Casa sul mare

Il viaggio finisce qui:
nelle cure meschine che dividono
l’anima che non sa più dare un grido.
Ora i minuti sono eguali e fissi
come i giri di ruota della pompa.
Un giro: un salir d’acqua che rimbomba.
Un altro, altr’acqua, a tratti un cigolio.

Il viaggio finisce a questa spiaggia
che tentano gli assidui e lenti flussi.
Nulla disvela se non pigri fumi
la marina che tramano di conche
i soffi leni: ed è raro che appaia
nella bonaccia muta
tra l’isole dell’aria migrabonde
la Corsica dorsuta o la Capraia.

Tu chiedi se così tutto vanisce
in questa poca nebbia di memorie;
se nell’ora che torpe o nel sospiro
del frangente si compie ogni destino.
Vorrei dirti che no, che ti s’appressa
l’ora che passerai di là dal tempo;
forse solo chi vuole s’infinita,
e questo tu potrai, chissà, non io.
Penso che per i più non sia salvezza,
ma taluno sovverta ogni disegno,
passi il varco, qual volle si ritrovi.
Vorrei prima di cedere segnarti
codesta via di fuga
labile come nei sommossi campi
del mare spuma o ruga.
Ti dono anche l’avara mia speranza.
A’ nuovi giorni, stanco, non so crescerla:
l’offro in pegno al tuo fato, che ti scampi.

Il cammino finisce a queste prode
che rode la marea col moto alterno.
Il tuo cuore vicino che non m’ode
salpa già forse per l’eterno.

Eugenio Montale, Ossi di seppia (1920-1927)

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4 pensieri su “Casa sul mare

  1. amfortas

    Credo d’averti già espresso la mia mancanza di sensibilità per la poesia, in generale.
    Ebbene, questa è una delle poche che m’emoziona, da quando la conosco: non la leggevo da molto e ti sono veramente grato per avermela ricordata.
    Ciao e…a presto, mi sa 🙂

  2. Sonnenbarke

    A me per esempio non piace da impazzire Montale (eresia!!), ma questa poesia mi piace.

    A presto sì, spero! (Io non so niente, iddu non mi dice niente…)

  3. utente anonimo

    Montale è, ovviamente, prima di tutto un uomo, che diventa poeta perchè riesce ad esprimere ciò che prova attraverso una sequenza di parole (poesia, appunto) variamente in rima, variamente strutturata, ma assolutamente capace di var vibrare reconditi anfratti del nostro animo. Casa sul mare è bellissima, comunica la sua l’impossibilità (per mancanza di energia, di capacità, di speranza) a liberarsi dalle maglie fitte dell’esperienza e rischiare altre emozioni.

    Affida quindi ad altri, in questo caso a una donna (tale Paola Nicoli), il compito di superare l’inutile e incatenante circolo dei pensieri e dei ricordi.

    Amo questa poesia, amo la poesia di Montale.

  4. Sonnenbarke

    Ciao anonimo, quando commentate chiedo la cortesia di firmarsi, anche con un nick. Così, per cortesia.

    Chiunque è prima di tutto un uomo, ma non tutti (per fortuna?) sono poeti.
    Di Montale riconosco senza dubbio la grandezza, solo, è una grandezza un po’ lontana da me: proprio per questo non sono ancora riuscita ad apprezzarla davvero.

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