Covacicherie

Prima di partire, curiosando fra le guide turistiche, ho trovato un libro, Trieste sottosopra. Mauro Covacich lo conoscevo solo di nome, il libro comunque sembrava carino e l’ho preso. Che fosse fra le guide turistiche ha senso perché, in fondo, è una guida, anche se più narrativa del normale. Una guida appassionata a Trieste scritta da un triestino che evidentemente ama molto la sua città.
R., che l’ha letto alla fine del viaggio, dice che probabilmente è godibile solo da chi conosce già la città. E credo che abbia ragione. Io, in effetti, ho preso il libro proprio perché conosco e amo Trieste. Non so dire se chi non ci è mai stato lo apprezzerebbe, ma forse no.
È un libro intriso di sentimento, che a volte, mi fa notare R., sembra saccenteria, ma che invece secondo me è solo eccessivo attaccamento alla propria terra.
Covacich ci guida fra i quartieri poco frequentati e i luoghi da vedere. Ci accompagna al castello di Miramare e a Barcola, ma anche all’ex manicomio di San Giovanni e nelle osmizze.
Ci parla delle triestine che fanno jogging, dei modi tutti cittadini di chiamare i vari tipi di caffè, e parallelamente ci racconta anche la storia di Guglielmo Oberdan e quella di Pino Robusti, morto nella Risiera di San Sabba.
Insomma, se andate a Trieste (e andateci, perché è bellissima), compratevi questo libro e leggetevelo sul Molo Audace mentre aspettate il tramonto. Ne vale la pena.

Immediatamente dopo Trieste sottosopra ho avuto modo di leggere un altro libro dello stesso autore, Storia di pazzi e di normali, grazie allo squisito Amfortas che me ne ha gentilmente fatto dono.
È il primo libro di Covacich, pubblicato per la prima volta nel 1993, e trae spunto dall’esperienza dell’autore, che ha lavorato per un periodo di tempo nel Dipartimento di salute mentale di Pordenone. I luoghi di cura per malati di mente dopo la 180. I malati di mente stessi dopo la 180.
Parla di psicotici, questo libro. Di psicotici gravi. Si vede che Covacich prova interesse e simpatia per loro, si sentono le sue buone intenzioni, ma io sono sempre diffidente verso la cristicchiana simpatia per il matto, mi pare troppo simile al guardare con ammirazione e stupore l’animaletto bizzarro allo zoo. Miei cinismi, forse.
Comunque sia, è un libro che contiene troppi calmanti per non turbarmi.
Vorrei riportare solo un passaggio:
«In molti di questi casi lo psicotico afferma che il servizio psichiatrico è la causa della sua malattia. "Sono loro che mi hanno fatto diventare pazzo", ti avverte Aldo quando ti vede per la prima volta […]. "Quando finiranno di tormentarmi? È da quando mia madre e mio padre hanno deciso di farmi impazzire che quelli del CIM mi torturano. Appena mi hanno visto mi hanno dato le medicine per addormentarmi e mi hanno tolto il pomo d’Adamo".»

Entrambi i libri sono pubblicati da Laterza nella collana Contromano.

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2 pensieri su “Covacicherie

  1. amfortas

    Ciao Marina, grazie assai della brillante recensione del libro di Covacich.
    E grazie anche per le belle parole che spendi per la mia città, se vuoi parlo col sindaco e ti raccomando per un incarico prestigioso come pr 🙂
    Paolo

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