Tonio Kröger

Die Literatur ist überhaupt kein Beruf, sondern ein Fluch, – damit Sie’s wissen. Wann beginnt er fühlbar zu werden, dieser Fluch? Früh, schrecklich früh. Zu einer Zeit, da man billig noch in Frieden und Eintracht mit Gott und der Welt leben sollte. Sie fangen an, sich gezeichnet, sich in einem rätselhaften Gegensatz zu den anderen, den Gewöhnlichen, den Ordentlichen zu fühlen, der Abgrund von Ironie, Unglaube, Opposition, Erkenntnis, Gefühl, der Sie von den Menschen trennt, klafft tiefer und tiefer, Sie sind einsam, und fortan gibt es keine Verständigung mehr. Was für ein Schicksal! Gesetzt, daß das Herz lebendig genug, liebevoll genug geblieben ist, es als furchtbar zu empfinden!… Ihr Selbstbewußtsein entzündet sich, weil Sie unter Tausenden das Zeichen an Ihrer Stirne spüren und fühlen, daß es niemandem entgeht. Ich kannte einen Schauspieler von Genie, der als Mensch mit einer krankhaften Befangenheit und Haltlosigkeit zu kämpfen hatte. Sein überreiztes Ichgefühl zusammen mit dem Mangel an Rolle, an darstellerischer Aufgabe, bewirkten das bei diesem vollkommenen Künstler und verarmten Menschen… Einen Künstler, einen wirklichen, nicht einen, dessen bürgerlicher Beruf die Kunst ist, sondern einen vorbestimmten und verdammten, ersehen Sie mit geringem Scharfblick aus einer Menschenmasse. Das Gefühl der Separation und Unzugehörigkeit, des Erkannt- und Beobachtetseins, etwas zugleich Königliches und Verlegenes ist in seinem Gesicht. In den Zügen eines Fürsten, der in Zivil durch eine Volksmenge schreitet, kann man etwas Ähnliches beobachten. Aber da hilft kein Zivil, Lisaweta! Verkleiden Sie sich, verkummen Sie sich, siehen Sie sich an wie ein Attaché oder ein Gardenleutnat in Urlaub: Sie werden kaum die Augen aufzuschlagen und ein Wort zu sprechen brauchen, und jedermann wird wissen, daß Sie kein Mensch sind, sondern irgend etwas Fremdes, Befremdendes, anderes…

*

La letteratura non è una professione o una vocazione, ma una maledizione, – se proprio vuole saperlo. E quando incomincia a farsi sentire, questa maledizione? Presto, terribilmente presto. In un tempo in cui si avrebbe tutto il diritto di vivere ancora in pace a armonia con dio e con gli uomini. Si incomincia a sentirsi segnati, ad avvertire un incomprensibile contrasto con gli altri, i comuni e gli ordinari, e l’abisso di ironia, incredulità, opposizione, di conoscenza e di sentimento che separa dagli altri diventa sempre più profondo, è la solitudine, e da questo momento non è più possiible intesa. Quale destino! Ammesso che il cuore sia ancora vivo e abbia in sé ancora abbastanza amore da avvertirne tutto l’orrore!… La consapevolezza del proprio essere si acuisce, perché uno sente, anche tra mille, il marchio impresso sulla propria fronte e sente anche che a nessuno questo passa inosservato. Conoscevo un attore di genio che, come uomo, doveva lottare con un morboso senso di instabilità e timidezza. Un esasperato senso del proprio io e la mancanza di un ruolo, di una funzione rappresentativa, avevano ridotto così questo perfetto artista e questo uomo devastato… Un artista, un artista vero e non uno la cui professione borghese sia l’arte, uno predestinato e condannato, lo si riconosce tra mille, anche con uno sguardo non molto esperto. Nel suo viso si legge il senso dell’isolamento e dell’estraneità, la consapevolezza di essere riconosciuto e osservato, qualcosa di regale e di smarrito al tempo stesso. Qualcosa di simile si può osservare nei tratti di un principe che cammini tra la folla in abiti borghesi. Ma qui non c’è abito borghese che tenga, Lisaweta! Si travesta, si camuffi, si metta pure gli abiti di un addetto d’ambasciata o di un tenente della guardia in permesso: basterà che alzi lo sguardo, che dica anche una sola parola e tutti sapranno che Lei non è un uomo, ma qualcosa di estraneo, di sconcertante, di diverso…

Da: Thomas Mann, Tonio Kröger (tit. originale Tonio Kröger), BUR, Milano 1977. Edizione con testo tedesco a fronte. Traduzione di Anna Rosa Azzone Zweifel.

Qualche link:

* Tonio Kröger su Wikipedia: in italiano e in tedesco
* file pdf della traduzione con testo a fronte sul sito di Heinrich F. Fleck
* come e-book su Project Gutenberg, in tedesco

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7 pensieri su “Tonio Kröger

  1. mdn

    Fatto assolutamente fatica da fanciulletta a leggerlo, ma da questo estratto, ahime!, quante verità.

  2. andrea branco

    Il Tonio Kroger cominciai a leggerlo durante la gita a Parigi, una sera, invece di andare al famigerato Hard Rock Café. Prestato da un amico. Lo finii quando trovai a casa la versione con testo a fronte. Il suo incipit l’ho sempre trovato straordinario. L’ho riletto all’inizio di questo autunno insieme a Tristano e Morte a Venezia, nel meridiano Mondadori. E niente. Ciao.

  3. Marina Autore articolo

    @Andrea: il solito alternativo 😉
    Penso che sia tutto straordinario, non solo l’incipit. Ne ho riletto qualche passo in questi giorni, e non ce n’è uno che non mi abbia affascinato.
    Anche Tristano e La morte a Venezia sono molto belli, ma il Tonio Kröger secondo me è impareggiabile.

  4. Gretel

    Ecco, di solito non scrivo recensioni o commenti, non ho né tempo né voglia, neppure quando forse varrebbe la pena, o per il libro in sé o per replicare ad altre recensioni, del resto ognuno ha i suoi gusti e tutti i diritti a questi. Ma in questo caso non posso fare a meno di sottolineare che proprio “Tonio Kröger” è stato il libro più importante della mia vita e quello che ho più preso in mano, che ho più spesso riletto, di cui so diversi pezzi a memoria. A ognuno anche le proprie corde dell’anima e ancora grazie alla mia prof. di lettere che ce lo propose in II media; ora, tanti decenni dopo, spesso cerco di riproporlo io ai miei alunni, là dove intuisco un certo tipo di sensibilità. “Sehnsucht ist darin und schwermütiger Neid und ein klein wenig Verachtung und eine ganze keusche Seligkeit.” Insuperabile (grazie di aver messo anche l’originale)

  5. Marina Autore articolo

    Grazie a te del tuo bel commento, Gretel. Fai bene a proporlo ai tuoi alunni, è un testo bellissimo. Ce ne fossero di prof come te!

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