La morte e la fanciulla

Come avrete notato, ho smesso la rubrica della poesia settimanale. Il motivo è che avevo un progetto più ampio, che però devo ancora capire se è possibile o anche auspicabile realizzare: principalmente lo stand-by è dovuto a una mia ansia molto opprimente che mi lascia poco spazio, ma di cui non ho voglia di parlare.

La stessa ansia fa sì che in questo periodo le mie arti recensorie (?) siano un po’ latitanti.

Ho sempre concepito questo spazio come un invito alla lettura, e il suo stand-by mi dispiace, perciò ho deciso di evolvere la "poesia della settimana" in "spunto letterario della settimana": una poesia, un passo di un romanzo, una breve citazione, qualunque cosa possa configurarsi come spunto di lettura, senza essere recensione.

Le recensioni torneranno, abbiate fede.

*

Oggi vorrei proporvi un breve passaggio da La morte e la fanciulla, pièce teatrale di Ariel Dorfman, che fin dal titolo si ispira all’omonimo quartetto schubertiano (che io adoro).
Dal testo teatrale Polanski ha tratto il film omonimo.
(Leggete anche qui).

I protagonisti sono solo tre: Paulina, che è stata torturata durante il passato regime fascista, suo marito Gerardo, chiamato a presiedere una commissione d’inchiesta sui crimini commessi dalla dittatura, e Roberto Miranda, un medico. Il Lied di Schubert ricorrerà più volte nella pièce, a causa dei suoi collegamenti con il passato di Paulina…

*

[…]

Paulina Devi far venire fuori tutto. Tutto quello che è successo. Promettimi che farai venir fuori tutto quello che…
Gerardo Tutto. Tutto il possibile. Fin dove… (Pausa). Fin dove…
Paulina È possibile.
Gerardo … riusciamo ad arrivare, diciamo così. Possiamo fare molto. Renderemo pubblici tutti i verbali. Ci sarà un rapporto ufficiale. Verrà fuori tutto, tutto quello che è accaduto, e nessuno potrà più negarlo, il nostro Paese non vivrà più i soprusi che…
Paulina E poi? (Gerardo non risponde). Ascolterete le deposizioni delle vittime, denuncerete i crimini, e poi, ai criminali cosa farete?
Gerardo Questo dipende dai giudici, non da noi. La corte riceverà una copia del verbale e poi i giudici, in base alle prove, pronunceranno la…
Paulina I giudici? Gli stessi giudici che per diciassette anni di dittatura non hanno mai alzato un dito per salvare una vita? Che non hanno mai accolto un solo habeas corpus? Il giudice Peralta che, a quella poveretta che chiedeva di suo marito scomparso, aveva risposto che magari era scappato con un’altra perché si era stufato di lei? Tu lo chiami un giudice, quello? Un giudice?

Paulina, mentre parla, comincia a ridere sommessamente ma con un’isteria crescente.

[…]

Ariel Dorfman, La morte e la fanciulla, Einaudi, 2004, traduzione di Alessandra Serra.

*

La tensione drammatica è altissima. Il testo è breve, 56 pagine. Per chi fosse interessato, il 29 e 30 novembre sarà rappresentato al Teatro Le Laudi di Firenze dall’Associazione Progetto Teatro.

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