L’invetriata

La sera fumosa d’estate
Dall’alta invetriata mesce chiarori nell’ombra
E mi lascia nel cuore un suggello ardente.
Ma chi ha (sul terrazzo sul fiume si accende una lampada) chi ha
A la Madonnina del Ponte chi è chi è che ha acceso la lampada? – c’è
Nella stanza un odor di putredine: c’è
Nella stanza una piaga rossa languente.
Le stelle sono bottoni di madreperla e la sera si veste di velluto:
E tremola la sera fatua: è fatua la sera e tremola ma c’è
Nel cuore della sera c’è,
Sempre una piga rossa languente.

Dino Campana, Canti Orfici

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4 pensieri su “L’invetriata

  1. utente anonimo

    bella.
    che ne pensi dei?

    ah, sì! dei maiuscoli a inizio verso!?
    giusti eh per carità (ho qui il libro).
    Ma per me son terribili (anche per il signor Enj’ment).
    Saluti.

    [Scusa se non. Stavo in Val di Non!]

    B. (er bulgaro)

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