Il cimitero dei giocattoli inutili

Il cimitero dei giocattoli inutili e altri racconti calpestati

Il cimitero dei giocattoli inutili e altri racconti calpestati è il secondo libro pubblicato da Aldo Moscatelli per la sua casa editrice, I Sognatori. È una raccolta di dieci racconti brevi ma intensi.

Se per certi versi L’orologio di cenere mi aveva lasciato un po’ insoddisfatta, questo nuovo libro mi ha invece regalato molte belle sensazioni.

Sono racconti delicati, che spesso e volentieri occhieggiano al fiabesco, visto forse come il modo migliore per raccontare a tutti di cose non necessariamente semplici.
Qua e là nelle pagine ho colto riferimenti letterari e non: due su tutti, Saint-Exupéry non solo con il suo Piccolo principe, e Tim Burton, che prepotente ammicca fin dalla copertina, bellissima, come sempre disegnata da Francesca Santamaria.
Ma non pensate alle fiabe crudeli dei fratelli Grimm, questi racconti di Moscatelli sono lievi e pieni di spleen come, appunto, una fiaba cinematografica del buon vecchio Tim. Malinconici, ma raramente tristi. Fiabe sognanti scritte da un sognatore per i sognatori. Perché se non sapete sognare, se non sapete guardare la luna, il mare, e scorgervi la Poesia, allora non apprezzerete questi racconti, perché per leggerli dovete «guardare oltre» – proprio il suggerimento che verrà dato al protagonista di uno di essi.

C’è il mare, in questi scritti, onnipresente così come la pioggia, un’atmosfera brumosa, autunnale, ma tenue. E tanti sentimenti, sopra tutti quella malinconia lieve che è propria, appunto, dell’autunno, che si ritrova nella luce soffusa di un lampione notturno…

Si distingue da tutto questo Lo specchio di fango, un racconto sulla guerra e sul razzismo, temi che mal si prestano ad essere trattati lievemente. Ma non per questo un racconto meno bello.

Fra quelli che ho maggiormente apprezzato, il racconto che dà il titolo alla raccolta, che narra di una bizzarra amicizia fra due uomini, un netturbino e un uomo che attende.
E poi Istantanea, la storia triste di un uomo solo che fa uno strano lavoro.
E ancora Storia del melo e della triste piantina, che forse non è il più bello (palma difficile da assegnare), ma che comunque mi ha parlato e mi ha detto molte cose che mi hanno colpito profondamente, intimamente. Una piantina che si interroga, che si rifiuta di bere l’acqua destinata a nutrirla e a farla crescere finché non avrà capito perché è stata piantata contro la sua volontà. Che si chiede a che scopo bere, se tanto sarà destinata a non essere mai bella come le gardenie. Che crede di essere superflua, «soltanto un piccolo germoglio disperso fra decine di altre piante…».

Parlare a lungo di questi racconti sarebbe un peccato, perché come ho già detto sono molto brevi, e sarebbe difficile parlarne senza rovinare la sorpresa che provereste leggendoli.
Fatevi un favore, regalatevi un sogno, io so che non ve ne pentirete.

A conclusione, vi lascio con una domanda che nella sua apparente semplicità non mi ha dato tregua. Perché io avrei risposto esattamente allo stesso modo (risposta che scoprirete da soli leggendo). Di che colore è il mare?…

Per contatti, come al solito, scrivete a acquisti@casadeisognatori.com. E infine un suggerimento: visitate anche il blog dei Sognatori, è pieno di discussioni interessanti.

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2 pensieri su “Il cimitero dei giocattoli inutili

  1. Sonnenbarke

    O Bobregular, non dire stronzate 😉
    Tra l’altro, a te quella risposta, detta da me, non piacerebbe per niente…
    Facciamo così: lo metto nella pila di libri da portarti la prossima volta 🙂

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