I fiumi

Mi tengo a quest’albero mutilato
abbandonato in questa dolina
che ha il languore
di un circo
prima o dopo lo spettacolo
e guardo
il passaggio quieto
delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
in un’urna di acqua
e come una reliquia
ho riposato

L’Isonzo scorrendo
mi levigava
come un suo sasso

Ho tirato su
le mie quattr’ossa
e me ne sono andato
come un acrobàta
delle acque

Mi sono accoccolato
vicino ai miei panni
sudici di guerra
e come un beduino
mi sono chinato
a ricevere
il sole

Questo è l’Isonzo
e qui meglio
mi sono riconosciuto
una docile fibra
dell’universo

Il mio supplizio
è quando non mi credo
in armonia

Ma quelle occulte
mani
che mi intridono
mi regalano
la rara
felicità

Ho ripassato
le epoche
della mia vita

Questi sono
i miei fiumi
questo è il Serchio
al quale hanno attinto
duemil’anni
forse
di gente mia
campagnola
e mio padre e mia madre
e questo è il Nilo
che mi ha visto
nascere e crescere
e ardere d’inconsapevolezza
nelle estese pianure
protette d’azzurro
e questa è la Senna
e in quel suo torbido
mi sono rimescolato
e mi sono conosciuto

Questi sono i miei fiumi
contati nell’Isonzo
e questa è la mia nostalgia
che in ognuno
mi traspare
ora ch’è notte
che la mia vita
mi pare
una corolla di tenebre

Cotici il 16 Agosto 1916

Da: Giuseppe Ungaretti, Il Porto Sepolto, a cura di Carlo Ossola, Marsilio, Venezia 1990.

*

Una bella edizione del Porto Sepolto curata da Carlo Ossola per Esperia, l’elegante collana di classici italiani della casa editrice Marsilio. Il testo è proposto nella stesura originaria del 1916, con un corposo commento che occupa la seconda metà del libro, ponendosi come riedizione storica e non come edizione critica.

Al Porto Sepolto, proprio in questa edizione, sono particolarmente affezionata, perché costituisce la mia iniziazione alla poesia. L’editio princeps era riprodotta in facsimile nella mia antologia del biennio delle superiori: fu un innamoramento istantaneo, un vero e propro colpo di fulmine. Senza il quale non avrei mai letto poesia.

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4 pensieri su “I fiumi

  1. andrea

    In erasmus in Grecia, a un corso di letteratura italiana, ci diedero una bella edizione della “Vita di un uomo” (perchè là spesso i libri all’università li forniscono gratuitamente…). Nella mia ignoranza non avevo mai letto davvero Ungaretti, ne rimasi davvero entusiasta.

  2. Marina Autore articolo

    Cioè, fammi capire… te li danno gratuitamente e poi li restituisci dopo l’esame, oppure li puoi tenere?? In ogni caso, tanto di cappello!!

    Comunque, non credo sia ignoranza, sai, è che molto spesso la scuola ci fa odiare tanta letteratura, dipende da come viene presentata. E poi tutto quello che ci costringono a leggere a scuola va riletto dopo, per poter dire di averlo letto veramente.

  3. andrea

    In alcuni corsi (credo soprattutto in quelli con pochi studenti) te li danno e li puoi tenere anche dopo l’esame. Ma proprio in quell’anno incominciavano i tagli all’università pubblica anche in Grecia, quindi immagino che ora le cose siano cambiate anche lì.

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