Scelta di aforismi da “L’inconveniente di essere nati”

«Che cosa fai dalla mattina alla sera?».
«Mi subisco».

Non la paura di intraprendere, ma la paura di riuscire spiega più di un fallimento.

Talvolta si vorrebbe essere cannibali, non tanto per il piacere di divorare il tale o il talaltro, quanto per quello di vomitarlo.

Alberi massacrati. Sorgono case. Facce, facce dappertutto. L’uomo si estende. L’uomo è il cancro della terra.

La lucidità non estirpa il desiderio di vivere, tutt’altro, rende solo inadatti alla vita.

Qualcuno di cui abbiamo la più alta stima ci diventa più vicino quando compie un atto indegno di lui. Così facendo, ci dispensa dal calvario della venerazione. E solo da quel momento proviamo nei suoi confronti un vero attaccamento.

Di un luogo che ho percorso conservo il ricordo solo se ho avuto la fortuna di sentirmici come annientato dalla malinconia.

E.M. Cioran, L’inconveniente di essere nati, Adelphi, 1991, traduzione di Luigia Zilli.

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