Volevo essere altrove

Con un piede di qua e uno di là, sospeso sopra il fosso, non sto più zitta come quando impazzava il (periodico) dibattito sull’anoressia.
La bilancia dice 45, e il mio bmi non solo è inferiore a 18 (che in realtà il minimo è 18,5) ma è anche inferiore a 17. Decisamente sottopeso, significa. Significa che potrei andare a fare la modella, farmi truccare e mostrare le mie gambine e le mie braccia scheletriche venose sulle copertine dei giornali che dicono noi no, noi siamo impegnati in una campagna contro l’anoressia.
Quasi mai si fa per essere belle, per essere magre. sembra quello il motivo, ma non lo è quasi mai. Lo si fa, casomai, per negare la propria femminilità. Per essere sempre meno donne, scheletriche, mai più mestruate, sempre meno donne, non più donne. Lo si fa, casomai, per attirare l’attenzione. Se svengo, se crepo di fame mi vedrete finalmente. Lo si fa, casomai, per morire. Modo come un altro per suicidarsi. E si trovano i mille modi per non mangiare eppure non svenire, crepare senza mai svenire per non essere intralciate.
L’ossessione per la bilancia, l’ossessione per il grasso? È vero, ti fanno schifo i grassi, ti fanno schifo i condimenti, ti fanno schifo i sapori, i piaceri, ho detto i piaceri, dico i piaceri, ribadisco i piaceri. La bilancia non ti dice che sei più magra, ma meno grassa, meno viva, meno donna, meno viva.
Io voglio mettere il piede di là dal fosso, non caderci dentro. Io non voglio più contarmi le ossa le costole il bacino la schiena le scapole io rivoglio i miei muscoli che se ne sono andati dopo la carne rivoglio la mia pelle, soffice, io rivoglio tutto io non lo voglio il fosso, tenetevelo voi.
E paradossalmente non ho mai ricevuto così tanti complimenti come ora con il piede ossuto sopra il fosso, ora che pungo e faccio schifo, ora che mi si vedono le vene sotto la pelle. Invidia e complimenti. E allora siete malati, malati tutti voi, malati più di me, più di noi, malati perché vi piace l’anoressica-style.

[Non è romantico, non è morire, è crepare, schiattare. Non si è magre, si è rinsecchite, incartapecorite.]

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8 pensieri su “Volevo essere altrove

  1. Dichtung

    Zerstörte Landschaft mit
    Konservendosen, die Hauseingänge
    leer, was ist darin? Hier kam ich

    mit dem Zug nachmittags an,
    zwei Töpfe an der Reisetasche
    festgebunden. Jetzt bin ich aus

    den Träumen raus, die über eine
    Kreuzung wehn. Und Staub,
    zerstückelte Pavane, aus totem

    Neon, Zeitungen und Schienen
    dieser Tag, was krieg ich jetzt,
    einen Tag älter, tiefer und tot?

    Wer hat gesagt, daß sowas Leben
    ist? Ich gehe in ein
    anderes Blau.

    Rolf Dieter Brinkmann

    (Ein anderes Blau, in das du gehen kannst, das wünsche ich dir. Ich meine, in diesem Leben gibt es irgendwo, irgendwann ein anderes Blau. Es mag manchmal schwierig sein, es zu sehen, und man muss sich bemühen, es zu erkennen, aber es ist da).

  2. calimero00

    La tua è una descrizione implacabile della condizione anoressica… però quando una persona opera una tale presa di coscienza significa che ha iniziato la lotta per la guarigione. Anche una mia carissima amica cominciò la via della guarigione guardando in faccia, senza mezzi termini, la realtà di quella malattia.

    Leggendoti… si sente che tu hai la forza interiore per uscirne fuori… te lo auguro dal profondo del cuore,Marina.

    Un abbraccio grande!
    Marco

  3. Sonnenbarke

    Dichtung, ein anderes Blau, mein anderes Blau hatte ich gefunden. Aber es ist schon weg. Und ich kann nicht mehr atmen, ich weiß nicht, ob ich noch atmen kann, ob ich noch atmen will.

    Calimero, io non sono anoressica, strano ma vero. So solo come si fa ad esserlo, e so che non voglio esserlo (più?).

  4. diegodandrea

    Ciao Marina,
    era un pò che non passavo, ma sono stato talmente contento di ritrovare i tuoi post (visto il periodo di parziale inattività cui ero rimasto)che me li sono letti tutti d’un fiato (quello su Kundera l’ho persino girato a mia sorella che sta scoprendo un rinnovato amore per questo Autore).
    Quest’ultimo post, poi, mi ha fatto letteralmente incollare le viscere al ventre, e la tua risposta al commento di Calimero “so solo come si fa ad esserlo, e so che non voglio esserlo” sarebbe uno splendido faro per molti.
    è stato un vero piacere rileggerti!
    Un abbraccio D

  5. calimero00

    Ne sono lieto Marina… ne sono veramente lieto:-) la mia migliore amica lo è stata anoressica… adesso ne è uscita… ma se la memoria torna indietro nel tempo… sono contento che tu non lo sia:-)

  6. utente anonimo

    Lo leggo solo dopo tanto. Dopo tanto che l’hai scritto, dopo tanto che non passo di qui, dopo tanto che ho rimosso questo problema dalla mia vita. Ma credo che nemmeno nel vivo della malattia sarei riuscita a scrivere lucidamente le parole che hai scritto tu. Se tutte avessero la possibilità di ragionarci, forse ci sarebbe più consapevolezza. Da parte di tutti.
    Grazie!

    JeeS

  7. Sonnenbarke

    Cara Jees.
    Per ragionarci, forse, devi saperlo vedere da dentro e insieme da fuori. Non so dirti come si fa.
    So che non ci ho mai ragionato, su questo e su tutto il resto, tanto come ora che ho smesso di pagare una persona che mi ci faccia ragionare.

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