Inediti spunti poetici

L’altra sera ero qui ad ascoltare una lettura di poesie. Uno dei poeti mi ha piacevolmente colpita e vorrei condividere con voi alcuni dei suoi componimenti, che secondo me meritano di uscire da quel cassetto ed essere goduti anche da voi appassionati che non avete la ventura di risiedere nel villaggio.

Franco Biancofiore, classe 1947, insegnante di scuola primaria, dirigente sindacale, presidente del Centro culturale di promozione sociale Tolentino Nuova, direttore dell’Ufficio diocesano per i problemi sociali e il lavoro di Macerata, collaboratore del periodico Presenza e Dialogo del SERMIT di Tolentino. Poeta per passione, ha partecipato ad un paio di concorsi di poesia e scritto alcune raccolte che sono, purtroppo, inedite.

Vi riporto tre dei suoi componimenti: i primi due sono tratti dalla raccolta Diario in viaggi, l’ultimo da Affetti.
Nel caso qualcuno di voi fosse interessato a contattarlo si rivolga pure a me.
Buona lettura.

* * *

Budapest

Ancora l’eco della tua rivolta
di primo mattino sull’umido pavé
annidano soldati in armi tese

Dalla cittadella ti guardo
sotto un sole fittizio
brusco d’autunno
e quel Danubio sonnolento
nella città spartita
una pace indecisa
tra ponti che abbracciano due rive…

In campanili e ciminiere
distinguo
il tuo supplizio cantato da Petöfi*
eroe senza corpo e senza tomba
che va ancora ripetendo:
«Mi tormenta un pensiero:
morire tra i guanciali, nel mio letto.
Lentamente appassire come il fiore
roso dal tarlo d’un nascosto verme».

* Sàndor Petöfi, il 31 luglio 1849, a soli 26 anni, morì sul campo di battaglia a  Segesvàr, in Transilvania, combattendo contro i Russi, alleati con gli Austriaci. Morì? No. "Sparì come un bel dio della Grecia", disse G. Carducci. Nessuno lo vide cadere e il suo corpo non fu mai ritrovato.

* * *

Istanbul

Gretti mosaici
rami infilati a tappeto
spire d’antico sapere:
Moschea Azzurra…
Stilla dall’oro la voce del muezzìn!
E alla fonte un turco si bagna
sacro
piedi nudi pellegrini
devozione nuda per Allàh
sotto le cupole a volo d’uccelli
minareti s’alzano sul mondo
finestre d’Istanbul
balconi di sogni senza ali.

Formicai d’auto imbottite di folla
le mura di Costantino
intorno ai gran bazàr…
Filtra l’odore turco.
Più in là muri tarlati d’urine
dove vecchi facchini
accovacciati su letti di pietra
abbracciano il turno di notte.
Tra sogni a Istanbul si muore…

La mia anima corda vibrante
cerca
non trova Parola o parola
tra rumori
e canti difficili di muezzìn
che chiamano folle a pregare.

* * *

Tu pure nella nuvola del tempo

Tu pure nella nuvola del tempo
corri dietro i giochi di un’età
che svelta s’affaccia in altre forme.
E schiude la tua gemma con dolore,
tutto paga
nel disegno che sfugge al tuo controllo.
Un futuro viene
d’incertezze colmo e di speranze:
lo rifiuti, l’accogli
nel confuso turbine del cuore.
Scorgi un indizio,
niente è a caso nel gioco del mistero
che il tempo non spreca.
Il passaggio è obbligato
non restarci sotto.
Alza lo sguardo, non sei sola
scopri un volto, due volti
i nostri.

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