Un omaggio agli amici melomani

Il contrasto fra la quiete degli spettatori e l’attività rumorosa dell’organizzazione cui sottostanno è ancora più evidente nei concerti. In tali casi ciò che conta più di tutto è l’assenza di ogni disturbo. Ogni movimento è escluso, ogni rumore biasimato. Mentre la musica, che viene eseguita, vive per buona parte del proprio ritmo, non si deve avvertire nulla del suo effetto ritmico sugli uditori. Le reazioni affettive suscitate dalla musica in uno scambio continuo, sono del tipo più vario e intenso. Si esclude che esse non vengano percepite dalla maggior parte dei presenti, e si esclude che non vengano percepite simultaneamente da tutti. Vengono però a mancare tutte le reazioni esterne. Gli uomini rimangono seduti immobili, come se riuscissero a non sentire nulla. Evidentemente, in tal caso, è stata necessaria una lunga educazione artistica alla staticità, educazione i cui risultati ci sono divenuti abituali. Osservando con spregiudicatezza, nella nostra vita culturale ci sono pochi eventi così stupefacenti come il pubblico dei concerti. Gli uomini che subiscono la musica in modo naturale, si comportano ben diversamente; e coloro che non avessero mai udito musica, potrebbero cadere nell’eccitazione più sfrenata quando la sperimentassero per la prima volta. Quando i marinai che sbarcavano eseguivano la Marsigliese davanti agli indigeni della Tasmania, questi ultimi esprimevano la loro soddisfazione con strane contorsioni e gesti stupefacenti, in modo da costringere i marinai a torcersi dalle risa. Un giovane particolarmente entusiasmato si strappò i capelli, si grattò la testa con ambe le mani e lanciò ripetutamente alte grida.
Un misero resto di scarica fisica è sopravvissuto anche nei nostri concerti. L’applauso è offerto come ringraziamento agli esecutori: un rumore breve e caotico in cambio di uno lungo e ben organizzato. Se l’applauso manca del tutto ci si allontana quietamente così come si stava seduti; tanto si è già immersi nella sfera del raccoglimento religioso.
Da quella sfera deriva originariamente la quiete del concerto.

Elias Canetti, Massa e potere

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3 pensieri su “Un omaggio agli amici melomani

  1. utente anonimo

    grazie sonnen! 🙂
    hai cominciato a leggerlo eh? 🙂
    c’è molto da riflettere…la quiete degli spettatori….mah….(e le vecchine scatarranti dove le mettiamo? e i cellulari polifonici?)
    vabbè sn in un internet point e ho frettissima… 🙂
    klavierotta

  2. Mdnstyle

    Ah Mari, dimenticavo una cosa importantissima per quanto possa interessarti la mia opinion; I literally love the way u write your blog!

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