Erkenntnis V. Der Körper als Landschaft

Quando non ha più la maglietta la parte di lui che trovo migliore sono le bruciature
lungo tutte le braccia e le bacio senza sosta. Questo è il suo punto debole, questa è la sua
paranoia del bagno, e mi dice: Lascia stare, quelle sono brutte, e io dico: A me sembrano
bellissime
, e lui ancora non mi crede e allora io gli racconto sussurrando
di quando Danny ha portato in classe come 1 il braccio mozzato e i genitori
sono insorti ma a me è sembrato bellissimo, sigillato così nel vetro azzurro, con il palmo aperto
come un bocciolo, e lui si mette a ridere e ride finché la voce non gli raschia la gola
e io sento la stanza spostarsi, è tutta la stanza che ci trattiene, e glielo chiedo
di nuovo perché glielo posso chiedere, perché comincio ad avere un minuscolo,
prezioso baluginio di speranza; gli dico: Devo sempre andare in bagno.
Ora lui ride più piano perché gli sto baciando ogni dito,
ogni bruciatura, ogni cicatrice, ogni taglio, e dice: Mi dispiace per te Mona Azzurra Verde Grigia,
perché il permesso te lo devo dare io e invece ti proibisco di alzarti
da questo letto. La schiuma cola dentro il lavandino e si
assottiglia. Faccio per andarmene ma lui mi afferra il polso e io dico:
Voglio andarci SUBITO, ma la sua mano è come un’imbracatura
di ferro e ci sbatto contro. Le sue dita mi sfregano il polso. Tirare più forte. Tirare.
Ha la mano robusta. Tiro più che posso, butto tutto il peso del
mio corpo contro quella mano e più ancora, ed è una cosa che non mi capita mai di fare,
 non tiro mai più forte che posso, tiro sempre un po’ meno forte di quanto potrei, non si
sa mai, ma stavolta ce la sto mettendo tutta, sto puntando i piedi
sul letto per darmi più spinta, ma la sua mano è forte e nerboruta
e io dico: Lasciami!, e lui ride di me e dice: Continua a provarci se vuoi,
ma non ti lascio andare. Non ti lascio andare.

– Aimee Bender, Un segno invisibile e mio, minimum fax, pag. 238 –

Non posso celare, io. Ho la mia storia scritta sulla pelle, ci si possono passare sopra le dita come su un foglio scritto a macchina. Ci puoi passare sopra le dita.
Mi leggi in Braille, con gli occhi chiusi e le dita leggere, soffice e concentrato, la bocca socchiusa a raccogliere.
Spogliarsi non è poi così difficile, ma togliere i vestiti e le cinture di castità all’anima è uno di quei miracoli che accadono, se accadono, una volta nella vita.
Sai l’intimo di guardare (toccare) dritto dentro a una persona. Ti ci scotti le dita?


Non mi piace spiegare, ma a scanso di equivoci su una cosa così importante, questo è un inno, una dichiarazione d’amore totale.

((Der Körper als Landschaft = il corpo come paesaggio))

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6 pensieri su “Erkenntnis V. Der Körper als Landschaft

  1. amfortas

    Marina ciao.
    No, non ho letto il libro che mi hai segnalato, però è già segnato per il prossimo ordina IBS.
    Grazie della segnalazione.

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