L’identità

L'identità
Ogni tanto riappaio. Non volevo far morire il blog: è pigro, o malato, ma non moribondo. Volevo continuare a parlarvi dei libri che leggo anche da Firenze, ma da quando sono qua la mia frequenza di lettura è scesa vertiginosamente. Volevo parlarvi di Firenze, e volevo parlarvi di tante cose varie ed eventuali; ho abbozzato tanti discorsi, mai pubblicati.

Ho letto I fiori blu, mettendoci un’eternità, ne avevo scritto qualcosina ma non sapeva di nulla e allora ve lo risparmio. È un libro bello, letto in un momento in cui avevo bisogno di cose più tradizionali, semplicemente tradizionali. Forse.

Ho visto Centochiodi e ho capito che anche per me i libri non racchiudono più la verità. A volte, però, ci donano qualcosa che le assomiglia. La verità, no, quella ce l’abbiamo solo noi. Ognuno deve trovare la sua. In sé, in ciò che lo circonda. I libri, a volte, fornisocno spunti. Risposte, no. E comunque, non è a questo Kundera che sto pensando.

*

Finora, di Kundera avevo letto solo L’insostenibile leggerezza dell’essere. Ma non ne ho molti ricordi, devo rileggerlo. Questo, L’identità, mi si è parato davanti in libreria tre mesi fa. C’era lo sconto sugli Adelphi, e così l’ho preso. Mi piaceva l’immagine di copertina, un quadro di Léon Spilliaert: non so chi sia, ma fa molto Rodchenko. Mi piaceva il retro di copetina. «Vi sono situazioni in cui per un istante non riconosciamo chi ci sta accanto, istanti in cui l’identità dell’altro si cancella, mentre di riflesso, dubitiamo della nostra. […]»

Non è un bel libro. Non lo è affatto. Scritto male, o tradotto male. Tirato per i capelli., per niente fluido. Forzato, ecco la parola.

***ATTENZIONE: SPOILER!***

In fondo è un libro sul sogno, come I fiori blu. In fondo credo che assomigli al Doppio sogno di Schnitzler, che non ho letto, ma perlomeno assomiglia ad Eyes Wide Shut.

Ci sono un uomo e una donna. Lei è in menopausa, sta invecchiando, e ha paura che gli uomini non la guardino più. Lui le scrive lettere, non d’amore, ma di seduzione, di ammirazione, anonime, le dice che la spia, per farla sentire ancora desiderata. Innesca una spirale, piano piano non si riconosceranno più. La gelosia di lui (geloso di se stesso!), la paura di lei di essere scaricata, il bisogno (perché è proprio bisogno) di lei di sentirsi desiderata. Sono insieme da anni, ma tutto questo vortica tanto velocemente intorno a se stesso da renderli irriconoscibili l’un l’altro. E non comunicano, e tutto vortica sempre di più. Lui non sa più chi è lei, ma anche lei non sa più chi è lui. E non si vogliono più, così all’improvviso, ma per le ragioni sbagliate.
Un libro brutto intorno a un’idea affascinante, che avrebbe potuto essere sviluppata meglio.
Il finale, poi, è veramente risibile. Almeno secondo me.
Il tema, comunque, merita riflessione.

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6 pensieri su “L’identità

  1. PattyBruce

    Felice di vederti rispuntare dopo tanto tempo!!! Come vanno le cose a Firenze? Per le letture: spesso capita, il libro giusto nel momento sbagliato, ma anche il libro sbagliato in assoluto, per noi. Ho attraversato un periodo nel quale qualsiasi cosa leggessi, era sbagliata, poi sono tornata me stessa.
    Fatti viva, quando puoi, mi sei mancata.

  2. Sonnenbarke

    Ciao Patty, grazie.
    Firenze mi piace e mi ci trovo bene, un giorno o l’altro bisognerà che ve ne parli. Però confesso che non sto bene, ho scoperto che dai sogni prima o poi ci si deve svegliare…

  3. unpoapolide

    mi sembrava di aver letto questo libro in un pomeriggio all’uni. però, da come ne scrivi tu, non l’ho ritrovato. il che mi fa pensare che forse aveva un titolo simile, o chi sa. beh. non stai bene? why?
    un abbraccio, marina, per te;-)

    ndr

  4. Isognatori

    Ci accodiamo a Patty per il “bentornata” e a “unpoapolide” per l’abbraccio. Kundera è un autore che dobbiamo approfondire, per il momento ci limitiamo a registrare le tue impressioni.
    Speriamo di poterti rileggere presto, perchè ci manchi.

  5. Sonnenbarke

    Grazie a tutti, ragazzi 🙂

    PS per Aldo: in questo periodo sto ripensando molto alle nostre conversazioni pre-partenza, e ne sto facendo tesoro… sei saggio 🙂

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