. Man merkts, hier ist zu lang kein Krieg gewesen. Wo soll da Moral herkommen, frag ich? Frieden, das ist nur Schlamperei, erst der Krieg schafft Ordnung. Die Menschheit schießt ins Kraut im Frieden. Mit Mensch und Vieh wird herumgesaut, als wär gar nix. Jeder frißt, was er will, einen Ranken Käs aufs Weißbrot und dann noch eine Scheibe Speck auf den Käs. Wie viele junge Leut und gute Gäul diese Stadt da vorn hat, weiß kein Mensch, es ist niemals gezählt worden. Ich bin in Gegenden gekommen, wo kein Krieg war vielleicht siebzig Jahr, da hatten die Leut überhaupt noch keine Namen, die kannten sich selber nicht. Nur wo Krieg ist, gibts ordentliche Listen und Registraturen, kommt das Schuhzeug in Ballen und das Korn in Säck, wird Mensch und Vieh sauber und weggebracht, weil man eben weiß: Ohne Ordnung kein Krieg!

Der Werber. Wie richtig das ist!

Der Feldwebel. Wie alles Gute ist auch der Krieg am Anfang halt schwer zu machen. Wenn er dann erst floriert, ist er auch zäh; dann schrecken die Leut zurück vorm Frieden, wie die Würfler vorm Aufhören,weil dann müssens zählen, was sie verloren haben. Aber zuerst schreckens zurück vorm Krieg. Er ist ihnen was Neues.

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Maresciallo. Si vede che è troppo tempo che non hanno fatto guerra, da queste parti. Allora, dico io, come volete che ci sia una morale? La pace è solo disordine; non c’è che la guerra per metter ordine. In tempo di pace, l’umanità cresce in modo incontrollato. Con uomini e bestie si fanno porcherie come se niente fosse. Tutti ingozzano quel che gli pare, un pezzo di formaggio sul pan bianco, e poi giù, anche una fetta di lardo sul formaggio. Quanti giovanotti e quanti cavalli ci saranno in questa città, Dio solo lo sa; nessuno li ha mai contati. Io sono arrivato in certi posti, che non c’era stata guerra forse da settant’anni e gli uomini non sapevano nemmeno come si chiamavano, non sapevano chi erano. Soltanto dove c’è guerra ci sono elenchi ben ordinati, liste di nomi, ogni cosa al suo posto: le scarpe in balle, il grano in sacchi, gente e bestie li contano proprio bene, e poi li portan via. Perché, si sa: senz’ordine, niente guerra!

Reclutatore. Proprio vero!

Maresciallo. Come tutte le cose buone, anche la guerra, da principio, è difficile. Ma poi, quando ha attaccato, tien duro. Allora la gente ha paura della pace, come chi gioca a dadi ha paura di smettere perché viene il momento di fare i conti, di vedere quanto s’è perduto. Ma da principio, davanti alla guerra, se la battono. Gli fa l’effetto di qualcosa di nuovo.

Da: Bertolt Brecht, Madre Courage e i suoi figli (tit. originale Mutter Courage und ihre Kinder), Einaudi, Torino 2000. Traduzione di Ruth Leiser e Franco Fortini. Testo originale a fronte.

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La pagina di Wikipedia su Bertolt Brecht (in italiano e in tedesco).
La pagina di Wikipedia su Madre Courage e i suoi figli (in italiano e in tedesco).
Lo spettacolo (bellissimo) di Isa Danieli e Gli Ipocriti.
La guerra dei trent’anni, durante la quale è ambientato il testo.

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