Un sogno dentro un sogno

Un sogno dentro un sognoUn sogno dentro un sogno è l’antologia scaturita dalla prima edizione dell’omonimo concorso letterario della casa editrice I Sognatori. Il libro è stato pubblicato a settembre 2007 ma, causa impegni e mancanza di organizzazione, sono riuscita a terminarne la lettura solo ora.

Sono dieci racconti di scrittori non noti ma non per questo meno bravi. Il tema è il sogno nelle sue molteplici sfaccettature: la casa editrice non poneva limiti ai modi di affrontare questo argomento. E gli autori si sono sbizzarriti: c’è chi ha colto il lato più “magico” del tema, chi quello più inquietante, ognuno seguendo la propria personale sensibilità. Il risultato è una raccolta omogenea nella sua fedeltà a un tema che è di per sé molteplice e “vago”, e omogenea anche per quanto riguarda il livello qualitativo, che è perlopiù alto: non elevato, non snobisticamente raffinato, ma buono, nel senso che si tratta di lavori molto ben scritti, sicuramente meditati. Gli autori saranno esordienti, ma sanno tenere la penna in mano.

Parlando di un’altra antologia era stato sollevato il problema del “racconto scritto su commissione, per un’occasione precisa”: la sensazione è che tutti questi racconti lo siano, ma la cosa non disturba affatto, perché si sente che c’è del lavoro dietro.

Logicamente alcuni racconti mi sono piaciuti di più, altri di meno, ma questo nulla toglie al valore intrinseco di questi ultimi: si tratta, in questo caso, semplicemente di un gusto personale.

Quelli che ho preferito sono due, L’uomo cane di Fabio Giallombardo e La signora di Mauro Pisani.

Giallombardo scrive egregiamente e, senza voler nulla togliere agli altri, che pure sono molto bravi, il suo stile pulito e raffinato spicca sull’intera raccolta. Il tema è di per sé piuttosto interessante: il racconto è dedicato a Ettore Majorana, fisico italiano che, ci dice l’autore in nota, scomparve misteriosamente nel 1938 durante un viaggio in nave, e di cui si persero completamente le tracce. La scelta di scrivere su questo personaggio, la cui storia è così densa di mistero, viene spiegata dall’autore nell’intervista rilasciata ai Sognatori ed è, secondo me, molto interessante, ma lascio che siate voi a scoprirlo, se vorrete.

Quello di Pisani è il racconto più breve dell’intera raccolta, ed è veramente breve, ma non per questo meno bello. È il racconto, se vogliamo, di un amore, di un incontro a lungo desiderato. Non che non si possa intuire ben presto chi sia la signora del titolo, ma è una piccola ingenuità che nulla toglie al fascino del racconto.

Ho molto apprezzato anche il racconto dalle atmosfere orientali di Benito Lopez che, scopro con stupore, ha solo 24 anni, eppure già scrive molto bene. Interessante anche il racconto “sensoriale” di Francesca Petrino, che vede il sogno come un modo «per consentire allo sguardo di osservare l’universo da una nuova prospettiva» (dall’intervista ai Sognatori). O ancora la discesa nelle tenebre dell’incubo di Alessandra Lauro.

Dire qualcosa delle trame di questi racconti – perlopiù parecchio brevi – sarebbe svelare troppo; al massimo posso rimandarvi alle interviste pubblicate sul blog dei Sognatori, che sono il loro ormai abituale – e secondo me ottimo – modo di avvicinare lettore e scrittore.

Se, come spero, vi ho incuriosito, potete contattare direttamente la casa editrice per acquistare il libro. Qui il loro blog, qui il loro sito, qui la pagina con tutte le informazioni utili all’acquisto. di lavori molto ben scrittilitativo, che è perlopiùensibilità. Il risultato è una raccolta omogenea ne

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3 pensieri su “Un sogno dentro un sogno

  1. diegodandrea

    interessante la storia dell’uomo cane, un clochard vissuto a Mazara del Vallo e che molti credevano essere E.M.
    Poi si scoprì che non era così, ma personalmente, per averne ascoltato testimonianze dirette, ritengo che la storia dell’uomo cane sia assolutamente affascinante anche a prescindere dal riferimento al grande fisico.
    Ciao D

  2. ordaragia

    Condivido il fatto che l’identificazione di Tommaso Lipari con Ettore Majorana non può essere considerata certa, tanto è vero che – nella novella – ho appositamente collocato a Trapani la vicenda e non a Mazara del Vallo. Tuttavia le ricerche condotte da Paolo Borsellino, allora Procuratore di Marsala, si basano solo sulla coparazione della cheirografia di due firme. In realtà il fisico avrebbe facilmente potuto imitare la grafia del barbone di cui aveva “preso il posto”, per farsi beffa della giustizia, di quella stessa “forma” che aveva eluso scomparendo. Ma l’aspetto che rende meravigliosa la vicenda – a mio avviso – è proprio il mistero di un destino che contiene in sè tutti i destini dell’uomo contemporaneo, dilaniato dal dissidio fra scienza ed etica, tra identità e vita.
    Però mi fa piacere che la mia novellina abbia fatto riflettere qualcuno su tutto ciò

    Fabio Giallombardo

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