Brevemente da Più libri più liberi

Ieri mattina sveglia alle 6, aspetta l’autobus che salta corse anche alle 7 di mattina (c’è sempre una spiegazione: piove c’è nebbia fa freddo fa caldo c’è traffico non c’è traffico è presto è tardi eccetera) e poi via in treno che straordinariamente arriva a Roma con 5 minuti di anticipo – ho detto anticipo, sì!
Prendo la metro e vado, e poco dopo le 10 sono al Palazzo dei Congressi.

Dunque, la mia impressione – fortissima – è che ci fosse molta meno gente rispetto agli anni passati (sono stata nel 2006 e nel 2007). Ma non tutti concordano, anzi qualcuno ha avuto l’impressione opposta. Boh? In ogni caso, quando sono uscita, alle 16, c’era coda in biglietteria e la situazione si stava notevolmente popolando. Anche se, secondo me, sempre meno degli anni scorsi. Voglio dire, io in entrambe le edizioni precedenti ho fatto lo slalom fra la massa umana, quest’anno a parte piccole concentrazioni di fronte a qualche stand (soprattutto quelli di editoria per l’infanzia) si passava senza dover sgomitare.

Ho gironzolato piacevolmente fra i vari stand per qualche oretta, ho mangiato una piadina al volo seduta di fianco a un editore (so quale, ma non si dice) che si lamentava che questa fiera facesse schifo e che lui l’anno prossimo non ci torna, anche perché gli hanno rubato il posto. Poi ho scambiato due parole con Michèle e Federica allo stand di Biblit, e infine ho chiacchierato un po’ con la simpaticissima Livia.

Ho assistito a una sola presentazione, quella del libro La sciabola e la virgola, pubblicato da O barra O. Gli arabisti Giuliano Lancioni e Zouhir Louassini hanno illustrato le tesi di questo libro dal provocatorio sottotitolo "La lingua del Corano è all’origine del male arabo?". L’arabo classico, infatti, è una lingua senza parlanti nativi, poiché l’arabo è suddiviso in tanti dialetti quanti sono i paesi in cui viene parlato, cosicché un marocchino e un iracheno, pur parlando entrambi arabo, non si capiranno assolutamente. Discussione interessante, ma ero ormai un po’ troppo "cotta".

In mezzo a tante conferme, la vera scoperta di questa fiera è stata Editoria & Spettacolo, una casa editrice specializzata in teatro. Un piccolo meraviglioso stand, avrei voluto tutto. Sono rimasta a bocca aperta quando ho visto che hanno pubblicato In-Yer-Face Theatre di Aleks Sierz, che non avevo idea fosse stato tradotto dall’inglese. Non solo, ma hanno anche pubblicato Oggetti da interpretare, il teatro di Martin Crimp nelle messe in scena dell’Accademia degli Artefatti, che comprende anche tre traduzioni di altrettante pièces di Crimp.
Alla fine da loro ho preso solo il Teatro di Jon Fosse, un autore norvegese che non conosco ma che mi è sembrato interessante.

Altra casa editrice interessante che non conoscevo è la sarda Aìsara, che pubblica opere di narrativa, saggistica e poesia in una veste grafica ineccepibile e accattivante. Mi è piaciuta la loro idea di creare delle cartoline per pubblicizzare i loro libri: davanti c’è la copertina del libro, dietro una breve sinossi. Belle anche come segnalibro.
Avevo letto su Liblog la recensione a Ineffabili teste d’uovo di Annalisa Ferruzzi e mi era sembrato un bel libro, perciò l’ho preso. Il libro è stato presentato proprio ieri pomeriggio, ma non ce l’ho fatta a fermarmi fino a quell’ora.

Bellissime anche molte delle case editrici per l’infanzia, e una volta di più mi è dispiaciuto non avere un cuginetto o nipotino ecc a cui regalare qualche bel libro. Soprattutto mi ha colpito Artebambini, una casa editrice che si occupa di pubblicare libri d’arte per l’infanzia. Quasi quasi ne avrei preso uno per me.

Fra le altre case editrici, conferme da varie parti, fra cui posso citare Editrice Pisani, Gorée, le mie conterranee Liberilibri e Quodlibet, Nutrimenti, Keller, Alet, (Fusi orari), Besa

La cosa interessante è come si riconoscano subito gli editori a pagamento: grafica pessima, uno con doppio stand…

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3 pensieri su “Brevemente da Più libri più liberi

  1. Meeshell

    Forse la tua impressione era giusta, quest’anno c’era meno gente… colpa della crisi economica o del primo weekend di bel tempo a Roma dopo settimane di pioggia? La folla si concentrava soprattutto agli stand dei “più noti tra i meno noti”, se è un buon segno o no lo lascio giudicare ad altri.
    Grazie per avermi citata nel tuo resoconto e complimenti per il tuo blog, davvero molto interessante.

  2. Sonnenbarke

    Grazie a te, Michèle!
    In queste occasioni la folla si concentra sempre fra i più noti… io invece di solito li evito, perché tanto li posso trovare tranquillamente in libreria!
    Che poi, chiamare piccoli (ma anche medi) editori Newton Compton o Fazi… beh, secondo me ce ne vuole, eh!

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