Il vangelo secondo Gesù Cristo

Il vangelo secondo Gesù CristoHo finito di leggere questo libro da almeno un paio di settimane, e volevo parlarvene: perché mi è piaciuto molto e perché mi piace lasciare un commento scritto delle mie letture. Ma mi devo destreggiare fra la stanchezza, la mancanza di tempo e la scarsa comunicativa di questo periodo.

Stando alla quarta di copertina è un romanzo che ha suscitato molte polemiche da parte del clero portoghese e italiano, che lo ha giudicato «blasfemo e sacrilego». Il perché si capisce fin dall’inizio, ma diviene ben più chiaro col proseguire della narrazione.
Innanzi tutto, che Gesù Cristo, figlio di Dio, nasca da Maria «sporco del sangue di sua madre, vischioso delle sue mucosità» e per giunta in seguito a un banalissimo incontro carnale fra la per nulla vergine Maria e suo marito Giuseppe, deve aver turbato non poco l’animo perbenista di certo clero. Gesù, poi, cresce in una famiglia ordinaria con tanti fratelli e sorelle e un padre poco santo, colpevole di non aver fatto niente per evitare la strage degli innocenti, e una madre un pochino ottusa come si conveniva a una donna dell’epoca.
Interessante è la resa, immagino fedele, del rapporto fra i due coniugi come doveva essere all’epoca e come in fin dei conti è stato fino a non molti decenni fa. Maschilismo imperante e indiscusso, per farla breve. Un po’ come oggi a noi "occidentali" appare il trattamento della donna da parte dell’Islam, per dire. Eravamo così anche noi, sì.
In seguito Gesù cresce e scappa di casa, va a vivere con un pastore che sarà una figura (e che figura!) centrale del romanzo, ma su cui è meglio non svelare nulla, nel caso voleste leggerlo.
C’è poi l’incontro fortuito e fatale con Maria di Magdala, prostituta, che diventerà la donna di Gesù. Non la moglie, bensì la compagna.
E poi tutti i miracoli che conosciamo, la costituzione del gruppo degli apostoli… insomma, un vero e proprio vangelo, che rispetta la storia giunta fino a noi tramite gli evangelisti ufficiali ma vi aggiunge umanità. Gesù, infatti, è un personaggio profondamente umano, divinità involontaria, vittima del desiderio di potere del Signore suo padre. Ed è questa, infatti, la parte più sconvolgente: l’avidità di Dio che, per raggiungere i suoi scopi (ovvero ottenere potere e guadagnare l’adorazione del maggior numero di persone possibile), non esita a servirsi di centinaia, migliaia di vittime sacrificali (terribile l’elenco, in ordine alfabetico, dei martiri per la fede: quattro pagine di sevizie e torture varie, tutto rigorosamente vero). Addirittura, il suo unico figlio è concepito soltanto a questo scopo.
Qualcuno potrebbe dire che si tratta di un libro un po’ retorico: a me è piaciuto, può darsi che insista troppo, a tratti, ma secondo me merita, a patto di non essere fondamentalisti cattolici.

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