Teresa in mille pezzi

Allora, ultimamente tempo per leggere libri che non siano per esami o tesi ce n’è poco, e quando c’è fa troppo caldo persino per respirare. Quindi vi rifilo una recensioncina di seconda mano, anzi, magari anche due.

Verona, mia quasi-ex sede universitaria, non brilla per librerie (apparentemente hanno pure chiuso la Einaudi, o forse l’hanno nascosta così bene che io non riesco più a trovarla – e al suo posto c’è ovviamente un negozietto di borse o altre simili amenità, perdonate ma non ricordo bene), ma è senz’altro messa meglio della cittadina marchigiana che mi vede residente.
Comunque un salto alla Gheduzzi, filiale delle fiorentine Giubbe Rosse, lo si fa sempre, e si provvede ad accaparrarsi la mensile rivistina di recensioni a tema, che non sarà altamente letteraria (forse), ma spesso offre spunti interessanti.

Tema del mese di giugno erano i cambiamenti. Molto a tema con l’attuale Sonnen-vita.

Leggo di questo libro di Lyonel Trouillot pubblicato da Epoché (le piccole case editrici mi stanno simpatiche per definizione).
Riporto spudoratamente la recensione di Paola Checcoli.

"Teresa ha ventisei anni e non ama le convenzioni, le maschere, i calcoli. Ha solo un’infanzia triste, spiriti buoni e cattivi che si manifestano nella sua testa, vivono nelle brocche e nei rosari, resuscitano i morti e uccidono i vivi prima del tempo, per darsi importanza. Ha un matrimonio a traino e stamberghe fatiscenti, vicoli ciechi e fossi scavati dalle acque, un grande re suicida, omicida e visionario, un re morto nel suo letto, un re sepolto sotto i suoi miti, un meticcio dall’aria dura e con le gambe storte che oggi fa solo paura e pietà. Teresa ha ventisei anni e questi pochi elementi per costruire una città." Teresa implode, esplode e s’invola, si cerca e trova Teresa.
"Teresa in mille pezzi" dello scrittore haitiano Lyonel Trouillot (nella traduzione a cura di Egi Volterrani e degli studenti del SETL [studenti? Ombre Corte docet, NdSonnenbarke]) è il racconto di un’identità soffocata ed annientata che, attraverso un passaggio naturale nella follia, affronta la sfida immensa di nascere a se stessa: "Si nasce solo due volte: la prima al mondo, la seconda a se stessi". Il passato pesa dietro ad un io frantumato in mille pezzi, i segreti che di generazione in generazione ne hanno confuso l’evoluzione si fanno misteri spaventosi. Il racconto, alternando la prima alla terza persona, inizia proprio quando un’altra voce interiore si contrappone e costringe lo scontro, che inesorabile evidenzia le contraddizioni di un’identità mai concessa e disprezzata, di un sé disgregato proprio perché forzatamente obbligato a non essere se stesso. […] La scrittura assume il valore di liberazione e superamento, ricostruzione di un se stesso mai espresso, conquista della femminilità: "Adesso che mi avvicino a qualcosa che assomiglia alla verità, voglia il vento che la mia strada passi per lo scandalo", scrive Teresa quando è ormai finalmente giunta ad un punto tale di consapevolezza interiore che rigetta ogni possibilità di regressione. La repressione della casa famigliare, del potere dello stato, violenze private e pubbliche vengono espresse per figure e ricordi nella lotta tra le parti di Teresa, che con sforzo s’impone, non ha scelta, di affrontare affrontandosi tutti i labirinti della psiche. Più i ricordi divengono invasivi più urge insopportabile l’accettazione.
Ma ciò che colpisce maggiormente nel racconto di Teresa, donna nella scrittura di un uomo, è che non interessa tanto la sua follia e neppure le sue cause psicologiche, quanto il percorso che ella conduce per raggiungere nella trasformazione il cambiamento, passaggio obbligato al fine di nascere a se stessa: "Ma non farò mai più l’amore con un re dietro le spalle, un vangelo, una città, una storia, un retaggio. L’amore è quel momento in cui il corpo si sottrae alla durata, una presa in giro del tempo, l’istante in sé, senza divenire né origine. L’amore, Mamma, è ciò che deborda. Vedi, mi resta ancora un po’ di pudore: ho detto amore laddove avrei voluto dire sesso. Ma ora basta parlare di una cosa tanto banale. Una volta che il corpo ha riconosciuto la propria evidenza, non c’è più nulla da dire. Teresa, seguendo il piacere del proprio corpo, abiterà d’ora in poi il leggero e l’intenso."

IBS offre spedizioni gratuite per ordini superiori a 59€ fino al 10 luglio. Si potrebbe pensare di approfittarne.

More to come.

 

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