Umiliate e offese

[…] potrebbe succedere che, pur in presenza di una legge che lo consente, [le donne che hanno deciso di abortire] non avranno altra scelta che tornare ai tempi della clandestinità […].
[…]
Ma in passato, importava a qualcuno il destino di una madre e di un figlio colpevoli di non avere un pater familias? Importa oggi a qualcuno che si inginocchia davanti a una non meglio specificata vita (pur che sia in forma di embrione o feto, perché le migliaia di donne, vecchi e bambini che muoiono orrendamente in Darfur non suscitano il minimo interesse)?

Natalia Aspesi oggi su «Repubblica»

Fondamentalisti, non guardate al di là della punta del vostro naso e non pensate che una donna che abortisce
forse non ha abbastanza soldi per mantenere un figlio
forse non vuole far vivere una vita d’inferno a un bambino gravemente malato
forse non si sente pronta per un figlio
forse è stata minacciata di licenziamento in caso di gravidanza
forse è stata violentata e non vuole portare in grembo il frutto di un crimine schifoso
forse ha 15 anni e verrà riempita di botte
forse ha lei stessa una malattia gravissima
forse è una prostituta e non vuole crescere un figlio sulla strada
forse sa che non potrà amare un bambino non voluto
forse se partorisce rischia di morire
forse è tossicodipendente e non può prendersi cura di un figlio
forse vorrebbe dare a suo figlio una vita dignitosa e non può
forse ha una malattia psichica e ha paura di soffocare suo figlio in un accesso psicotico
sicuramente ha sofferto come una bestia nel prendere la decisione
sicuramente ha dovuto decidere da sola con la sua coscienza anche se fosse stata circondata da persone care
sicuramente si è sentita lacerare in mille pezzi quando ha capito che non poteva tenere ciò che portava in grembo
sicuramente ha scandagliato tutte le possibili alternative
sicuramente quando si è accorta che non c’erano alternative ha provato i morsi della disperazione
sicuramente in tutto questo è stata sola
e poi ha deciso, e da quel momento si è sentita chiamare criminale ed assassina, criminale ed assassina, criminale ed assassina.
Se avete un residuo di intelletto aprite gli occhi e vergognatevi.

Intanto (non ho trovato l’articolo online, ma era su «Repubblica» di oggi, sezione Firenze) si scopre che a dicembre a Firenze hanno rianimato un feto di venti settimane dopo un aborto terapeutico (morto dopo due giorni, com’era prevedibile). Studiatevi come sono gli organi di un feto di 20 settimane, pensate che se ce ne vogliono 40 per far nascere un bambino, un motivo naturale c’è.
Mi fate orrore.

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Un pensiero su “Umiliate e offese

  1. LadyBloodLips

    Sono perfettamente d’accordo!
    L’aborto non esiste solo per delle troiette che fanno le deficienti a letto a 15 o 16 anni ma serve per chi ne ha veramente bisogno, per tutti i motivi che hai riportato e anche altri…
    Mai dare retta ai fondamentalisti…

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